Arte e Cucina

Arte e Cucina

Condividi

29/03/2025

Il visionario chef ha avuto sempre le idee chiare: cucinare non è solo forma, ma pensiero e l’occasione per riscrivere una nuova grammatica del gusto. Il tutto modellato dall’arte e dalla solidarietà, mondi che condivide con la moglie Lara Gilmore.

Massimo Bottura non è mai stato solo un cuoco. È un custode della memoria e insieme un visionario che gioca con il tempo, oscillando tra passato, presente e futuro. Trent’anni fa – era il 19 marzo 1995 – quando aprì l’Osteria Francescana () in un territorio che lo guardava con un po’ di scetticismo, sapeva di essere un outsider. Ma aveva un’idea chiara: prendere la tradizione e usarla come trampolino per spiccare il volo. Non distruggerla, ma trasformarla, riscrivendola con una nuova grammatica del gusto. E poi c’è Lara Gilmore, con la sua sensibilità artistica, la capacità di guardare lontano, l’altra metà della rivoluzione di Bottura. È stata lei ad accompagnarlo nella passione per l’arte contemporanea, a condividere la convinzione che la cucina non è solo tecnica, ma pensiero. Che un piatto, come un’opera di Fontana, non è solo forma, ma tensione creativa. Inclinazione che si riverbera nell’annunciato nuovo menu: Miseria e Nobiltà.

Che è una dichiarazione d’intenti. Non è solo un omaggio a Eduardo Scarpetta, è un manifesto della cucina italiana. “La miseria è opportunità, ingegno, è necessità che si fa arte. La nobiltà è il rispetto della memoria, la capacità di trasformare l’umile in straordinario”, dice Bottura.

L'articolo di Eleonora Cozzella è su ilGusto.it

Vuoi che la tua azienda sia il Servizio Di Pianificazione Di Eventi più quotato a Rome?
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Telefono

Sito Web

Indirizzo


Rome