MegaFeb
07/07/2026
Gran Turismo vs. Courage C60
2003-2006
Una delle partnership più memorabili in termini di sponsor videoludici di metà anni 2000 fu sempre ad opera di Gran Turismo, ma stavolta per l'arrivo di Gran Turismo 4, e per l'occasione venne scelta una macchina che non in molti conoscono e per molti versi trovo molto sottovalutata.
La Courage C60, nota anche come Pescarolo C60 in ossequio alla scuderia che la schierava - fondata dall'ex Formula 1 nonché quattro volte vincitore a Le Mans, Henri Pescarolo - era nata in sostituzione della C52 (già di suo evoluzione della C41 nata nel 1994) e iscritta alle competizioni a partire dal 2000. Faceva parte della categoria LMP, dedicata appositamente ai prototipi disegnati per correre a Le Mans e retaggio dello storico Gruppo C, pur avendo delle caratteristiche peculiari proprie tra cui il fatto che l'abitacolo fosse perlopiù aperto e non più chiuso come in passato. Dopo la soppressione del campionato sportprototipi, le competizioni endurance vissero un periodo di forte flessione in popolarità, penalizzando per l'appunto le grandi protagoniste di quegli anni che ebbero meno visibilità rispetto a quanto meritassero.
Tra esse, proprio la C60 che divenne inizialmente nota ad una nicchia di appassionati essendo apparsa in una speciale versione di Gran Turismo Concept per poi debuttare ufficialmente in Gran Turismo 4 sul finire del 2004 e diventare conosciuta al grande pubblico.
Al momento dell'uscita del gioco, la partnership tra il team Pescarolo e il gioco era al suo culmine così come i risultati sportivi: infatti dal debutto in poi la C60 venne sviluppata sempre più fino a diventare molto competitiva, pur peccando di affidabilità che la privò di risultati importanti, specie nel 2003 in cui la vettura equipaggiava un motore biturbo Peugeot da 800 cavalli.
Il passaggio ai V10 Judd per il 2004 consentì alla C60 di diventare grande protagonista nel campionato e soprattutto a Le Mans, dove chiuse la 24 ore in quarta posizione ma la prestazione fu lodata in quanto la Pescarolo, pur essendo un team privato, fu l'unica seria contendente alle imprendibili Audi R8 che occuparono tutto il podio della corsa.
Nel 2005 andò ancora meglio, potendo contare anche nel suo equipaggio un certo Sébastien Loeb che già allora stava cannibalizzando i libri dei record del mondiale rally, e anche grazie al suo aiuto la C60 chiuse seconda a Le Mans.
Pur mancando la vittoria nella gara più importante, la Pescarolo comunque chiuse la stagione in pieno trionfo, portandosi a casa sia il campionato piloti, sia il campionato costruttori, sia il campionato a squadre - successi che ripeterà poi nel 2006 bissando oltretutto la seconda piazza alla 24 ore di Le Mans.
La Pescarolo C60 chiuderà la sua carriera agonistica proprio alla fine della stagione 2006, da vincente, sicché i cambiamenti regolamentari resero necessaria la creazione di due vetture evolute sulla base della C60 - la Courage LC70 e la Pescarolo 01, quest'ultima a sua volta sponsorizzata Gran Turismo.
Ma questa è un'altra storia.
03/07/2026
Gran Turismo 3 vs. Gillet Vertigo
2001
Lo so, si parla tanto di motorsport in questa rubrica, ma dovete capire anche questo: ai tempi che furono le competizioni motoristiche erano un lasciapassare per farsi una quantità enorme di pubblicità, motivo per cui oltretutto, specie tra gli anni '70 e i primissimi 2000, quasi ogni campionato aveva accordi di sponsorizzazione o aveva auto raffiguranti livree dedicate a marchi di si*****te.
Anche i videogiochi, come abbiamo spesso visto, utilizzavano il motorsport come vetrina, oppure, come in questo caso, sono determinate vetture che hanno usato i videogiochi come vetrina: signore e signori, vi presento la Vertigo, unica auto prodotta dalla casa belga Gillet a partire dal 1997 e salita alla ribalta per la sua comparsa in Gran Turismo 3, dove risultava essere una delle auto più costose (ben 1.200.000 crediti) e i cui 420 CV di potenza la rendevano adatta a gareggiare contro le migliori auto GT del gioco, escludendo i prototipi come la Toyota GT-One e la Mazda 787B.
La sua unica apparizione in GT3 (dato che poi verrà sostituita da una versione successiva) con la livrea del delfino e il motore Alfa Romeo, è ispirata alla vettura che corse nei campionati svolti in Belgio nel 2000.
L'anno dopo, forte di questa apparizione, la Vertigo aggiornata (denominata anche "Vertigo Streiff" o mkII) venne sponsorizzata proprio da Gran Turismo 3 e si presentò anche in quest'occasione a vari campionati nazionali, ma prendendo anche parte alla 24 ore di Spa-Francorchamps.
I risultati furono... pessimi.
Durante tutto il 2001 prese parte a tre competizioni in totale: nonostante fosse una buonissima auto da qualifica (un 13º, un 12º e un 7º posto in qualifica nelle gare a cui partecipò), dovette ritirarsi dalla 24 ore di Spa per un problema tecnico, finì in 43º posizione la corsa seguente corsa sempre a Spa, e riuscì quantomeno a chiudere in bellezza arrivando 9º a Zolder.
La cosa buffa è che la Gillet Vertigo non ha mai, nel corso della sua esistenza, preso parte a gare di importanza mondiale: in quegli anni, pur con tutto il caos che regnava nel mondo delle competizioni endurance dopo la fine del Gruppo C e del campionato sportprototipi, non ha mai tentato il grande salto e non ha mai partecipato alla 24 ore di Le Mans.
Anche per via di questa particolarità di essere "relegata" alle sole competizioni nazionali, non c'è alcun dubbio che nessuno conoscerebbe la Vertigo se non fosse per Gran Turismo; ma è proprio grazie al gioco che ha finito per diventare una delle icone più amate dai fan della serie.
09/06/2026
E si finisce StarFox su SNES perché hanno annunciato quello nuovo.
E si finisce Crazy Taxi su PS2 perché hanno annunciato quello nuovo.
Hanno annunciato un nuovo Spyro.
Vabeh, avete capito l'antifona.
Sono a corto di idee, lo ammetto.
05/06/2026
Starwing
Super Nintendo, 1993
Onde evitare mal di testa inutili, da questo momento in poi lo chiamerò col suo nome reale: StarFox.
Perché Nintendo abbia deciso di cambiare il titolo per le regioni PAL ai tempi, esattamente come successe poi con StarFox 64, non me lo spiego e probabilmente non me lo spiegherò mai.
Ma tant'è, noi ce lo siamo beccati così.
Confesso che era la primissima volta che mettevo mano su StarFox, e delle lodi tessute nel corso degli anni ne ho fatto abbondantemente un sacco e una sporta.
Però tra il sentito dire e il giocare c'è di mezzo il mare, e dopo aver passato una serata intera sul gioco posso dire che... mi è piaciuto!
Piccola digressione: forse questo non viene menzionato molto spesso ma di fatto StarFox è un gioco arcade prestato alle console - fosse uscito su cabinato secondo me avrebbe fatto un'altrettanto bella figura, specie se consideriamo che sarebbe potuto uscire su hardware ben più prestanti di un Super Nintendo nel suo prime e, per questo titolo in particolare, spremuto al massimo delle sue potenzialità e ben oltre.
È infatti ben noto l'utilizzo, per la prima volta in un gioco SNES, del chip Super FX sviluppato da Argonaut Software, che permise al gioco l'utilizzo di una grafica 3D che fino a quel momento non era mai stata possibile su hardware casalingo.
Ovviamente l'utilizzo di questa tecnologia aveva dei costi, sia in termini di prezzo (StarFox era un po' più costoso rispetto ai normali giochi SNES) sia in termini di prestazioni, dato che comunque una complessità tale per un hardware che in teoria non avrebbe dovuto gestire giochi del genere fa sì che StarFox giri ad un framerate molto basso; sufficiente a renderlo giocabile, per ca**tà, ma anche allora i limiti della tecnologia erano evidenti (soprattutto nei territori PAL con una frequenza d'immagine a 50hz rispetto ai 60hz dei televisori NTSC...).
Per fortuna, e anche qui l'associazione con gli Arcade è d'obbligo, il gameplay è perfettamente funzionale, ma soprattutto semplice ed intuitivo, che lo rende gradevolissimo controller alla mano ma soprattutto non costituisce un limite a livello di difficoltà.
StarFox, e qui sta una delle sue componenti più geniali, permette all'inizio della partita di scegliere tre percorsi diversi che rappresentano vari livelli di difficoltà; ciascuno di essi comprende un set unico di livelli - eccetto il primo e l'ultimo, che sono condivisi tra tutti e tre i percorsi - garantendo di base una rigiocabilità molto elevata. In più, già al livello teoricamente più facile la difficoltà non è assolutamente una passeggiata, ma la cosa bella è che le prestazioni del gioco non sono mai un fattore negativo da quel punto di vista.
Alla fine la scelta della difficoltà è solo quella e niente di più: non si sblocca niente a completare il gioco su tutti e tre i percorsi ma è solo una scelta a libera discrezione del giocatore.
Generalmente una partita dal decollo da Corneria fino allo scontro finale con Andross durerà un'oretta al massimo, tenendo fede all'anima arcade che ho menzionato all'inizio - ed è stato forse quello il fattore che più ho gradito di StarFox: è un gioco che ha ancora in sè lo spirito delle sale giochi pur essendo un titolo studiato apposta per le console, e credo che sia un fattore importante da aggiungere alla sua lunga lista di meriti già assodati.
Un'esperienza che consiglio a tutti senza troppi problemi.
Status:
- Gioco completato (level 1).
- Punteggio: 52.600 pti.
- Media punteggio: 87%.
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