Gay Village
Siamo onorati di aver conferito il premio Presidio Culturale Italiano 🇮🇹 a Luciana Romoli, nome di battaglia Luce dice il Presidente di Cultura Italiae.
Partigiana, testimone viva della Resistenza, Luciana ci ricorda che il 25 aprile non è una liturgia stanca, né una data da archiviare con qualche frase di circostanza. È il giorno in cui l’Italia ha scelto di uscire dal buio del nazifascismo e di fondare la propria democrazia sulla libertà, sulla dignità, sulla Costituzione.
Nel 2026 è ancora ridicolo, oltre che inaccettabile, dover spiegare perché questa sia una festa nazionale. Se qualcuno si sente disturbato dalla Liberazione, forse il problema non è il 25 aprile. È ciò che quel qualcuno non ha mai davvero sepolto.
Il fascismo non è nostalgia, non è folklore, non è un’opinione da salotto. È stato violenza, persecuzione, guerra, annientamento delle libertà. E la sua apologia, in Italia, è vietata dalla legge.
Si può cambiare linguaggio, si può indossare un abito più presentabile, si può fingere moderazione. Ma il lupo, alla fine, resta lupo.
Buon 25 aprile all’Italia libera.
20/04/2026
Il dj italo-americano Anyma trasforma il deserto di Coachella col suo spettacolo.
Più che un dj set, quella del producer italo americano Matteo Milleri è una macchina visiva che fonde mito, monumentalità e simulazione. E a settembre arriva a Milano per l’unica data italiana del tour.
Sul palco di Coachella il un fusione tra monumentalità e simulazione A Coachella 2026 il producer italo americano Matteo Milleri fonde mito, monumentalità e simulazione, e a settembre Vivo Concerti lo porta a Milano
Abbiamo trovato questa testimonianza in rete. Tutto può succedere ma ricordatevi che una vestale bagnata rimane sempre una vestale fortunata !
Prime pioggie alla fermata Metro C del Colosseo.
E’ il primo museo metro-politano al mondo.
L’avete visitata ? E’ meravigliosa.
Secondo voi cosa succederà ? Il Grande Fratello sarà una casa di carta ?
Questo è una tematica del consenso al rapporto sessuale che ha sviluppato molto interesse sulla comunità del Gay Village. Vi aggiorniamo sullo stato attuale.
In Italia esiste già un testo di riforma sul consenso, approvato dalla Camera, molto chiaro nel principio: ogni atto sessuale senza un consenso libero, esplicito e attuale è violenza sessuale. Non è solo una formula giuridica, è un cambio di paradigma culturale: sposta il focus da “come era vestita” o “cosa aveva fatto prima” a una domanda sola, semplice e decisiva: c’era un sì, oggi, in quel momento?
Il governo Meloni, almeno a livello ufficiale, dichiara di sostenere questa riforma. Ma al suo interno la maggioranza è spaccata: al Senato il percorso si è bloccato, sotto la pressione della Lega e di una parte del fronte di destra. Il rischio è concreto: tra rinvii, “correzioni” e compromessi al ribasso, la legge sul consenso potrebbe arrivare in forma annacquata, svuotata della sua forza, oppure restare per mesi (o anni) in un limbo parlamentare.
Per noi, che da oltre vent’anni lavoriamo su cultura, diritti e autodeterminazione dei corpi, non è un dettaglio tecnico: è la base per riconoscere e tutelare chi subisce una violenza, fuori dagli stereotipi e dalle colpevolizzazioni.
Presentiamo un altro intervento dell’avvocato Bernardini De Pace, che è sempre leader nel settore, per aiutarci a leggere cosa sta realmente accadendo sul piano giuridico e politico. Ascoltate il suo contributo e diteci cosa ne pensate nei commenti: vi sembra una svolta vera o temete anche voi che il consenso resti, ancora una volta, solo una grande parola nelle campagne social e non nella legge?
04/12/2025
EP. 1 - Teseo e il Minotauro -
Serie sCultura Ambigua:
Nel labirinto di Minosse, buio e intricato come una darkroom di provincia, Teseo entra da eroe ufficialmente etero con una missione chiara: uccidere il Minotauro, salvare tutti, sposare Arianna e chiudere la pratica.
Peccato che il Minotauro non sia proprio il “mostro” del racconto.
Metà uomo, metà toro, tutto muscoli e sensualità: corpo possente, presenza magnetica, più simile al buttafuori di un club che a una creatura da incubo.
Nel buio si cercano, si scontrano, si afferrano.
E piano piano il combattimento smette di sembrare una lotta e diventa qualcos’altro: un incontro molto, molto ravvicinato, di quelli che nel labirinto non si raccontano ma si intuiscono.
È lì che Teseo capisce che il vero “mostro” non è davanti a lui, ma nel copione che gli hanno scritto addosso: eroe, etero, sposato con la principessa di turno.
Il filo rosso di Arianna smette di essere la promessa di un matrimonio e diventa la via d’uscita da quella storia già decisa.
Al ritorno, seguendo il filo, Teseo e il Minotauro decidono di fare l’unica cosa sensata: fuggire dal buio del labirinto e tornare alla luce, insieme.
Quando ritrovano Arianna, con un colpo di scena da soap mitologica, le tolgono il filo e la spingono di nuovo dentro il tunnel: stavolta è lei a perdersi nella trama.
E così Teseo e il Minotauro vissero finalmente felici e contenti.
Arianna invece finì come in tutte le storie che non cambiano mai davvero: piantata in Asso.
Un tempo era Nasso, oggi la chiamiamo così: l’isola invisibile dove finiscono le aspettative eteronormative quando la vita decide di scrivere un finale diverso.
[JeanMario]
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