GIANO ROCCA
Palingenesi: dalle varie culture alla conoscenza
Vol. IV - Evoluzione psicologica e sociale nel percorso della civilizzazione universale
PARTE IV: Cause dell’evoluzione delle strutture storiche
Capitolo 27: Storia e catastrofi. Quando la storia cambia per caso
Incidenti, crisi climatiche e salti tra un’epoca storica e l’altra
A volte bastano la scoperta di un nuovo continente, una peste o un’eruzione per far saltare un intero sistema sociale o una fase storica.
La storia non procede sempre per gradi. A volte cambia direzione a causa di eventi imprevisti. Incidenti storici, crisi ecologiche o catastrofi naturali possono spingere un universo strutturale verso un altro.
1. Gli incidenti che riscrivono le epoche
Per “incidente storico” si intende un fatto accidentale con effetti enormi. Ad esempio: l’improvvisa apertura di nuove rotte geografiche. Questi fenomeni possono produrre metamorfosi profonde. Possono portare popoli da un universo strutturale preesistente, quello basato sulla statualità, a quest’ultimo. Oppure far passare paesi da una fase feudale a una fase mercantile o viceversa. Anche le crisi di equilibrio tra popolazione e ambiente rientrano qui. Sono scosse che agiscono sulla dinamica evolutiva di tutte le società che interagiscono tra loro.
2. Negli anni ’70 avrebbe potuto tornare il feudalesimo
Tra gli anni ’70 e ’80 del Novecento incombeva una crisi energetica. Se si fosse aggravata fino a diventare strutturale, avrebbe potuto innescare una regressione generalizzata verso una nuova fase feudale.
Paradosso: il potenziale tecnico-scientifico c’era già. La rivoluzione informatica e telematica stava per esplodere. Eppure, si sarebbe potuto ripetere il percorso dell’Alto Medioevo. Perché? Perché già nell’antichità esistevano tecniche, come il mulino ad acqua, che avrebbero potuto favorire il passaggio dai sistemi schiavisti a quelli capitalisti. Non furono usate: erano note a pochi e caddero in disuso proprio durante la transizione verso il feudalesimo. Nello stesso modo, una grave crisi energetica nell’epoca moderna avrebbe potuto “tirare indietro” il mondo negli anni ’70, nonostante tutte le tecnologie disponibili.
3. Comete, vulcani e peste nera.
Alcuni paleoclimatologi, come il dendrocronologista Mike Baillie, hanno ipotizzato che grandi catastrofi abbiano segnato la storia. Cause: impatti di comete o asteroidi, eruzioni vulcaniche massicce. Secondo questa ricostruzione, eventi del genere si sarebbero verificati in date precise: 2354 AEV, 1628 AEV, 1159 AEV, 208 AEV, 540 EV, e tra il 1347 e il 1352 EV. Proprio in questo ultimo periodo scoppiò in Europa la peste nera, che uccise circa un terzo della popolazione. La teoria collega la peste a un evento cosmico con effetti climatici violenti: siccità lunghissime, alluvioni, terremoti, sbalzi di temperatura.
Le date non sono casuali. Il 540 EV coincide con il consolidamento del sistema feudale-burocratico. Il 208 AEV con la transizione al sistema schiavista latifondista in Grecia e a Roma. Il 2354 AEV coincide con l’inizio di una nuova fase mercantile in Egitto e Medio Oriente. Il 1628 AEV indicherebbe una rivoluzione tra diversi sistemi mercantili. Il 1159 AEV, il consolidamento di uno specifico sistema socioeconomico della fase mercantile in atto all’epoca, passato attraverso sconvolgimenti politici e sociali.
In fondo la storia delle strutture storiche è storia di fragilità. Una cometa, un vulcano o una carestia energetica possono accelerare, bloccare o far regredire il processo universale della civilizzazione, se è connesso all’evoluzione delle strutture storicamente adottate. Le “mutazioni catastrofiche” sono parte della stessa evoluzione strutturale e motore principale della tempistica dell’evoluzione dell’universo strutturale basato sulla statualità.
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