L'Audace

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15/07/2026

𝗤𝗨𝗔𝗦𝗜 𝟭𝟱 𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗔𝗟 𝗚𝗜𝗢𝗜𝗘𝗟𝗟𝗜𝗘𝗥𝗘 𝗖𝗛𝗘 𝗥𝗘𝗔𝗚𝗜' 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗥𝗔𝗣𝗜𝗡𝗔:
𝗖𝗔𝗦𝗦𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗜𝗡𝗩𝗘𝗥𝗧𝗘 𝗜 𝗥𝗨𝗢𝗟𝗜 𝗧𝗥𝗔 𝗩𝗜𝗧𝗧𝗜𝗠𝗔 𝗘 𝗖𝗢𝗟𝗣𝗘𝗩𝗢𝗟𝗘.

𝘭'𝘦𝘥𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘔𝘪𝘳𝘤𝘰 𝘔𝘢𝘨𝘨𝘪

Quattordici anni e nove mesi di carcere: per un uomo di 72 anni questa non è una sentenza, è una condanna a morte civile, un provvedimento drastico mascherato da burocrazia.

La Cassazione ha sentenziato, calando la scure definitiva su Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che nel 2021 osò non fare la vittima sacrificale. Questa sera un cittadino onesto, un uomo probo che ha passato la vita a lavorare onestamente, varcherà la soglia di una cella per uscirne, forse, quando sarà tardi per vivere gli anni che gli restano.

E tutto per cosa? Per non aver saputo "dosare col bilancino del farmacista" la propria paura, il proprio terrore, il proprio diritto, la propria rabbia di fronte a tre criminali entrati nel suo negozio per portargli via tutto.

Mettiamoci nei suoi panni, usciamo per un attimo dalle aule climatizzate del Palazzo di Giustizia, si fa per dire, di Roma dove si pontifica a colpi di codici e codicilli dimenticando la vera natura umana degli individui. È il 28 aprile del 2021. Tre delinquenti col volto coperto entrano nella tua gioielleria. Impugnano coltelli, stringono pistole. Tu, tua moglie e tua figlia siete alla loro mercé. Non sai che quelle armi sono giocattolo, vedi solo il metallo e la morte a un centimetro dagli occhi. Non sai se vogliono solo rapinarti o farti del male, o chissà che altro. Sai solo che sono tre balordi e basta, pericolosi e pronti a tutto. Ti svuotano la cassaforte, ti rapinano della tua dignità e della tua sicurezza, oltre che dei tuoi beni. Poi si girano e vanno verso l'auto. Roggero non pensa, esce, impugna il revolver e spara. Ne uccide due, Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino, e ferisce il terzo, Alessandro Modica. E qui lo Stato, con la sua fredda e geometrica rigidità, alza il dito indice e dice che il pericolo non era più attuale, che stavano scappando e che questa è solo mera vendetta.

Ma quale vendetta? Questa è la reazione disperata, tardiva finché si vuole, di un uomo violato nella sua intimità e nei suoi affetti e nel suo patrimonio. Come si fa a pretendere la lucidità da chi ha appena visto la propria famiglia sotto la minaccia di una pi***la e di un coltello? La legge applica regole matematiche sul calcolo del millisecondo in cui il pericolo cessa, ignorando totalmente la tempesta psicologica, il trauma e la scarica di adrenalina di chi sta subendo l'ennesimo assalto. Dov'è il limite della legittima difesa quando la reazione avviene pochi istanti dopo? Davvero lo Stato pretende che un cittadino rapinato saluti i ladri con un inchino mentre si allontanano con il bottino? È un rovesciamento totale della realtà: il confine tra vittima e colpevole è stato non solo superato, ma completamente cancellato.

Ma non è tutto, come se tutto questo non fosse già abbastanza per rabbrividire: la beffa atroce, l'insulto supremo a qualunque logica di giustizia terrena, arriva dal capitolo dei risarcimenti. Oltre alla galera, Roggero è stato condannato a pagare la bellezza di 780 mila euro di provvisionali ai familiari dei rapinatori uccisi. Sì caro lettore, hai letto bene: le famiglie di chi è entrato armato in un negozio per compiere un crimine violento, oggi incassano centinaia di migliaia di euro. Roggero ha già dovuto vendere i suoi immobili per racimolare i primi 300 mila euro. Praticamente lo Stato ha deciso che il patrimonio di una vita di lavoro di una vittima debba essere trasferito ai parenti dei delinquenti.

Siamo al teatro dell'assurdo. È una follia che grida altro che vendetta e che lascia qualsiasi persona perbene con un senso estremo e profondo di nausea e sconcerto. La sentenza ha scatenato reazioni durissime. Matteo Salvini ha chiesto la grazia al Presidente Mattarella per Roggero, sostenuto dal governatore Attilio Fontana e dal senatore Maurizio Gasparri, entrambi sconcertati per una legge rigida che ignora il terrore della vittima. Critici anche Emanuele Filiberto e il deputato Fabrizio Cecchetti, che vedono un verdetto lontano dal comune senso di giustizia. Gli avvocati di Roggero, Stefano Marcolini e Sergio Rovani, esprimono delusione e valutano il ricorso alla Corte europea. Intanto il web si stringe attorno al gioielliere con raccolte fondi e la solidarietà di figure come Roberto Vannacci e Giuseppe Cruciani, mentre lo stesso Roggero, definendo la pena un vero e proprio ergastolo, ha chiesto ai social di essere la sua voce.

Oggi Mario Roggero si costituisce, ma non lo fa da solo. Porta con sé il dissenso di milioni e milioni di italiani che non si riconoscono più in questa giustizia ingiusta ormai da troppo tempo. Se reagire a una rapina a mano armata significa morire in carcere e finire sul lastrico, allora significa che in questo Paese lo Stato ha deciso di abdicare al suo compito più alto: proteggere chi rispetta le regole. E questa è la vergogna più miserabile che possiamo avvertire tutti noi, nessuno escluso, italiani con valori pieni e profondi.

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13/07/2026

𝗠𝗔𝗫𝗜 𝗕𝗟𝗜𝗧𝗭 𝗗𝗘𝗜 𝗖𝗖 𝗔 𝗖𝗢𝗟𝗢𝗚𝗡𝗢 𝗠𝗢𝗡𝗭𝗘𝗦𝗘: 𝗦𝗧𝗥𝗢𝗡𝗖𝗔𝗧𝗔
𝗥𝗘𝗧𝗘 𝗗𝗜 𝗥𝗜𝗖𝗘𝗧𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗘 𝗥𝗘𝗖𝗨𝗣𝗘𝗥𝗔𝗧𝗔 𝗠𝗘𝗥𝗖𝗘 𝗥𝗨𝗕𝗔𝗧𝗔

Un'azione fulminea, pianificata nei minimi dettagli e condotta con precisione millimetrica dagli uomini dell'Arma, ha inferto un colpo durissimo alle reti della criminalità che alimentano il mercato nero della ricettazione a Cologno Monzese.

Nel pomeriggio dell'11 luglio 2026, i Carabinieri della Tenenza di Cologno Monzese hanno portato a termine una straordinaria operazione di controllo del territorio, culminata nel fermo di indiziato di delitto per cinque cittadini sudamericani, di età compresa tra i 31 e i 42 anni, e nell'arresto in flagranza di un cittadino peruviano di 56 anni. L'intervento dimostra ancora una volta il costante e instancabile presidio dello Stato contro il malaffare diffuso.

L'attività investigativa è scattata quando i militari hanno individuato il covo della banda all'interno di un condominio della città. Con un blitz coordinato, i Carabinieri hanno fatto irruzione nell'appartamento e perquisito l'autovettura in uso al gruppo, scoprendo un vero e proprio magazzino della merce rubata. Il volume della refurtiva recuperata è impressionante: capi di abbigliamento di note marche di alta moda, orologi di lusso, preziosa argenteria e numerosi altri beni di valore per il momento ancora impossibile da quantificare .

Durante le concitate fasi del controllo, il cinquantaseienne peruviano ha tentato di sviare le indagini esibendo il passaporto di un connazionale, ma l'occhio attento dei militari ha svelato l'inganno, facendo scattare le manette per falsa attestazione a pubblico ufficiale sulla propria identità personale. L'impatto dell'operazione è testimoniato dal valore complessivo dei beni sottratti all'illegalità. Una parte di quanto sequestrato è già stata riconsegnata ai legittimi proprietari, mentre il resto del materiale è stato sottoposto a sequestro penale in attesa di essere identificato.

Al termine delle formalità di rito, i cinque indiziati di ricettazione sono stati trasferiti e associati rispettivamente alle case circondariali di Monza e Milano San Vittore, mentre l'uomo arrestato per il documento falso è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Tenenza di Cologno Monzese, a disposizione della Procura della Repubblica di Monza.

L'Arma dei Carabinieri rinnova l'invito alla cittadinanza per completare il percorso di legalità. Tutti coloro che hanno subito furti recenti di oggetti di valore, abbigliamento griffato o argenteria, e che hanno già sporto regolare denuncia, possono contattare la Tenenza di Cologno Monzese per visionare i beni sequestrati. Per procedere al riconoscimento e ottenere la restituzione delle proprie cose, sarà fondamentale esibire una copia della denuncia presentata e qualsiasi documento utile, come fotografie, numeri di serie, ricevute di acquisto o descrizioni dettagliate.

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