StudioPediatrico Roma
24/08/2024
https://unasalute.it/interviste/disturbi-estivi-la-risposta-omeopatica/
Disturbi estivi: la risposta omeopatica Come prevenire e trattare i disturbi estivi più comuni, come la gastroenterite, le punture di insetti, la chinetosi, l’eritema solare e l’impetigine?
Immunoprofilassi- strategie per innalzare le difese immunitarie
Ciao Mammine, oggi (3/10/18) ho ricevuto tramite il portiere un bellissimo golfino per Benedetta ma non c’è il bigliettino...
Vorrei tanto ringraziare ma non so chi 🤷♀️
Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività è collegato a un uso frequente dei nuovi media
Sintesi della letteratura
25/07/2018
L’elevata frequenza di utilizzo di diverse forme di media digitali si associa con un aumento nella comparsa di sintomi di disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Attention Deficit Hyperactivity Disorder, ADHD) durante l’adolescenza.
Il rischio è cumulativo: lo svolgimento ad elevata frequenza di ogni attività legata ai media digitali aumenta il rischio di ADHD del 10%.
Ulteriori ricerche dovranno stabilire se si tratta di un’associazione causale.
Descrizione dello studio
Lo studio di coorte ha coinvolto per oltre 2 anni 2.587 adolescenti (15-16 anni) di 10 scuole superiori della California; i partecipanti non mostravano sintomi di ADHD alla baseline.
Agli studenti sono stati somministrati ogni 6 mesi un questionario sull’uso di media digitali (14 attività, es. invio di messaggi, visione di film, uso di videogiochi) nella settimana precedente e un questionario su 18 sintomi di ADHD riferito ai 6 mesi precedenti.
L’utilizzo di un media digitale veniva definito “con elevata frequenza” se lo studente aveva dichiarato di avere svolto un’attività più di 2 volte al giorno,
Gli studenti che riferivano di avere sofferto spesso o molto spesso di almeno 6 sintomi sono stati classificati come adolescenti che avevano sofferto di ADHD nei 6 mesi precedenti.
L’analisi è stata corretta per covariate associate all’insorgenza di ADHD (fattori socio-demografici, gruppo etnico, comportamento delinquenziale, sintomi depressivi).
Fonte di finanziamento: National Institutes of Health.
Risultati principali
In media gli studenti avevano usato con elevata frequenza almeno 3 media digitali.
L’attività più comune era controllare i social network, attività svolta con elevata frequenza da 1 adolescente su 2 (54,1%).
L’utilizzo con elevata frequenza di ogni media digitale aggiuntivo si associava con un aumento di circa il 10% della probabilità di avere sintomi di ADHD (OR 1,11); l’associazione persisteva dopo correzione per numerose covariate (OR 1,10).
La percentuale di studenti che ha mostrato sintomi di ADHD era pari al 4,6% tra coloro che alla baseline non usavano nessun media digitale con elevata frequenza, al 9,5% tra coloro che usavano con elevata frequenza 7 media e al 10,5% tra coloro che usavano con elevata frequenza 14 media.
Limiti dello studio
L’ADHD è stata determinata esclusivamente sulla base di un questionario di autovalutazione; potrebbero non essere stati considerati fattori confondenti importanti (es. uso dei media digitali da parte dei genitori o restrizioni da parte dei genitori)
Perché è importante
Nell’adolescente, l’ADHD si associa con fattori non genetici legati all’ambiente.
Rispetto a studi precedenti, in genere trasversali, che avevano valutato l’esposizione a media tradizionali come la televisione, questo studio longitudinale si è interessato dell’uso dei media digitali moderni, più stimolanti e con una frequenza d’uso potenzialmente più alta.
I nuovi media digitali sono facilmente accessibili grazie allo smartphone e sollecitano continuamente gli utilizzatori mediante notifiche e richieste di intervento.
L’associazione osservata tra uso dei nuovi media e ADHD potrebbe però non essere causale, ma dovuta a causalità inversa: adolescenti con problemi di attenzione e iperattività (ADHD sotto la soglia o non diagnosticata) potrebbero cercare più frequentemente soddisfazione nell’uso dei media digitali.
Bibliografia e riferimenti
Ra CK, Cho J, et al. Association of digital media use with subsequent symptoms of attention-deficit/hyperactivity disorder among adolescents. JAMA. 2018;320(3):255-263. doi:10.1001/jama.2018.8931
19/07/2018
Vaccino anti-Hpv non connesso a patologie autoimmuni
VACCINI
Giu 13,2018
Il vaccino HPV4 non è connesso ad alcun incremento delle patologie autoimmuni nelle ragazze. Lo dimostra uno studio condotto su più di 290.000 ragazze che conferma i risultati di due altri ampi studi scandinavi, e rassicura medici e genitori, come affermato dall’autrice Linda Levesque dell’università di Toronto.
Nel mondo il 50-75% dei soggetti sessualmente attivi potrebbe essere portatore dell’Hpv, il che rende questa infezione la più comune a livello globale fra quelle trasmesse sessualmente.
Alcuni studi effettuati nel mondo reale hanno dimostrato l’efficacia del vaccino HPV4, che protegge da 4 ceppi oncogeni del virus, ma le preoccupazioni sulla sua sicurezza persistono, e sono alimentate da singoli casi o notizie di patologie gravi susseguenti ad una vaccinazione.
L’analisi dei dati nel presente studio comunque non ha dimostrato alcun incremento significativo del rischio di patologie autoimmuni a seguito della ricezione del vaccino HPV4 rispetto ai periodi di non esposizione al vaccino stesso, e tenere conto del tempo trascorso dalla vaccinazione o dell’anamnesi di patologie autoimmuni non ha modificato questo risultato.
I risultati dello studio potrebbero non essere generalizzabili alle donne adulte o ai ragazzi, ed inoltre non si applicano al vaccino bivalente HPV2, per quanto altri studi abbiano fornito evidenze della sicurezza di questo vaccino nelle patologie autoimmuni. (CMAJ online 2018, pubblicato il 28/5 DOI: https://doi.org/10.1503/cmaj.170871)
Quadrivalent human papillomavirus vaccination in girls and the risk of autoimmune disorders: the Ontario Grade 8 HPV Vaccine Cohort Study BACKGROUND: Despite demonstrated effectiveness in real-world settings, concerns persist regarding the safety of the quadrivalent human papillomavirus (HPV4) vaccine. We sought to assess the risk of autoimmune disorders following HPV4 vaccination among grade 8 girls eligible for Ontario’s school-ba...
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