Forenser
23/05/2026
Sembra un weekend tranquillo di fine maggio, il tempo passa senza problemi fino a quando non iniziano ad arrivare messaggi ambigui sull’applicazione di installata sul tuo . I contatti iniziano a chiederti: “Perché devo darti dei soldi?” oppure “A cosa ti serve il ?”.
Questi contatti stanno solo rispondendo a un messaggio inviato dal tuo account WhatsApp; il problema è che tu non hai inviato nulla.
Questo è ciò che è accaduto negli ultimi giorni a diverse persone che si sono rivolte al nostro studio .
L'aspetto più allarmante di questa minaccia è che la sezione “Dispositivi collegati” risulta completamente pulita, rendendo l'intrusione invisibile. Non si tratta di un classico furto di account, ma di un attacco 0-click: l'infezione avviene senza che la vittima debba compiere alcuna azione.
Cosa abbiamo scoperto durante le analisi forensi?
🚨Vettore d'attacco: La vulnerabilità risiede nel parsing delle immagini ( -2025-43300) nelle versioni di 16 precedenti alla 16.7.12.
👻 Account Fantasma: Abbiamo individuato un'anomala sequenza di eventi di “resync”, segno di una "competizione" tra il telefono legittimo e quello dell'attaccante per il controllo della sessione.
🔓 Accesso ai dati: Gli attaccanti hanno accesso prioritario alle chat con cui la vittima ha interagito di recente.
Come proteggersi subito:
📲 Aggiorna iOS: Installa immediatamente l'ultima versione disponibile per correggere la falla di sistema e le vulnerabilità note.
🛡️ Modalità Isolamento: Attiva la "Lockdown Mode" (Modalità isolamento) nelle impostazioni per ridurre drasticamente la superficie d'attacco e limitare gli automatismi del sistema.
🔐 Lucchetto Chat: Utilizza il blocco biometrico per le chat sensibili; dalle analisi forensi, questa funzione sembra impedire agli attaccanti di leggere o interagire con quelle specifiche conversazioni.
🔄 Reinstalla WhatsApp: In caso di sospetta compromissione, aggiornare o reinstallare l'app può aiutare a espellere l'intruso rinegoziando correttamente la sessione con i server.
Nel primo commento potete trovare l'analisi tecnica completa sul nostro sito.
20/04/2026
La digitalforensics su sistemi macOS è un'attività ancora un po' ostica, fortunatamente online sono disponibili diversi tool tra i quali l'ottimo Dissectify, rilasciato dallo specialista Ali Jammal come un nuovo strumento open source pensato per semplificare radicalmente le attività di analisi forense di dispositivi Apple.
L’obiettivo del tool d'informaticaforense è quello di offrire un’unica soluzione integrata, eliminando la necessità di gestire script multipli e workflow frammentati.
Dissectify consente agli analisti forensi di puntare direttamente a una raccolta di dati presenti su Mac e avviare immediatamente l’analisi, eseguendo innanzitutto un controllo di integrità (“health check”) per verificare la solidità della collezione, per poi processare automaticamente i dati attraverso 61 parser di artefatti.
I risultati vengono esportati in un file XLSX ordinato e pronto all’uso, facilitando la revisione e la reportistica.
Tra gli artefatti analizzati figurano:
✅ chat iMessage
✅ permessi TCC
✅ cronologia dei browser
✅ KnowledgeC e Biome
✅ shell history
✅ keychain
✅ FSEvents
Tutti i dati vengono normalizzati e presentati in modo strutturato, riducendo drasticamente i tempi di analisi.
Un’altra funzionalità distintiva è l’integrazione con Velociraptor: Dissectify è in grado di generare automaticamente collector offline, per farlo è sufficiente scaricare il binario, avviare la build e distribuire il collector, senza configurazioni complesse.
Il primo avvio è altrettanto immediato: il tool scarica automaticamente tutte le dipendenze necessarie e, grazie a un sistema di aggiornamento integrato, Dissect e i plugin dei collector restano sempre allineati alle versioni più recenti.
Dissectify funziona interamente tramite una terminal UI, senza necessità di browser, server o setup complicati. Basta clonare il repository, avviare il tool e iniziare a lavorare.
Il progetto è completamente open source ed è disponibile su GitHub al link riportato nel primo commento.
10/11/2025
Come gestire correttamente un , prestando la dovuta attenzione a tutte le fasi, inclusa quella di acquisizione della prova digitale?
Ci dà alcune utili indicazioni l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale nel report "Linee Guida , Definizione dei processi e delle procedure per la gestione degli incidenti di Sicurezza Informatica" appena pubblicato sul sito e liberamente scaricabile.
Il documento, elaborato sulla base del Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2024-2026, ai sensi dell’art. 14-bis del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) definisce un modello di riferimento per strutturare in modo chiaro le fasi di preparazione, rilevamento, risposta, ripristino e miglioramento nella gestione degli incidenti, con particolare attenzione all’organizzazione dei ruoli, alla definizione delle politiche interne e all’adozione di procedure operative e playbook, con alcune interessanti appendici utili per la fase operativa.
Tra le parti più rilevanti, almeno dal nostro punto di vista in Forenser Srl, spicca il riferimento alla fase di , dove viene menzionata l’ delle evidenze digitali a supporto delle .
La fase di è spesso la più sottovalutata - dato che la precedenza viene data alla - ma è strategica perché consente di raccogliere, preservare e analizzare le tracce digitali dell’incidente in modo da poterle utilizzare anche in sede tecnica o giudiziaria.
Purtroppo, nella pratica quotidiana questa fase è ancora troppo spesso trascurata. Quando si verifica un attacco o un’infezione, la priorità è quasi sempre quella di ripristinare i sistemi, far ripartire i servizi, tornare “online” il prima possibile, ma saltare o improvvisare l’acquisizione forense significa perdere per sempre informazioni preziose: come è avvenuto l’attacco, chi lo ha condotto, quali vulnerabilità sono state sfruttate e se sono stati esfiltrati dati sensibili.
Senza una corretta attività di acquisizione e analisi forense, non solo diventa difficile attribuire l’incidente o stimarne l’impatto, ma spesso risulta impossibile redigere una completa e attendibile.
Le linee guida ACN rappresentano quindi un passo importante verso un approccio più maturo alla gestione degli incidenti informatici, in cui la fase di acquisizione delle tramite tecniche d' non è un accessorio, ma una componente essenziale del processo.
Link alla pagina con il che riporta le Linee Guida di ACN sulla gestione degli incidenti di sicurezza informatica nel primo commento.
12/10/2025
Dopo il caso delle immagini intime condivise e pubblicate illegalmente su alcuni siti e social network esploso la scorsa estate Enrico Pagliarini di Radio 24 ha chiesto al CEO Paolo Dal Checco - esperto di e - quali sono gli strumenti tecnologici disponibili per il controllo dei propri dati, immagini e video, pubblicati sul Web.
Una interessante chiacchierata con alcuni consigli su come identificare proprie immagini o video, come prevenirne la diffusione e con una considerazione anche sulla Legge sulla e sugli obblighi dei professionisti in vigore dal 10 ottobre 2025.
Link alla puntata nel primo commento.
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