LEXES
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03/11/2022
https://www.lexes.it/regolamento-dublino-il-trasferimento-in-germania-viene-annullato-per-violazione-del-principio-di-non-refoulement/
Il Tribunale di Venezia accoglie il ricorso presentato dallo Studio Lexes e annulla il provvedimento dell’Unità Dublino di trasferimento di un cittadino afghano in Germania.
Accogliendo le motivazioni evidenziate dallo Studio, il Tribunale ha ritenuto che il richiedente asilo non potesse essere trasferito in Germania, dove la sua domanda di asilo era già stata rigettata. Il rigetto, infatti, avrebbe esposto il richiedente al rischio di essere rimpatriato in Afghanistan, dove i suoi diritti umani fondamentali, riconosciuti dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, sarebbero stati gravemente violati.
Regolamento Dublino – Il trasferimento in Germania di un cittadino afghano viene annullato per violazione del principio di non-refoulement – LEXES Il Tribunale di Venezia annulla il provvedimento dell’Unità Dublino di trasferimento in Germania di un uomo di nazionalità afghana. Il Collegio ha ritenuto fondate le doglianze presentate dal ricorrente, il quale aveva evidenziato che l’Ufficio federale per l’immigrazione tedesco riteneva di...
31/03/2022
Lexes in trasferta! La collega psicologa dott.ssa Sara Vianello è andata a Montebelluna per condurre un gruppo sul tema del benessere psicologico delle donne immigrate. Dalla condivisione di esperienze e vissuti emerge quanta forza ed energia hanno le donne nell'affrontare la fatica di conciliare l'essere donna, straniera, musulmana, madre, moglie, in un contesto che richiede e si aspetta molto da loro.
07/10/2021
La Rai ha deciso di raccontare la storia del nostro assistito afghano, di cui avevamo parlato in un post qualche settimana fa. Continueremo a seguire e a parlare di questa vicenda, perché una donna con dei bambini è ancora lì, in pericolo, e la responsabilità è principalmente dell'ambasciata italiana a Islamabad. Vi giriamo il link del servizio andato in onda su Rai1, all'interno del programma TV7. - Ringrazio la Collega Avv. Veronica Pizzolato che ha fatto anche le mie veci nell'intervista -Avv. Isabella Arena (Il servizio lo trovate al minuto 29).
https://www.raiplay.it/video/2021/09/TV7-b26973ba-8ab8-42f9-a8b1-411bec09adbc.html
Oggi vogliamo raccontare una storia. Circa un anno e mezzo fa, un nostro Assistito, rifugiato cittadino afgano, si rivolgeva al nostro studio, affinché lo aiutassimo a ricongiungersi con la moglie e i 5 figli che si trovavano in Afghanistan. Abbiamo quindi avviato la procedura per la richiesta del nulla osta in Prefettura e, dopo circa sei mesi, l'abbiamo ottenuto. Non senza difficoltà, quindi, abbiamo contattato l'ambasciata italiana a Kabul che, verificata tutta la numerosa documentazione originale prodotta e ricevuto il pagamento dei tributi dovuti, ha dato il proprio assenso al rilascio del visto, indirizzando i familiari presso l'ambasciata italiana in Pakistan, perché quella in Afghanistan non rilasciava visti. Dopo aver contattato ripetutamente l'ambasciata italiana a Islamabad, quest'ultima si rifiutava di concedere un appuntamento, affermando le frontiere tra i due paesi erano chiuse per via dell'emergenza Covid (ma solo formalmente). Inutili sono stati i tentativi di contattare il Ministero degli Esteri e la segnalazione all'UNHCR e nemmeno è valso il tentativo del nostro Assistito di recarsi personalmente in Pakistan per avere un appuntamento: l'ambasciata italiana ad Islamabad, a cui ci aveva inviato l'ambasciata italiana a Kabul, non ci riceveva. Trascorsi un paio di mesi, la moglie insieme ai bambini si reca all'aeroporto di Kabul, sperando di poter prendere un volo per l'Italia, che aveva già di fatto verificato il diritto al ricongiungimento. Purtroppo, il 26 agosto quella mamma e i suoi figli sono lì in aeroporto quando avviene l'attentato e due bambine vengono seriamente ferite. Una è tuttora ricoverata in coma in ospedale.
A volte non si immagina nemmeno quanto una scelta, come quella di chiudere una ambasciata adducendo scuse formali, possa incidere nella vita delle persone. Noi non ci siamo arrese e abbiamo riscritto alle autorità italiane e ricontattato l'Unhcr per ottenere il ricongiungimento, confidando che qualcuno, leggendo questa storia, possa decidere di compiere un gesto di umanità e giustizia.
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