FGCI Piemonte
22/01/2022
Non si può morire d’alternanza La morte di Luca, dicevamo, non avviene a causa del destino cinico e baro: infatti se volessimo riprendere i casi di altri incidenti già avvenuti durante l'alternanza scuola-lavoro, ora chiamata PCTO, potremmo ricordare quanto avvenuto a La Spezia nel 2017, quando uno studente si ribaltò con un mu...
13/12/2021
Il giorno 14 dicembre, durante il senato accademico del Politecnico di Torino, verrà discusso il bando tra di e .
È necessario, a partire da questa data fondamentale, alzare la voce e mobilitarci, al fine di dimostrare che gli studenti universitari non stanno con Frontex!
Cos'è Frontex?
Frontex è l'Agenzia europea di guardia di frontiera e costiera e il 14 luglio 2021 ha dato vita ad una collaborazione con il Politecnico di Torino.
Di che tipo di accordo si tratta?
Un bando da quattro milioni di euro per la produzione di mappe e infografiche necessarie al fine di "supportare le attività” dell’Agenzia che sorveglia le frontiere esterne europee. Iniziative che, spesso, si traducono nella violazione sistematica dei diritti umani fondamentali di migliaia di persone.
L’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera è stata accusata, infatti, da , attivisti e agenzie internazionali di essere direttamente coinvolta nei violenti respingimenti di migranti alle frontiere europee. Il più noto è il caso greco, dove è inconfutabile il suo ruolo attivo nel respingimento illegale dei rifugiati verso la Turchia e nella distruzione di documenti che evidenziavano l'uso della forza durante tale operazione.
Questo episodio è solo l’apice di una strategia, attuata dell’Unione europea attraverso Frontex, finalizzata alla gestione dei confini comunitari attraverso principi razzializzanti e disumani volti a colpire coloro i quali si spostano per cercare protezione.
Cosa possiamo fare?
Non possiamo tollerare che le nostre università pubbliche vengano “acquistate” come servizi per lavare via il sangue di innocenti!
Crediamo pertanto che solo attraverso la mobilitazione studentesca sia possibile dimostrare che la ricerca non può in alcun caso divenire strumento di morte e soggiogamento degli oppressi.
01/08/2021
In queste ultime settimane abbiamo assistito ad un vero e proprio “bombardamento mediatico” da parte dei nazionali e internazionali sulle proteste cubane dalla solita retorica: enfatizzare le repressioni messe in atto dalla polizia di regime, povertà dilagante, inefficienza del sistema socialista e l’impellente desiderio da parte della popolazione di “ d’ ”, vero motivo delle manifestazioni secondo i giornalisti.
Dopo anni di disinteresse totale pare quindi che la comunità internazionale abbia nuovamente iniziato ad occuparsi di ma, come sempre, a solo scopo nei confronti di un popolo che 62 anni fa compì una coraggiosa, ma geopoliticamente impopolare, scelta affidandosi alla .
Ancora una volta quindi ci si è dimenticati di sottolineare il reale motivo della sofferenza del popolo cubano: l’ingiusto perpetrato dalle potenze , capitanate ancora una volta dagli Stati Uniti, e che costringe l’isola ad una penuria di beni dal 1962.
Nonostante la pandemia e la conseguente economica mondiale non solo non si è realmente provveduto a considerarne l’abolizione, ma addirittura l’amministrazione ha annunciato un nuovo pacchetto di con il silenzio colpevole di tutta la comunità internazionale.
Ovviamente risulta molto più comodo per tutti scaricare le colpe di 60 anni di ingiustizie sul modello socialista che, nonostante i tentativi di picconate esterne, ha retto l’urto sanitario della pandemia, molto meglio ad esempio degli stessi in cui non esiste alcun sistema sanitario nazionale, e sta ora subendo le conseguenze di una crisi economica globale che riguarda tutte le nazioni.
Il popolo cubano continuerà sicuramente a difendere la propria Rivoluzione con il supporto di tutti i comunisti mondiali.
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