In.FEST.ante

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Photos from In.FEST.ante's post 22/05/2026

Sacre Stanze — Maurizio Abate

Con Sacre Stanze, Maurizio Abate non pubblica semplicemente un nuovo lavoro: costruisce un ambiente. Non un disco da ascoltare, ma uno spazio in cui entrare con la sensazione che il tempo, una volta dentro, cambi densità.
Il punto decisivo non è la composizione in sé, ma l’idea di apertura che la attraversa. Abate parte da materiali essenziali, quasi spogli, e li consegna a una rete di interventi esterni che non funzionano come “collaborazioni” in senso classico, ma come presenze che abitano e deformano la materia sonora. È qui che il disco si sposta: dalla scrittura alla coabitazione.
L’ingresso di Marco Giudici non è solo tecnico o produttivo: è strutturale. Gli arrangiamenti non decorano, ma ridisegnano la prospettiva, come se ogni brano venisse osservato da una diversa stanza della stessa casa. Il risultato è una forma che non si chiude mai del tutto, che resta volutamente porosa.
Attorno a questo nucleo si addensa una costellazione di interventi che non cercano mai il centro, ma lo spostano continuamente. Il disco vive proprio in questa instabilità: voci, archi, synth, strumenti acustici e dispositivi elettronici non costruiscono un’orchestra, ma una serie di apparizioni. Non c’è fusione, ma compresenza.
La scrittura di Abate rimane riconoscibile nella sua economia: chitarre trattate come superfici, note lasciate respirare fino al loro svuotamento, un uso del silenzio che non è pausa ma materiale attivo. È una musica che non “succede”, ma si deposita lentamente.
In questo senso Sacre Stanze è meno un’evoluzione stilistica e più una dichiarazione di metodo: rinunciare al controllo totale per lasciare che il suono venga attraversato da altre mani, altri tempi, altre intenzioni. Non per perdere identità, ma per renderla instabile.
Il risultato è un disco che non si lascia consumare rapidamente. Non cerca l’impatto, ma la permanenza. E proprio per questo funziona meglio come esperienza che come oggetto musicale finito: qualcosa che continua a muoversi anche quando l’ascolto è finito.

👉 Ascolta https://deleterec.bandcamp.com/album/sacre-stanze?t=3

Maggio 2026 Togaci.

Photos from In.FEST.ante's post 16/05/2025

Appunti d’Irlanda in una stanza torinese


Nessun palco. Solo una stanza, raccolta e luminosa, all’NH Collection di Piazza Carlina.
Un pubblico silenzioso, quasi in ascolto prima ancora della musica.
E al centro, Naomi Berrill.

Irlandese di nascita, fiorentina d’adozione, Naomi non ha bisogno di scenografie. Porta con sé il suo violoncello, la voce, e un modo di stare che è già racconto.

Ha eseguito brani del suo repertorio con la grazia di chi non vuole impressionare, ma condividere: melodie sospese tra folk e musica colta, tra l’intimità del sogno e l’essenzialità della natura.
Ogni nota sembrava arrivare da lontano da una costa battuta dal vento, da un ricordo che non si riesce a dimenticare.

In un tempo che chiede rumore, lei ha scelto il sussurro.
E ha lasciato in quella stanza qualcosa che assomiglia alla pace.

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Indirizzo


Via Cervino 0
Turin
10143

Orario di apertura

Martedì 15:00 - 19:00
Mercoledì 15:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00
Venerdì 15:00 - 19:00
Sabato 15:00 - 19:00