Science in motion

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26/04/2020

Chapeau

Il suo nome è Maurizio Cecconi, è un medico di 42 anni, primario di Anestesia e Terapia intensiva dell’Humanitas di Rozzano, e ha appena ricevuto uno di quei riconoscimenti che valgono, da soli, una carriera e una vita intera.

Il prestigioso “Journal of the American medical association” lo ha appena eletto “eroe della pandemia” per aver raccontato e avvertito il mondo intero di quello che stava accadendo. Per settimane Cecconi ha organizzato videoconferenze con migliaia di colleghi in tutto il mondo per condividere informazioni e strategie sull’emergenza Coronavirus, permettendo di contenere il contagio nel mondo intero e salvando migliaia di vite.

Insieme a lui, l’oculista di Wuhan Li Wenliang, morto di Coronavirus dopo averlo rivelato al mondo, e Anthony Fauci, immunologo della task force Usa.

Si tratta di un riconoscimento straordinario a un uomo che da due anni ha scelto di tornare a lavorare in Italia, dopo 14 anni di lavoro nel Regno Unito.
Il dottor Cecconi è un cervello di ritorno, di quelli che ha fatto carriera all’estero per poi restituire al suo Paese le proprie competenze.

Un eroe della pandemia. Un orgoglio italiano.

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