TORINO
14/06/2026
+ Claudio, 20 anni, non torna a casa: la corsa in elicottero e la lotta dei medici +
Erano da poco passate le 22 quando sulla statale 20, in direzione La Loggia, è avvenuta la tragedia. Claudio Benini, 20 anni, di Carmagnola (To), era in sella alla sua Yamaha MT07 e stava percorrendo uno dei tratti più trafficati dell’arteria che collega il Torinese al Cuneese.
All’altezza del chilometro 8, poco dopo un negozio di casalinghi e quasi al confine con La Loggia, la moto è uscita dal margine destro della carreggiata. In pochi istanti l’impatto contro un cartello stradale.
Chi ha assistito alla scena ha lanciato l’allarme. Sul posto sono arrivati i soccorritori del 118. Le condizioni del giovane sono apparse subito gravissime. Mentre i sanitari tentavano di stabilizzarlo, è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso. Poco dopo l’elicottero è atterrato vicino al luogo dello schianto.
La speranza è rimasta accesa durante il trasferimento al Cto di Torino. Claudio è stato affidato ai medici del pronto soccorso, che hanno provato a salvargli la vita. Le ferite riportate nell’incidente, però, si sono rivelate troppo gravi. Il ventenne è morto alcune ore dopo il ricovero.
Per consentire i soccorsi e i rilievi, la statale 20 è rimasta chiusa a lungo al traffico. Le forze dell’ordine stanno ora lavorando per chiarire le cause che hanno portato alla perdita di controllo della moto e ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.
14/06/2026
Sono le 20.25. In una strada tranquilla di Caselle Torinese. Una porta si apre e, nel giro di pochi secondi, una rapina si trasforma in una fuga che nessuno riesce a fermare.
Un uomo attende in auto. È fermo a bordo di una vettura rossa, non entra nell’abitazione. Aspetta.
Pochi metri più avanti, il suo complice si avvicina a una casa. Ha il volto coperto. Entra nell’alloggio e si trova davanti il figlio dei proprietari. Non perde tempo, cerca ciò che è venuto a prendere.
Lo trova: è un Rolex in oro rosa dal valore di 18mila euro.
Passano pochi istanti e l’uomo esce dall’abitazione con l’orologio. Ma qualcosa va storto. Alcuni vicini si accorgono di quello che sta accadendo.
Uno di loro reagisce. Scende in strada e cerca di bloccare la fuga.
Intanto il rapinatore corre verso l’auto rossa. Il conducente è già pronto, motore è acceso. Non appena il complice apre la portiera e sale a bordo, la vettura riparte.
Questione di secondi. Davanti all’auto c’è ancora il vicino di casa. È fermo in mezzo alla carreggiata. Vuole impedire che i due scappino.
L’impatto è inevitabile, l’uomo viene urtato mentre i rapinatori si allontanano dalla zona. In pochi attimi spariscono nel traffico, portando con sé l’orologio appena rubato.
Cominciano le indagini.
Gli investigatori ricostruiscono i movimenti della coppia e arrivano a identificare il conducente dell’auto. Per gli inquirenti non ci sono dubbi sul suo ruolo nella fuga. Più difficile, invece, individuare chi sia entrato nell’abitazione.
A un certo punto l’attenzione si concentra sul cognato dell’imputato. Viene arrestato e indagato. Ma gli accertamenti successivi portano a una conclusione diversa. Le accuse nei suoi confronti cadono e viene prosciolto.
Chi era il complice che quella sera entra nella casa e porta via il Rolex? Il conducente non lo rivelerà mai.
Nel frattempo risarcisce i proprietari dell’orologio e affronta il procedimento giudiziario. Alla fine arriva la decisione.
Per la rapina del 24 ottobre 2025 viene condannato a due anni e otto mesi di reclusione, pena patteggiata, oltre a mille euro di multa.
03/06/2026
+ Il miracolo di via Nizza +
Torino, sabato 26 agosto 2023. Poco prima delle 11, Mattia Aguzzi, un impiegato di 37 anni, sta camminando in compagnia della propria fidanzata lungo i marciapiedi di via Nizza, nel quartiere Lingotto.
La quiete della mattina viene interrotta dalle urla disperate di un inquilino del palazzo di fronte, che nota un pericolo imminente: al quinto piano di un condominio, una bambina di neanche quattro anni ha scavalcato la ringhiera del balcone.
La piccola si trova sospesa nel vuoto, aggrappata unicamente con le mani al bordo della struttura, con le gambe sospese nel vuoto.Aguzzi individua immediatamente il punto esatto e inizia a gridare con forza nel tentativo di convincere la bambina a fermarsi e a rientrare all'interno.
Ogni comunicazione risulta però inutile a causa della distanza e della tenera età della piccola, che non riesce a percepire il richiamo. Pochi istanti dopo, la bambina cede alla fatica, perde la presa e precipita nel vuoto.In una frazione di secondo, l'uomo calcola visivamente la traiettoria di caduta e si sposta rapidamente sulla verticale del balcone.
Allarga le braccia per massimizzare la superficie d'impatto e attende l'arrivo del corpo a piedi uniti sull'asfalto, chiudendo gli occhi nell'attimo cruciale. Il corpo della bambina colpisce in pieno il petto di Aguzzi, la cui opposizione attutisce drasticamente la violenza del volo di oltre quindici metri.
L'urto violento scaraventa entrambi sul cemento.Per alcuni interminabili istanti regna il silenzio. Aguzzi rimane a terra senza fiato a causa del forte trauma toracico subito, mentre la bambina giace immobile accanto a lui. Pochi secondi dopo, la piccola scoppia in un pianto vigoroso, confermando ai presenti di essere cosciente. I soccorsi sanitari giungono sul posto e trasportano d'urgenza la bambina all'ospedale infantile Regina Margherita e il trentasettenne al Cto di Torino.
Gli accertamenti medici confermano l'incredibile esito: la bambina non riporta alcuna lesione interna né frattura, rimanendo del tutto illesa. Mattia Aguzzi viene dimesso il giorno successivo con una prognosi di appena due giorni per contusione toracica.
Mattia viene nominato Cavaliere dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
(Foto: Presidenza della Repubblica)
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