Dunwich

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24/02/2026

Gidim Ud Lugal: Il sesto capitolo dei Dunwich

​Io e il maestro Vincenzo Trasca, il mio primo chitarrista storico con il quale iniziai l'avventura Dunwich nel lontano 1985, diamo finalmente la notizia che il nostro sesto lavoro è ormai passato al missaggio finale.

È un'opera che ha coinvolto 25 musicisti e che, per la sua natura profonda e stratificata, è stata molto difficile portare a termine.

​Sinossi dell'opera

​Gidim Ud Lugal non è solo il titolo di questo sesto lavoro, ma anche il brano che apre il disco. L'opera vuole essere un viatico: un sentiero tracciato tra l'antica Roma e civiltà ancora più remote, tra la stella Nunki e le galassie lontane. È il soffio di un Re Antico che ancora percorre i segreti dell'Urbe, incarnando la leggenda dell'Ottavo Pignora Imperii, il talismano invisibile che protegge Roma dall'abbraccio dell'eternità.

​Tutto comincia nel silenzio del sottosuolo, dove la professoressa Elena Marino traduce un'iscrizione sumera incisa nella pietra di un sarcofago che non dovrebbe esistere. Ma mentre Elena scava nella terra, altrove si scava nel vuoto: è la storia di Lyra, in viaggio lontano da una stella morente, e di Emily, osservatrice del pianeta Hain, la cui missione vacilla sotto il peso di un'empatia troppo vasta per un'umanità che scivola nell'oscurità.
​È il cerchio che si chiude per il vecchio Jim, chiamato a un ultimo duello contro le ombre del Popolo dell'Autunno e la Strega della Polvere. È il respiro trattenuto di Marta e Alexandru, anime legate da un amore che veglia su un lago segreto; è il risveglio luminoso di Layla, la danzatrice che dissolve il confine tra corpo ed Eterno.
​C'è spazio per la resa silenziosa di Adriana, che sceglie l'oblio come atto di fedeltà alla propria anima, e infine per il grido primordiale di Lilith, la prima donna che scelse l'esilio dal Paradiso pur di non piegare la propria libertà, rivendicando il diritto di esistere al di fuori di ogni catena.

Poi ringrazierò uno a uno tutti i musicisti e il fonico che hanno permesso questo piccolo miracolo.

Di sotto: ripresa della sessione archi. Meravigliosi

On my skin (original) 09/10/2024

Horror at red hook is like a time capsule, something resurfacing after almost 37 years of absolute darkness and silence. Inside this demo tape there are not only Lovecraft's books and all the pantheon of terrible entities whose name should not be said (not even whispering), but also other gothic authors that we love a lot.

This song, titled "On My Skin", uses powerful imagery to portray the feeling of being trapped and controlled. The lyrics describes a sense of suffocation, symbolized by the "iron cobweb" and the "bridles" that restrain them. They are forced to fight against an unknown enemy, their future poisoned by dark images that make a fulfilling life impossible. The poem ends with a chilling image of the speaker being forced into a uniform made of "plastic bags," further emphasizing their lack of agency and the manipulation they face.

(The "uniform made of plastic bags" symbolizes the depersonalization and homologation imposed by the oppressive system. Plastic, an artificial and degrading material, reflects the dehumanizing nature of this system.

you’ll be against many people,
but you’ll never know who’s your real enemy

On my skin (original) Horror at red hook is like a time capsule, something resurfacing after almost 37 years of absolute darkness and silence. Inside this demo tape there are not ...

27/04/2024

Non esiste niente è tutto un sogno.
Dio, l'uomo, il mondo, il sole, la luna, la distesa infinita delle stelle. Un sogno, niente altro che un sogno
Tutte queste cose non esistono.
Non esiste niente tranne lo spazio vuoto e te... e anche tu non esisti: non hai corpo, sangue, ossa, non sei che un pensiero
MARK TWAIN

Rehearsals Dunwich anno 2003

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