Venice Tour Guide

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24/05/2022

Biennale

Foto Silvia Barbon

04/06/2020

La laguna nord o più propriamente nord-est è un'area di acqua che va dal porto del Lido costeggiando la linea di terra che da Punta Sabbioni arriva a Treporti, attraversa le valli chiuse e i canali che confinano con Jesolo e seguendo la linea della grande lagunare arriva a Portegrandi, Ca' Noghera e Tessera, fino a sbucare di fronte a Campalto per tornare poi, attraverso i canali di Murano e Sant'Erasmo di nuovo al porto del Lido ( Bonesso; cit.). Questo cerchio come io lo vedo, rappresenta una specie di terra di mezzo, uno spazio tra due mondi, terra e palude e grande mare sul quale si apre la forma del nostro sguardo. Ma cosa sto cercando? Che cosa è importante che io debba capire? In testa riaffiorano sempre più spesso i ricordi di bambina, luoghi incantati e boschi vicino al mare. Le cave di argilla sul fiume Dese dove si andava a fare il bagno in estate, tantissimi animali. Canneti tra le acque dolci del fiume Sile, acque dolci e salate insieme, strade bianche tra gli alberi, campi di grano e ciliegi. I cigni che attraversano la strada che prendi per andare al mare a Jesolo.Vento di bora, vento di scirocco, vento di maestrale. Ho imparato a nuotare nell'acqua profonda quando il mio papà andava a pescare le cozze, i peoci in diga a Punta Sabbioni. Mi lasciava lì a guardare il mare per un tempo che allora mi sembrava infinito da quanto fosse capace di stare sott'acqua. Le stelle marine erano rosse e rosso scuro, marroni, i cavallucci marini, i grossi pescioni del mare, i pescegatto del fiume che nuotano nelle acque basse e che mai vanno pescati con la luna piena, quando arriva la marea che porta sedimenti e cose buone da mangiare. Loro stanno sotto a cercare cibo e si riempiono di fango. Mi sono accorta che stavo perdendo il racconto del.paesaggio. Non ricordavo più i luoghi dove sono nata. Al loro posto si sostituisce un paesaggio piatto, sempre uguale, senza memoria né legami emotivi. Non ero più in grado di abitare questo luogo e di rapportarmi. Non lo sapevo più raccontare. I cambiamenti sono arrivati molto in fretta. Il quotidiano era diventato assuefazione. Dimenticare. Ogni luogo è descritto con l'emozione che ha chi lo abita e che lo ha fatto proprio, lo ha capito, è parte di una storia. Noi di qua, siamo acqua e siamo terra. Siamo persone in mezzo a un limite, aspettiamo di trasformarci, cambiamo con gli ordini dell'acqua, piantiamo i piedi nella palude. Non ricordare è l'omologazione dell'anima, è spaesamento. E così ho capito che la geografia mi serviva, che avrei imparato le fasi lunari. Guardare in alto verso le nuvole. È un cerchio quello della laguna ricco di biodiversità, pieno di differenze tutte inclusive. Un gioco di comunità umane naturali. Uno spazio difficile, fragile e complesso. Tanti nomi vengono dati per ogni tipo di barca, tanti nomi per ogni animale, ogni albero o pianta. C'è stato come un buio. Forse da quel giorno che camminando per la spiaggia del Lido, i piedi si sono sporcati di catrame o forse per quella barena piena di fiori viola diventata una discarica. Succede allora che perdi le parole perché tutto è spaesamento. Ora diventa urgente trasformare la realtà ridando cura all'ambiente. Per ridare Bellezza al paesaggio bisogna conoscerlo. Imparare. Comprenderlo.

Silvia

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