Mini Gym
19/03/2025
Come ormai sappiamo bene, la è costituita da 4 muscoli [e relativi tendini]:
⟶ sovraspinato [superiormente];
⟶ sottoscapolare [anteriormente];
⟶ sottospinato [posteriormente];
⟶ piccolo rotondo [posteriormente].
Tra i quattro muscoli che compongono la cuffia dei rotatori, il è quello che si lesiona più frequentemente.
In realtà quando si parla di rottura della cuffia dei rotatori non si fa riferimento a lesioni muscolari, ma tendinee.
🔵 𝐈𝐥 𝐭𝐞𝐧𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐬𝐨𝐯𝐫𝐚𝐬𝐩𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨
Il tendine del sovraspinato è quindi quello più soggetto ad infiammazione e a lesioni.
Questo è dovuto al delicato ruolo che ha nel movimento del braccio: il muscolo sovraspinato ha infatti il compito di permettere all’arto di compiere la prima parte del movimento, dalla posizione verticale fino a circa 80°-90° di inclinazione rispetto al resto del corpo, dopo la quale è il muscolo deltoide a permetterci di completare l’eventuale sollevamento del braccio.
La lesione parziale o completa del tendine può derivare sia da un trauma, come ad esempio un colpo o una caduta durante l’attività sportiva, che dall’infiammazione dovuta a sollecitazioni troppo frequenti, a movimenti errati o alla naturale degenerazione dei tessuti causata dall’età.
🟢 𝐋𝐞 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐬𝐨𝐯𝐫𝐚𝐬𝐩𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨
Ci sono molti fattori che, da soli o in combinazione tra loro, possono portare alla lesione del tendine sopraspinato, completa o parziale.
Fra questi, i più importanti sono:
⟶ traumi dovuti a cadute o colpi ricevuti. Eventi simili possono causare la lesione sia direttamente [il tendine si spezza o si lesiona a causa del trauma], sia indirettamente [lo schiacciamento o lo stiramento di muscoli e tendini provoca usura, che con il passare del tempo determina una lesione da stress];
⟶ infiammazione cronica, che può causare la diminuzione del liquido sinoviale ed il conseguente aumento dell’attrito fra ossa e muscoli, in un circolo vizioso;
⟶ sindrome da impingement, nella quale le lesioni sono provocate dal poco spazio fra acromion ed omero e dal conseguente schiacciamento di tendine e borsa subacromiale [https://bit.ly/32j3Ax1];
⟶ usura o ispessimento del tendine dovuto all’invecchiamento o alla pratica continuata di attività usuranti [di solito sportive o lavorative].
🟡 𝐈 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐨𝐦𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐬𝐨𝐯𝐫𝐚𝐬𝐩𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨
I sintomi di una lesione del sovraspinato includono:
⟶ dolore durante il sollevamento e l’abbassamento del braccio;
⟶ dolore quando ci si sdraia sulla spalla infortunata;
⟶ rigidità della spalla;
⟶ arco di movimento limitato.
Di solito una lesione dovuta ad infortunio produce dolore e debolezza immediati e intensi nel braccio. In caso di degenerazione, il dolore è inizialmente lieve e aumenta gradualmente nel corso del tempo.
In qualche caso, la manifestazione dolorosa può diventare tanto forte da rendere impossibile dormire la notte.
Esistono test specifici [test di Neer, test di Hawkins o il Palm-Up test] che permettono di definire con precisione eventuali limitazioni nei movimenti.
Nel caso il sospetto di lesione sia confermato dallo specialista nel corso della visita, si procederà poi ad effettuare un’ecografia comparata di entrambe le spalle ed una risonanza magnetica, con il fine di valutare in modo più accurato i danni.
🟠 𝐋𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐞𝐮𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞
Lo specialista valuta insieme al paziente l’opportunità di utilizzare un approccio chirurgico.
Se questa soluzione non è ritenuta la più opportuna, il paziente sarà indirizzato verso un percorso di riabilitazione attraverso l’assunzione di farmaci antinfiammatori e fisioterapia.
La durata e l’intensità del percorso sono ovviamente variabili e dipendono dall’entità del danno e dalla capacità di recupero del soggetto coinvolto.
Seguire con diligenza il percorso di riabilitazione proposto è importantissimo nel determinare i risultati, sia nel caso si scelga l’approccio conservativo, sia quando si opta per il trattamento chirurgico.
La tecnica artroscopica permette di operare con la stessa precisione di un approccio a cielo aperto, minimizzandone però i lunghi tempi di recupero. È per questo che, a parte i casi in cui non sia possibile, l’artroscopia è sempre preferibile all’intervento “a cielo aperto”.
In base al tipo di intervento ed alle capacità di recupero, il paziente dovrà portare un tutore per un periodo di tempo fra i 20 ed i 45 giorni dopo l’intervento. Dopo la rimozione del tutore, è sempre necessario affrontare un programma di riabilitazione che ha come scopo il recupero della forza e della capacità di movimento della spalla.
Di solito, è possibile tornare al proprio lavoro dopo 30-60 giorni, se esso non prevede attività manuali. Ci vogliono invece 4-6 mesi per ricominciare a praticare sport di contatto o lavori manuali e di fatica.
31/03/2024
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