4rtomondo
07/09/2020
Deriva da fermare subito
Questo ragazzo si chiamava W***y Monteiro Duarte, aveva 21 anni e origini capoverdiane.
È stato massacrato a calci e pugni e ucciso nella notte a Colleferro da quattro ragazzi solo per aver cercato di difendere un suo coetaneo. La sua unica “colpa”? Il coraggio di non voltarsi dall’altra parte di fronte alla violenza cieca. A costo della vita.
Prima qualche parola pesante, poi uno spintone, infine la furia omicida. Non c’è una spiegazione, un senso, nulla. Solo rabbia e dolore per un ragazzo figlio di braccianti agricoli, una vita spesa tra lo studio, il lavoro, il talento per il pallone, la passione per gli abiti folcloristici.
W***y era uno dei tanti nuovi italiani che amava maledettamente il suo Paese e che qui avrebbe voluto crescere e vivere.
“Una persona buona” dicono gli amici. “Uno che non avrebbe mai partecipato a una rissa. Mai.” E invece ha incontrato sulla propria strada quattro criminali ed è finito tutto così, sull’ambulanza, in una corsa impossibile e disperata all’ospedale.
Aveva solo 21 anni, W***y. 21 anni.
Che strazio.
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