Fragmenta
22/06/2026
Nel quinto numero di FRAGMENTA troverete:
Acque fondative. La Cordana di Valdobbiadene, l’industria serica e nuove visioni
di ALESSIO BERNA, PATRIZIO COLLATUZZO e MIRO GRAZIOTIN
Lungo il torrente Cordana, nel centro di Valdobbiadene (TV), dal Seicento si è insediata l’attività serica che, raggiunto l’apice negli anni Sessanta del Novecento, si è estinta, lasciando nel paesaggio reperti e memorie. Il recupero filologico del primo edificio – ex opificio – da parte dell’amministrazione pubblica, è compreso in un masterplan che interessa l’intero complesso (villa padronale, opificio, parco) denominato Villa dei Cedri, la cui nuova funzione si va configurando come punto di riferimento per una nuova stagione culturale, non esclusivamente museale, dedicata al “Pensiero collinare”.
21/06/2026
Nel quinto numero di FRAGMENTA troverete:
Schede d’archivio per la storia dell’arte dell’abbazia di Follina (1600-1755)
di MASSIMO DELLA GIUSTINA
Il contributo presenta il contenuto di un registro di scritture e progetti inerenti le vicende storico-artistiche dell’abbazia di Follina nel periodo 1600-1755. La documentazione permette di integrare quanto già noto offrendo nuovi dettagli e più puntali riscontri sugli artisti, la loro opera – sovente corredata dai relativi progetti – e la committenza. L’incartamento non si limita solamente a meglio definire i vari aspetti delle opere materiali, ma coglie anche la rinnovata capacità dell’abbazia di fungere nuovamente da polo attrattivo facendo intravedere una capacità di proiezione culturale di respiro più ampio che nei tempi immediatamente precedenti; una nuova stagione cui contribuirono non solo gli abati, ma anche famiglie dell’élite locale.
19/06/2026
Nel quinto numero di FRAGMENTA troverete:
Nascita di una collezione: gli esordi di Nando Salce, 1895-1914. Archivi a confronto
di ROBERTA RIZZATO e SILVIA RIZZATO
Nel 1895 il diciassettenne trevigiano Nando Salce inizia a raccogliere i suoi primi avvisi pubblicitari. Appena quattro anni dopo, nel 1899, egli è in grado di allacciare rapporti internazionali – Parigi, Monaco, Madrid, Barcellona – con i più importanti commercianti e collezionisti d’Europa. Rapporti di exchange ma anche di vero e proprio commercio di manifesti. Dall’analisi sistematica delle lettere presenti nel suo archivio documentale, messe in relazione con le missive di mano del Salce presenti nel Fondo Sagot-Le Garrec di Parigi e in quello Lluis Plandiura di Barcellona, emerge un nuovo profilo del collezionista trevigiano. Una personalità decisa a perseguire i suoi obiettivi, tra cui quello di far conoscere l’emergente cartellonistica italiana presso esperti ed estimatori europei. Un collezionista capace di tenersi aggiornato su metodi di conservazione e di avere accesso alla pubblicistica internazionale, costituita da riviste, cataloghi specializzati inerenti la nuova arte del cartellonismo.
17/06/2026
Nel quinto numero di FRAGMENTA troverete:
Palazzo Moretti Adimari: la lunga storia di una dimora trevigiana del Settecento
di IGINO MARANGON e STENO ZANANDREA
Nel presente saggio, scritto a quattro mani, cospirano le competenze dello storico e quelle dell’artista per porre nella giusta luce un manufatto, oggi sacrificato da infelici scelte urbanistiche, il quale fu tra XVIII e XIX secolo residenza ragguardevole (Angaran, Pasini, Moretti Adimari) su cui mise le mani un artista quale Costantino Cedini, ma che affonda le sue radici nel periodo di transizione dal tardo medioevo all’età moderna. Con l’ausilio di documentazione tecnico-amministrativa e fotografica inedita, si è poi inteso inscrivere il restauro del 1939-1942 nel quadro del corrente piano regolatore e di risanamento del quartiere di S. Nicolò (1935), dove palazzo Moretti occupa un posto di privilegio grazie alla riqualificazione voluta dall’emergenza bellica. Conclude lo scritto una breve guida al corredo fotografico e agli elaborati grafici e una disamina delle quattro scene affrescate di gusto tiepolesco sul quale si attarda il Cedini dell’ultimo periodo.
13/06/2026
Nel quinto numero di FRAGMENTA troverete:
Il complesso di Villa Mora a Montebelluna: tra ascese e investimenti “da terra”
di LUCIO DE BORTOLI
Villa Mora è un grande complesso composto da un corpo centrale monumentale al centro di un sistema residenziale che comprende barchesse, oratorio, annessi e abitazione del castaldo. Il sistema è inserito in un parco all’inglese di notevoli dimensioni costituito da percorsi che incrociano l’andamento del canale e un notevole corredo statuario. Risultato di un palinsesto edificatorio a fasi temporali stratificate tra XVII e XVIII secolo, la residenza vide l’intervento di Giorgio Massari, al quale si deve con certezza l’oratorio e, con ogni probabilità, il completamento del complesso. La generosa sequenza di fonti cartografiche e il recente rinvenimento di carte private dei Mora consente ora di delineare le tappe di acquisizione del fondo, il suo sviluppo e, di concerto, le modalità di ascesa sociale di una famiglia veneziana.
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