Estro-Versi
02/04/2025
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“Se sono un poeta o un attore,
non devo scrivere o declamare poesie, ma
viverle”,
scrive Antonin Artaud ad Henri Parisot, dal manicomio di Rodez.
“Quando recito una poesia, non è per essere applaudito,
ma per sentire i corpi di uomini e donne, ho detto corpi, che tremano e vibrano e virano all’unisono col mio,
ci si volge all’anima, alla materializzazione fisica e reale di un essere integrale della poesia.
Voglio che le poesie di François Villon, di Charles Baudelaire, di Edgar Poe o di Gérard de Nerval diventino realtà,
che la vita esca dai libri, dalle riviste, dai teatri, dalle messe che la trattengono, la sconfiggono, la crocefiggono, per lasciarla sfociare, sfogare nell’immagine dei corpi…”
Julio Cortázar
tratto dall’articolo Muerte de Antonin Artaud, sul numero 163 della rivista “Sur” di Victoria Ocampo, nel maggio del 1948
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