Nucleare e Ragione
02/07/2026
Cosa significherebbe per l'Italia introdurre il nucleare nel proprio mix energetico?
È una domanda che torna spesso nel dibattito pubblico e che oggi è particolarmente attuale, mentre il Parlamento discute il disegno di legge sul nucleare sostenibile.
Per rispondere, un recente studio pubblicato sulla rivista Energy ha simulato 27 scenari del sistema elettrico italiano al 2050, analizzando in quali condizioni il nucleare risulta competitivo e come cambierebbe il sistema energetico italiano con la sua introduzione.
I risultati mostrano che, in 23 casi su 27, l’introduzione del nucleare consentirebbe di:
⚡ ridurre i costi complessivi del sistema;
🔋 diminuire il fabbisogno di batterie e impianti di backup;
📉 ridurre lo spreco di energia rinnovabile;
🌱 occupare meno suolo e ridurre le importazioni di elettricità.
📚 Lo studio completo è disponibile nell’articolo!
🔗 Link all’articolo completo nei commenti.
26/06/2026
⚽⚛️ Il Nucleare al Mondiale 2026? ⚛️⚽
É iniziato il Mondiale 2026 e i migliori che il mondo del Calcio ha da offrire si stanno sfidano sul campo; In contemporanea, noi abbiamo deciso di guardare anche un’altra classifica: quella dei reattori nucleari dei Paesi partecipanti al Mondiale.
Chi schiera il parco nucleare più competitivo? Chi copre la maggior percentuale del proprio mix con il nucleare? E chi gioca ancora senza nemmeno un reattore in rosa?
Tra potenze storiche come la Francia e i padroni di casa di Stati Uniti, Messico e Canada, e nuovi protagonisti e outsider energetici, il torneo diventa un gigantesco campionato parallelo dove i megawatt valgono quasi quanto i gol segnati.
Siamo ancora lontani da un'eventuale FantaNucleare, dove un EPR può valere come una doppietta, una centrale appena entrata in esercizio come un assist alla decarbonizzazione, mentre un reattore fermato anzitempo come un malus da cartellino rosso.
Tuttavia, rimane il fatto che dietro ogni nazionale c’è anche una storia industriale, tecnologica ed energetica da raccontare. E allora: chi vincerà il Mondiale del calcio? E soprattutto, chi sarà il prossimo paese ad avviare un programma nucleare? 🏆⚛️
24/06/2026
Il reattore n.1 della centrale nucleare di Golfech, sul Garonna, si è fermato il 22 giugno alle 23:37. EDF lo ha comunicato con un secco comunicato stampa: la temperatura del fiume stava per raggiungere i 28°C e la normativa ambientale vigente vieta di scaricare acqua di raffreddamento in un corso d'acqua già così caldo.
Fine.
https://cligolfech.org/actualites/surete-nucleaire/la-temperature-de-garonne-approche-les-28-le-reacteur-n1-de-golfech-est-arrete-%E2%98%80%EF%B8%8F%F0%9F%8C%A1-article
Molte testate ci hanno costruito sopra articoli dal tono a dir poco allarmistico. Alcune hanno riscoperto il "delicato legame tra nucleare e cambiamenti climatici".
Succede ogni estate.
Il meccanismo è elementare. Le centrali nucleari fluviali prelevano acqua dai corsi d'acqua per il raffreddamento e la restituiscono con uno scarto termico di circa 0,2°C, come spiega EDF stessa. Il problema non è quello scarto in condizioni normali, è che quando il fiume parte già da 28°C qualsiasi aggiunta riduce l'ossigeno disciolto e mette a rischio la fauna ittica. Il fermo è quindi un atto di tutela ambientale codificato dalla normativa francese, non un incidente, non una crisi di sicurezza, non una fragilità intrinseca del nucleare. È il sistema di controllo che funziona esattamente come previsto.
Bisogna poi capire di quali impianti stiamo parlando, perché non sono tutti i 57 reattori francesi. Le centrali costiere - Gravelines (Mar del Nord), Paluel, Penly e Flamanville (tutte sulla Manica) - non hanno questo problema. La capacità di diluizione termica del mare è tale da rendere irrilevante il vincolo. Sono invece i siti fluviali quelli soggetti a restrizioni estive: Golfech sul Garonna, Bugey, Saint-Alban e Tricastin sul Rodano, Blayais sulla Gironda, Chooz sulla Mosa.
Le stesse centrali, gli stessi siti, ogni anno.
E ogni anno si tratta di perdite di produzione trascurabili. Nel documento ufficiale pubblicato da EDF nel luglio 2024, il gruppo dichiara che le perdite di produzione legate alla risorsa idrica restano inferiori all'1% della produzione annuale dell'intera flotta nucleare, con l'unica eccezione della canicola storica del 2003. EDF stima che tali perdite rimarranno contenute entro l'1,5% anche all'orizzonte del 2050, a parità di capacità installata.
https://www.edf.fr/sites/groupe/files/2024-07/edfgroup_adaptation-au-climat_20240712_fr.pdf
Nel frattempo, secondo il Bilan Électrique 2024 di RTE, il parco nucleare francese ha prodotto 361,7 TWh (il 65% dell'intero mix elettrico nazionale) e la Francia ha stabilito un record storico di esportazioni con 101,3 TWh verso i paesi vicini, risultando esportatrice netta per il 98% dell'anno, con un'intensità carbonica della produzione di circa 21 gCO2eq/kWh, tra le più basse al mondo.
https://analysesetdonnees.rte-france.com/bilan-electrique-2024/production
Vale la pena ricordare, en passant, che anche le centrali termoelettriche a gas e a carbone necessitano di acqua per raffreddarsi, che l'idroelettrico soffre sistematicamente le siccità, e che i pannelli fotovoltaici perdono rendimento con le temperature più elevate. I moduli fotovoltaici in silicio cristallino perdono tipicamente circa lo 0,3-0,4% di potenza per ogni grado Celsius di aumento della temperatura della cella oltre i 25 °C.
https://solantiq.com/en/glossary/temperature-coefficient/
Le ondate di calore mettono sotto pressione l'intero sistema energetico, indipendentemente dalla fonte. La differenza è che quando tocca al nucleare, c'è sempre qualcuno pronto a riscoprirlo come se fosse una notizia.
Ribadisco... ogni estate.
17/06/2026
Costruire OGGI un futuro migliore.
Foto scattata dal nostro socio canadese Riccardo di Sipio
08/06/2026
L’approvazione del DDL sul nucleare alla Camera è un passaggio importante, ma presenta delle criticità che avevamo già evidenziato durante la nostra audizione alla Camera dei Deputati, suggerendo specifici correttivi che sono stati accolti solo in parte.
Come associazione impegnata nella divulgazione scientifica e che ha sempre fatto del rigore e della chiarezza i propri tratti distintivi, non vogliamo nasconderci dietro un dito e desideriamo esprimere le nostre perplessità.
👉 Sfoglia il carosello e leggi l'articolo sul nostro sito con l'analisi del testo ora in discussione al Senato (trovi il link nei commenti!).
💬 E voi cosa ne pensate? Siete d'accordo sul fatto che servano criteri tecnici più chiari per non escludere tecnologie già mature? Oppure dovremmo puntare solamente agli SMR e alla IV Generazione, adeguandoci a quel coro mainstream che, persino tra i favorevoli, sembra ignorare le alternative già pronte? Diteci la vostra nei commenti!
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