Mario Conte
26/06/2026
In queste ore guardiamo con profonda tristezza alle drammatiche notizie che arrivano dal Venezuela, colpito da un violento terremoto che ha provocato centinaia di vittime, migliaia di feriti e dispersi, lasciando intere comunità devastate.
Esprimo cordoglio e vicinanza al popolo venezuelano provato da questa immane tragedia. Anche i vigili del fuoco italiani sono partiti per supportare la macchina dei soccorsi.
Un pensiero particolare va anche alla numerosa comunità italo-venezuelana e a quanti, in Italia e nel nostro territorio, stanno vivendo ore di angoscia in attesa di notizie dei propri familiari.
26/06/2026
🔴 VIA PISA, CHI LANCIA MONETINE E CHI COSTRUISCE SOLUZIONI
Ieri sera, durante il Consiglio Comunale, gli esponenti del centro sociale hanno interrotto la seduta per manifestare e lanciare monetine all’indirizzo della Giunta per darci degli “svenduti” (così recitava il loro striscione).
Con i pochi euro lanciati (e che abbiamo raccolto) ho portato una piccola offerta alla Madonna del Carmine nell'edicola votiva di Piazza Rinaldi da poco restaurata.
Quanto accaduto ieri sera, per modalità e contenuti, merita una ferma condanna e mi auguro che tutte le forze politiche sappiano prendere le distanze. SENZA “SE” E SENZA “MA”. Esprimere opinioni è legittimo, lanciare monetine contro il sindaco e la Giunta comunale durante la seduta consiliare, interrompendone i lavori, è INACCETTABILE e rappresenta una mancanza di rispetto verso le istituzioni democratiche e verso l'intera comunità trevigiana che non ha bisogno di queste manifestazioni.
Tanto più che, proprio ieri, sono stati illustrati dati che raccontano due anni e mezzo di lavoro costante e concreto svolto dal COMUNE DI TREVISO per accompagnare le famiglie coinvolte nella vicenda degli sfratti. Fin dall'inizio abbiamo istituito un tavolo permanente tra Amministrazione, proprietà e nuclei interessati, un percorso complesso portato avanti dagli assessorati guidati da Andrea De Checchi e Gloria Tessarolo insieme ai Servizi Sociali, incontrando le famiglie, favorendo interlocuzioni con i proprietari, individuando sistemazioni alternative e costruendo soluzioni caso per caso. Lo ribadisco, questo è un tavolo che ha creato e portato avanti la nostra Amministrazione.
Le famiglie inizialmente coinvolte erano 51. Ad oggi 31 situazioni sono state risolte grazie al lavoro del tavolo comunale, altre otto famiglie hanno trovato autonomamente una soluzione abitativa e restano 13 nuclei per i quali è già stato concordato con la proprietà un nuovo confronto ai primi di settembre, con l'obiettivo di chiudere positivamente anche queste ultime posizioni. Soltanto sei sfratti sono stati eseguiti e hanno riguardato esclusivamente nuclei che, nell'arco dei due anni e mezzo di lavoro, hanno scelto di non avvalersi del percorso di accompagnamento e di confronto messo a disposizione dal Comune.
Anche nelle ultime ore l'Amministrazione è intervenuta su un ulteriore caso particolarmente delicato, con la concreta possibilità di evitare un altro sfratto e inserire la famiglia tra quelle considerate maggiormente sensibili. Questo significa che, con ragionevole certezza, fino all'autunno NON si procederà con ulteriori sfratti, confidando che il tavolo convocato per settembre possa consentire di risolvere definitivamente anche le ultime situazioni aperte.
Se qualcuno sostiene che il tavolo del Comune non abbia raggiunto alcun risultato e meriti gli insulti di ieri, allora deve avere l'onestà intellettuale di contestare questi numeri. Purtroppo c'è chi, sulla pelle delle persone, cerca consenso, visibilità e legittimazione politica. C'è chi alimenta tensioni e organizza proteste. E c'è chi, invece, ogni giorno lavora lontano dai riflettori, ascolta, media, incontra, accompagna e costruisce soluzioni concrete.
Per questo voglio esprimere la mia sincera vicinanza ai Servizi Sociali del Comune di Treviso e agli assessori coinvolti, che in questi due anni e mezzo si sono fatti carico di decine di situazioni complesse, ricevendo spesso attacchi ingenerosi ma continuando a svolgere il proprio compito con professionalità e senso del dovere. Perché lo ricordiamo, questa era una vicenda tra privati in cui il Comune ha voluto aprire un tavolo a tutela delle famiglie.
Chi condanna a priori e chi insulta (e non risolve i problemi) non fa il bene della Città. Noi continueremo a fare ciò che sappiamo fare meglio, vale a dire lavorare per le persone. Sempre e comunque.
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