Socrates Treviso FC
28/04/2026
Ciao Sav1o.
Ieri sera al Santa Bona Stadium c’era uno strano silenzio. Il calendario indicava che si sarebbe dovuto giocare la penultima partita del campionato, quella tra la nostra banda di sognatori in calzettoni e l’Albertina.
Il calcio però è una parte del tutto, non è estraneo a ciò che gli accade attorno: the show must go on è una espressione che non ci appartiene e soprattutto che fa sembrare il gioco più bello del mondo come qualcosa di avulso e di straordinario, quando invece è straordinariamente ordinario.
Ieri la partita non c’è stata ed il motivo è presto detto: giovedì sera abbiamo perso un pezzo della nostra squadra.
Savio, il nostro numero 1, ci ha lasciati, sconfitto da una malattia rara e che nemmeno un lottatore come lui è riuscito a sconfiggere.
Savio aveva cominciato a giocare con noi da quest’anno. Chi ci conosce lo sa, giocare in porta con la nostra squadra non è facile, richiede grande pazienza e la naturale predisposizione a prendere una caterva di gol.
Nonostante questo Savio si è innamorato del nostro progetto e noi di lui: non ci possiamo dimenticare le sere di inverno in cui lo si vedeva arrivare al campo in bicicletta nonostante la distanza, il freddo e la stanchezza e anche in questi mesi di ricovero non ha mai mancato di informarsi sui destini della nostra armata brancaleone e a dispensare consigli.
Ieri al campo ci siamo trovati in tanti a ricordare un amico. La comunità si vede anche quando si tratta di mettere in comune non i bisogni, non la gioia, ma il dolore e quella sensazione di impotenza che si prova quando muore uno di noi. Non siamo ne saremo mai preparati a confrontarci con il fatto che alcune cose capitano fuori dal nostro controllo e che soprattutto non prevedono la possibilità di tornare indietro, e la morte è una di queste.
Savio è morto senza la sua famiglia attorno a lui: ci sono tante variabili nelle traiettorie di vita di una persona migrante, ma la cosa che più accomuna queste persone è la solitudine tipica di una vita spesso condotta in avanscoperta, per garantire a chi verrà dopo una vita degna.
La nostra squadra non eccelle di certo per risultati sportivi, però alcune cose buone le ha fatte: una di queste è di sapersi costituire comunità: ieri al campo a ricordare Savio c’era una moltitudine di lingue, storie di vita, provenienze e sentimenti. Questo è in fondo il motivo per cui ci siamo innamorati di questo gioco, perché al di là di quanto viene raccontato per televisione è e resta un linguaggio in grado di abbattere confini e barriere e di immaginare insieme un mondo radicalmente diverso da quello che ci è stato consegnato.
A Savio va il nostro eterno ringraziamento per il tempo che ci ha regalato: d’ora in poi nelle nostre partite, al di là degli 11 sognatori che scenderanno in campo, avremo con noi il nostro numero 1 per sempre ad accompagnarci e a mandare improperi ai difensori.
Giovedì 7 maggio recupereremo la partita in casa e con l’occasione faremo un momento pubblico di ricordo di Savio e di raccolta fondi per le esigenze dalla sua famiglia.
Per chi lo vorrà, ci vediamo al Santa Bona Stadium alle ore 19.
05/12/2025
🔴TERZA TRAGICA CENA SOCRATIANA | VEN. 12.12.2025🔴
🗓Venerdì 12 dicembre
📍Centro Sociale Django
🕒Ore 19.30
⚽️Cena di finanziamento per Socrates Treviso Football Club
💰contributo richiesto di 20 euro. Menu bambini a 10 euro
Si avvicina il natale, momento catartico che congiunge il periodo scolastico con la vita lavorativa sotto il segno delle famigerate feste natalizie. E' tempo di bilanci, magari conditi da mangiate e bevute sconsiderate. Arrivi al campo di allenamento e senti lo scricchiolio dell'erba ghiacciata sotto i piedi e i muscoli dei cosiddetti atleti di provincia si irrigidiscono come a testimoniare che il nostro corpo si oppone in modo sottile ma determinato all'idea di essere esposto alle intemperie.
E noi socratiani siamo ancora a caccia della prima vittoria dell'anno.
Per poter continuare ad ambire alla prima vittoria insieme, chiamiamo simpatizzanti e supporters a raccolta per una nuova e tragica cena di finanziamento per sostenere l'indipendenza del nostro progetto.
E lo facciamo nella nostra seconda casa, il centro sociale della nostra città, primo baluardo di lotta e resistenza.
I nostro cuochi da ormai settimane stanno preparando un menù all'altezza delle aspettative, pur mantenendo la nostra identità: provinciali e ruvidi .
A breve lo annunceremo, non temete.
Per prenotare contattateci sulle nostre pagine oppure scrivete a questo numero: 3392590327
🚩L'orizzonte è rosso!!!
18/11/2025
🇵🇸Fuori il sionismo dallo sport!
❌Blocchiamo la partita Virtus Bologna vs Maccabi Tel Aviv❌
Venerdì 21.11 tutt@ a Bologna!
17/10/2025
Il comunicato delle polisportive popolari che hanno animato e partecipato al corteo di Udine di martedì scorso per protestare contro la partita della vergogna Italia-Israele
"Siamo parte integrante delle comunità e dei territori, non strumenti in mano al profitto di pochi. Siamo collante sociale nei quartieri, non pupazzi dell’intrattenimento televisivo". Per questo abbiamo chiesto e continueremo a chiedere l’esclusione di Israele dalle competizioni e dalle federazioni sportive internazionali.
𝙎𝙝𝙤𝙬 𝙄𝙨𝙧𝙖𝙚𝙡 𝙩𝙝𝙚 𝙧𝙚𝙙 𝙘𝙖𝙧𝙙
Video:
11/10/2025
🔴SHOW ISRAEL THE RED CARD🔴
❌NO WORLD CUP IN GENOCIDE
Appello alla mobilitazione contro la partita Italia - Israele
📍Partenza da Treviso:
🕐Ore 15.15 - Stazione dei treni
Martedì 14 ottobre a Udine dovrebbe andare in scene l'ennesimo vergognoso atto di legittimazione e normalizzazione di quanto sta commettendo lo stato Israeliano in Palestina.
❗️Più di 400 sportivi palestinesi sono stati uccisi dal 7 ottobre di quasi due anni fa.
Oltre 70.000 persone sono morte sotto i bombardamenti, senza contare le persone ancora sepolte sotto le macerie di case, scuole e ospedali, eppure la macchina della propaganda non si ferma.
🎯Non è però solo dal 7 ottobre che lo sport palestinese subisce la violenza dell’occupazione: da anni i calciatori e gli sportivi palestinesi vengono sistematicamente ostacolati, attraverso l’interdizione nel partecipare a competizioni internazionali, con restrizioni ai movimenti, blocchi ai permessi di uscita e negazioni arbitrarie dei visti da parte delle autorità israeliane. Una vera e propria violazione del diritto allo sport, che priva le squadre palestinesi della possibilità di rappresentare la propria comunità oltre i confini delle aree occupate.
💩Di fronte a tutto questo, le grandi istituzioni sportive internazionali come FIFA e UEFA hanno sempre scelto di voltarsi dall’altra parte. Nonostante le evidenti violazioni dei principi sanciti dalle Convenzioni di Ginevra e dagli stessi statuti sportivi fondati sul rispetto dei diritti umani, Israele continua a essere accolto senza alcuna conseguenza nelle competizioni internazionali. Un silenzio complice, che rende lo sport uno strumento di normalizzazione di un regime di apartheid e di guerra.
⚽️Lo sport non è un elemento neutro nella società: ne è uno specchio, ne riflette le tensioni, le contraddizioni e le storture, e può e deve essere usato per prendere posizione. Lo facciamo tutti i giorni nelle nostre attività sociali, lo facciamo anche in questo caso: nessun mondiale di calcio ha senso di esistere se si fonda sulla complicità con un genocidio.
🛠Le mobilitazioni che hanno visto protagonista anche il mondo dello sport con la campagna “Show Israel the red card”, oltre alla eccedenza messa in mostra durante l'ultimo mese, hanno costretto anche le istituzioni a rivedere alcune posizioni. Non si tratta di una “ritrovata umanità” o di una improvvisa epifania: è la mobilitazione dal basso, come sempre, a spostare i rapporti di forza.
🔥Per questi motivi è fondamentale ora più che mai continuare a non dare tregua agli ingranaggi della guerra e dell'apartheid, per questo vogliamo essere in tant* a Udine per ribadire che nemmeno nello sport c'è posto per chi ha le mani sporche di sangue!
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