VALTERZA PHOTOGRAPHY

VALTERZA PHOTOGRAPHY

Condividi

Photos from VALTERZA PHOTOGRAPHY's post 01/11/2021

Nuvolari, Varzi, Campari
“Quei temerari delle strade bianche” arrivano al MAUTO con le fotografie di Adriano Scoffone
Una mostra fotografica racconta gli anni ‘20 e ‘30 della Provincia Granda e gli audaci piloti della Cuneo - Colle della Maddalena
Torino, 27 ottobre 2021. La mostra “Quei temerari delle strade bianche. Nuvolari, Varzi, Campari e altri eroi alla Cuneo - Colle della Maddalena” - progetto di Giosuè Boetto Cohen - inaugura il 27 ottobre al MAUTO - Museo Nazionale dell’Automobile: in esposizione una selezione di 80 fotografie provenienti dell’Archivio fotografico di Adriano Scoffone – quasi 40mila lastre fotografiche in totale – che la Città di Cuneo ha riscoperto a distanza di anni e che ha iniziato a catalogare nel 1980. La mostra, ospitata a Cuneo lo scorso anno, arriva oggi al MAUTO: oltre alle suggestive immagini, tre automobili leggendarie, grandi scenografie e un poema musicale composto per l’occasione che rendono immersivo il percorso della mostra, visitabile fino al 9 gennaio 2022.
“Questa mostra è un magnifico viaggio nel tempo che ci permette di rivivere quasi in diretta l’atmosfera, il coraggio e l’entusiasmo di una corsa come la Cuneo – Colle della Maddalena. Le straordinarie fotografie storiche di Scoffone ci restituiscono con realismo di cronaca i folli sovrasterzi dei “temerari” sui bianchi tornanti alpini. Non dimentichiamo che non lontano da Cuneo molti anni prima, nel 1895, si tenne la prima Torino – Asti -Torino, la prima corsa automobilistica italiana. Con ben altre auto però, perché sulla strada del Colle salivano invece auto possenti e invincibili come la leggendaria Alfa Romeo P2 qui in mostra, proveniente dalla collezione del Museo Nazionale dell’Automobile, identica a quella sulla quale Nuvolari trionfò alla Maddalena. Una conferma che il MAUTO è il fulcro della storia del pionierismo automobilistico italiano, sia per l’inarrivabile collezione che per il Centro di documentazione con il suo straordinario patrimonio storico. Anche per questo siamo felici di collaborare alla riscoperta di un fondo storico cruciale come l’Archivio Scoffone e alla sua viva e preziosa testimonianza di un periodo fondamentale della storia automobilistica italiana” dichiara Benedetto Camerana, Presidente del MAUTO - Museo Nazionale dell’Automobile.
“Quei temerari delle strade bianche” presenta i fotogrammi chiave dell’edizione 1930 della Cuneo-Colle della Maddalena e dei suoi celebri protagonisti (insieme ad alcune immagini del triennio 1925-1927). Ottanta foto che pure non rappresentano che un modesto campione del tesoro nascosto di circa 40 mila lastre fotografiche, che coprono i temi, le pagine, i ritratti più diversi della Provincia Granda.
Tre automobili esposte dialogano con le immagini di Adriano Scoffone, che raccontano la sfida per il Colle della Maddalena e scene di costume del primo Novecento. La gara è, per difficoltà e lunghezza, una delle più ardite. Lo si capisce dalle fughe nei rettilinei e dalle sbandate nel polverone prima dei tornanti. Il “circo” della competizione è poca cosa se paragonato al gigantismo di oggi, ma l’emozione è anche superiore, perché nel 1930, in Italia - è bene ricordarlo - circola un’automobile ogni duecento abitanti. Fissano l’obbiettivo (qualcuno con aria truce), i semidei del volante: il tedesco Stuck che sembra Lawrence d’Arabia, gli italiani Varzi, Marinoni e Maserati, sotto gli occhi di un impettito Campari. Ma anche la tripletta della scuderia Fiat in un angolo di piazza Vittorio (oggi piazza Galimberti) fa la sua figura. O la squadra (piccola, ma sceltissima) dei meccanici e collaudatori. Nuvolari, il vincitore del 1930, è più nero e legnoso che mai e in uno degli scatti, praticamente inedito, è fermo davanti a un portone del Piemonte rurale. Intorno al palco c’è un tramestio di autorità, la Principessa di Savoia, il podestà con la tuba, una pletora di notabili e donne elegantissime. Ma le facce più interessanti, alcune da cinema, sono nel pubblico sorridente, tra i portici, la piazza e i picnic. Adriano Scoffone corre, non si sa come, al lago della Maddalena. E ancora più su. I visitatori della mostra potranno immaginarlo dall’alto del nostro tempo, interconnesso e viziato da Photoshop, mentre per strada riesce a catturare ancora una Bugatti ribaltata, e poi controsterzi, gli allunghi e i voli d’uccello, quasi avesse il drone.
“La mostra, come suggerisce il titolo, parte da un fatto cruciale, ma non chiaro a molti: le corse automobilistiche di novant’anni fa si svolgevano su strade completamente diverse da quelle di oggi. E l’automobilismo sportivo fu una delle motivazioni che portarono, negli anni ’30, alla costruzione di una rete viabile più moderna. L’audacia - di uomini e mezzi - le medie orarie, i record diventano ancora più incredibili se si immagina correttamente lo scenario in cui furono raggiunti. Quindi “le strade bianche” sono insieme alle vetture, ai campioni e alla folla, le protagoniste dell’esposizione. Un complesso impianto scenografico, e una colonna sonora originale, sono state realizzate proprio per enfatizzarne il ruolo” così Giosuè Boetto Cohen, giornalista e regista, per molti anni de “La Storia siamo noi” alla RAI, introduce la mostra da lui curata.
La musica è un altro elemento fondamentale del percorso di “Quei temerari delle strade bianche”; il “tappeto musicale”, di Marco Robino e degli Architorti, è diventato una suite tutta da ascoltare, una complessa partitura di undici minuti.
Il percorso espositivo di “Quei temerari delle strade bianche. Nuvolari, Varzi, Campari e altri eroi alla Cuneo - Colle della Maddalena” va aldilà dei documenti fotografici messi in cornice. È costituito da scenografie immersive, a cui ha contribuito anche Angelo Sala, per molti anni direttore dell’allestimento scenico del Teatro alla Scala di Milano. Insieme alle musiche originali e alle stampe giganti, esse abbracciano tre automobili straordinarie, protagoniste della scalata alla Maddalena del 1930: una è proprio l’Alfa Romeo 1500 MMS con cui, nel 1930, il pilota Emilio Gola prese parte alla competizione. Le altre non sono da meno: l’Alfa Romeo P2 della collezione del museo, identica a quella con cui Nuvolari tagliò per primo il traguardo, e una preziosa Bugatti 35, uguale a quella con cui Avattaneo si ribaltò durante la gara.
L’esposizione è realizzata dal MAUTO - Museo Nazionale dell’Automobile e dalla Città di Cuneo, con il sostegno della Maison di orologeria svizzera Eberhard & Co.
“Il contributo di Eberhard & Co. a sostegno della mostra rispecchia la vocazione della Maison a favore di iniziative di grande spessore culturale, che riportino alla luce un patrimonio ancora celato, lo rendano fruibile a tutto il pubblico e che mirino alla salvaguardia del tempo. Le immagini rivelano uno spaccato molto affascinante del mondo delle gare automobilistiche d’epoca, quando piloti del calibro di Nuvolari realizzavano imprese incredibili e stupivano il pubblico accorso a vederli” – dichiara Mario Peserico, Amministratore Delegato di Eberhard Italia.

Photos from VALTERZA PHOTOGRAPHY's post 01/11/2021

ALESSANDRO SCIARAFFA
SINFONIA
a cura di Sara d’Alessandro Manozzo
La GAM di Torino presenta negli spazi della Sala 1 Sinfonia, installazione immersiva e partecipativa di Alessandro Sciaraffa (Torino, 1976), a cura di Sara d’Alessandro Manozzo. Il progetto, scelto da Fondazione Torino Musei – GAM, ha vinto il bando Italian Council (IX edizione, 2020), programma di promozione internazionale dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, che prevede il finanziamento di progetti culturali finalizzati alla promozione, produzione, conoscenza, diffusione della creazione contemporanea italiana in Italia e all’estero nel campo delle arti visive.
Destinata alla collezione permanente della GAM, Sinfonia è esposta per la prima volta negli spazi del museo e si trasferirà in primavera nelle sale della Fondazione e Galleria TSE Art Destination, a Nur-Sultan, una delle realtà più dinamiche nel panorama artistico contemporaneo del Kazakhstan: rafforzerà così la relazione fra la città di Torino e la capitale kazaka, in occasione delle celebrazioni dei trent’anni di relazioni diplomatiche tra i due paesi.
Sinfonia è composta da un gong, da un sistema sonoro e da una proiezione video su uno schermo specchiante inseriti dentro uno spazio buio a unire due dei temi fondamentali nell’opera di Sciaraffa: il suono primitivo del gong e l’osservazione delle aurore boreali.
Il percorso artistico di Sciaraffa si concentra sui fenomeni invisibili della natura, che sviscera attraverso l’uso di tecnologie sperimentali che prevedono, spesso, il coinvolgimento del pubblico. Il risultato del suo lavoro è caratterizzato dalla presenza simbiotica di suono, tecnologia e natura e, come già nell’opera Aurora - presentata dalla GAM nel 2019 in occasione di Luci d’Artista – anche Sinfonia esplora e rende tangibile la luce scintillante, con le infinite sfumature di colori e forme, e il suono inudibile generato dall’aurora boreale, catturato attraverso apparecchiature capaci di captare le basse frequenze. In questo caso suono e luce sono attivati dal visitatore che interagisce con il gong. Alessandro Sciaraffa, in fase di progettazione dell’opera, raccontava: Ci sarà il suono delle aurore boreali, che inizieranno a scoppiettare, a luccicare. Tu potrai stare a guardare questi bagliori di luce, come dei grandi dipinti che scorrono in uno spazio tempo, per poi farli esplodere con il gong.
L’opera è quindi dedicata ai suoni delle profondità naturali, dagli aural chorus alle vibrazioni fisiche e archetipiche del gong intrecciando cultura, eventi naturali, onde sonore e tecnologia per offrire un’esperienza che conduce il visitatore in un viaggio immaginifico attraverso realtà fisiche sconosciute.
Alessandro Sciaraffa (Torino, 1976) vive e lavora a Torino. Laureato in architettura al Politecnico di Torino, la sua pratica si concentra sulla sound art, lo studio delle onde sonore e dei fenomeni invisibili della natura, rappresentate con l’aiuto della tecnologia. Numerose sono le sue mostre personali.
Sara d'Alessandro Manozzo (Roma, 1982) è storica dell’arte e curatrice indipendente. Tra le diverse attività curatoriali, è fondatrice del progetto indipendente The Garage (Canberra, Australia) e curatrice di Waiting Room Residency (Trento). La collaborazione con Alessandro Sciaraffa è iniziata nel 2019 con la mostra Cosmonautica presso il Castello di Costigliole d’Asti.

Photos from VALTERZA PHOTOGRAPHY's post 31/10/2021

"DISEGNARE LA CITTA'. L'Accademia Albertina e Torino tra Eclettismo e Liberty".
Disegnare la città non è una semplice mostra ma un viaggio nella storia dell’arte e dell’architettura torinese che - coinvolgendo un gran numero di istituzioni cittadine - vuole ritrovare nel passato le sinergie e le ispirazioni utili al nostro futuro.
Tra Ottocento e Novecento l’Accademia Albertina fu una fucina di formazione e ricerca che contribuì a definire la nuova immagine di Torino nel processo di trasformazione da città capitale a città industriale. Obiettivo del progetto è illuminare questa vicenda, e ciò che fu attorno ad essa, attraverso un percorso fatto di disegni architettonici e preziosi e affascinanti progetti decorativi, solitamente inaccessibili al pubblico.
L’eclettismo è lo stile principale del tempo indagato dal progetto. Le sue matrici culturali permettono una nuova libertà al progettista, aperto ad ampi repertori, che spaziano nella storia e nei luoghi. A inizio Novecento, in contemporanea con l’approccio eclettico, si diffonde il Liberty che, a partire dall’Esposizione internazionale d'arte decorativa moderna del 1902, trova nell’Albertina terreno fertile di sperimentazione.
A Torino le pianificazioni della seconda metà dell’Ottocento sono esempi di sperimentazione di una nuova immagine urbana, sintesi di decoro e qualità dello spazio pubblico. Il disegno uniformato degli isolati, in prosecuzione della griglia urbana romana e soprattutto barocca, si accompagna a novità compositive come bovindi, torrette, abbaini e decori con figure umane, ritratti, fregi, timpani, cornici a stucco o in litocemento, che interpretano con fantasia e forse anche ironia, i dettami della storia.
Nelle sale della Pinacoteca Albertina a riempire gli occhi di bellezza saranno soprattutto i meravigliosi acquerelli di Giulio Casanova (1875 – 1961), docente di Decorazione che con grande maestria ideò e dipinse gli elementi artistici dei suoi straordinari progetti: dal caffè Baratti & Milano in piazza Castello a Torino, al Treno Reale concepito in preparazione del matrimonio tra Umberto di Savoia e Maria José del Belgio e ancora oggi a servizio della Presidenza della Repubblica. Opere originali solitamente conservate nel caveau dell’Albertina e che verranno esposte accanto ad immersive scenografie multimediali che gli allievi di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti hanno progettato e realizzato nei mesi scorsi.
Si tratta quindi di un progetto espositivo che vuole far riaffiorare l’energia creativa e propositiva che trasformò Torino negli anni della Belle Époque. Decenni di fervore in cui l’arte dei maestri dell’Albertina come Giulio Casanova era a servizio di un poliedrico ventaglio di committenti, dal mondo ecclesiale - in mostra anche i progetti per la teca della Santa Sindone e per l’urna di San Giovanni Bosco - a quello civile, che ha nelle Poste Centrali di via Alfieri il suo esempio più significativo

Photos from VALTERZA PHOTOGRAPHY's post 31/10/2021

FESTIVAL del GIORNALISMO ALIMENTARE. LABORATORIO. Laboratorio dedicato alla valutazione del caffè a livello professionale, il laboratorio spiega la metodologia per conoscere i parametri di valutazione del caffè verde utilizzati in ambito professionale si tratta dell’assaggio alla brasiliana, il metodo internazionale utilizzato nella valutazione di un caffè.

Vuoi che la tua azienda sia il Servizio Fotografico più quotato a Turin?
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Digitare

Telefono

Indirizzo


Turin