All Reds Basket Roma

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Photos from All Reds Basket Roma's post 27/11/2025

SHOW ISRAEL THE RED CARD
29 NOVEMBRE

PARCO SCHUSTER ore 13:00
PORTA SAN PAOLO ore 14:00

Il 29 novembre torneremo in piazza insieme per un grande corteo nazionale contro il genocidio del popolo palestinese, ma anche per opporci alle politiche del governo Meloni e ad una manovra finanziaria “di guerra”, una manovra che continua a togliere risorse alla scuola, alla sanità, al welfare e ai territori già colpiti da precarietà e disuguaglianze, per riversarle invece sul riarmo e sulla militarizzazione della società.

Questa giornata assume un valore ancora più potente perché il 29 novembre è la Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, istituita dalle Nazioni Unite. In un presente segnato da occupazione, violenza, soprusi sistematici e violazioni continue dei diritti umani, questa giornata diventa un richiamo collettivo a rompere il silenzio, a prendere parola, a scegliere da che parte stare. La violenza genocida, infatti, non è affatto terminata. La brutalità non si misura solo nel numero di bombe che cadono, ma nella quotidianità fatta di prepotenze, espulsioni, paura e impunità. È anche per questo che saremo in piazza: per dire che nessun processo di normalizzazione può cancellare la sofferenza di un popolo che continua a vivere sotto occupazione e che continua a resistere.

Il corteo del 29 novembre arriva dopo mesi intensi di mobilitazione, mesi in cui in tutta Italia si sono moltiplicate assemblee popolari, presìdi, cortei, iniziative studentesche, manifestazioni spontanee e ben tre scioperi generali e sociali. Un percorso nato dal basso, portato avanti da sindacati di base, collettivi, spazi sociali, associazioni, ma anche dalle migliaia di persone che non accettano l’indifferenza né la narrazione che vorrebbe la solidarietà relegata ai margini.

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SHOW ISRAEL THE RED CARD
29 NOVEMBRE

PARCO SCHUSTER ore 13:00
PORTA SAN PAOLO ore 14:00

Il 29 novembre torneremo in piazza insieme per un grande corteo nazionale contro il genocidio del popolo palestinese, ma anche per opporci alle politiche del governo Meloni e ad una manovra finanziaria “di guerra”, una manovra che continua a togliere risorse alla scuola, alla sanità, al welfare e ai territori già colpiti da precarietà e disuguaglianze, per riversarle invece sul riarmo e sulla militarizzazione della società.

Questa giornata assume un valore ancora più potente perché il 29 novembre è la Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, istituita dalle Nazioni Unite. In un presente segnato da occupazione, violenza, soprusi sistematici e violazioni continue dei diritti umani, questa giornata diventa un richiamo collettivo a rompere il silenzio, a prendere parola, a scegliere da che parte stare. La violenza genocida, infatti, non è affatto terminata. La brutalità non si misura solo nel numero di bombe che cadono, ma nella quotidianità fatta di prepotenze, espulsioni, paura e impunità. È anche per questo che saremo in piazza: per dire che nessun processo di normalizzazione può cancellare la sofferenza di un popolo che continua a vivere sotto occupazione e che continua a resistere.

Il corteo del 29 novembre arriva dopo mesi intensi di mobilitazione, mesi in cui in tutta Italia si sono moltiplicate assemblee popolari, presìdi, cortei, iniziative studentesche, manifestazioni spontanee e ben tre scioperi generali e sociali. Un percorso nato dal basso, portato avanti da sindacati di base, collettivi, spazi sociali, associazioni, ma anche dalle migliaia di persone che non accettano l’indifferenza né la narrazione che vorrebbe la solidarietà relegata ai margini.

In questo cammino le realtà dello sport popolare hanno scelto di esserci con determinazione. La campagna “Show Israel the Red Card” è diventata un punto di riferimento per chi, nello sport, vede anche uno strumento di presa di posizione etica e politica. A Roma, il 4 ottobre, abbiamo costruito insieme un primo spezzone che ha marciato unito, mostrando come palestre popolari, squadre autogestite e realtà sportive differenti possano trasformare il semplice fatto di camminare fianco a fianco in un gesto collettivo di resistenza. A Udine, durante la partita Italia–Israele, e a Bologna, in occasione della partita di basket tra Virtus Bologna e Maccabi Tel Aviv, abbiamo portato il nostro dissenso fuori dagli stadi e dai palazzetti, ribadendo che lo sport non può far finta che il contesto politico non esista e che non esiste neutralità quando un popolo vive sotto occupazione.

Saremo in piazza perché crediamo nella solidarietà internazionale come pratica concreta e quotidiana, perché crediamo nella giustizia sociale come fondamento imprescindibile di ogni comunità e perché crediamo nell’autodeterminazione dei popoli, incluso quello palestinese, il cui diritto alla libertà e alla dignità non può essere negato né rimandato. La forza dei corpi che si muovono insieme, che si organizzano e che camminano l’uno accanto all’altro ha il potere di cambiare ciò che sembra immutabile e di aprire spazi di possibilità che la rassegnazione vorrebbe chiudere.

Per tutte queste ragioni il 29 novembre chiamiamo a raccolta chiunque viva, pratichi e ami lo sport come spazio di partecipazione, relazione e libertà. Vogliamo camminare insieme a chi gioca, a chi lotta, a chi rifiuta l’indifferenza, a chi riconosce nella dignità umana un valore che non conosce confini.

Ci vediamo in corteo.
Show Israel the Red Card.

02/10/2025

Lo Sport Popolare scende in piazza per la Palestina: costruiamo insieme uno spezzone sportivo nella manifestazione nazionale del 4 ottobre.

Durante il genocidio del popolo palestinese, portato avanti in maniera scientifica e con spietata ferocia dallo stato criminale di Israele, qualcosa finalmente si è smosso all’interno della società civile Italiana.

Ignorando completamente gli atteggiamenti vili e passivi di partiti e sindacati confederali, un numero enorme di persone si è riversato nelle piazze ed ha attraversato le strade di tutte le principali città italiane, Lunedì 22 Settembre, aderendo allo sciopero generale lanciato dall’USB.

“Bloccare tutto” era quello che si voleva e si doveva fare. E tutto è stato bloccato. Stazioni, strade, autostrade, porti sono stati invasi da una marea di persone che chiedevano forte e chiaro la fine del genocidio del Popolo Palestinese. Gli automobilisti bloccati nel traffico, che solidarizzavano con i manifestanti, hanno dato la cifra di quanto la condanna a quello che sta accadendo sia un sentimento unanime e diffuso in tutto il Paese.

Il governo Italiano, portando avanti una narrazione tossica che imputa all’azione pacifica della Global Sumud Flotilla una provocazione per portare il paese in guerra, continuando a non riconoscere lo stato della Palestina e non interrompendo il commercio di armi verso lo stato di Israele, non fa altro che evidenziare la sua complicità con le atrocità che stiamo vivendo. Il puntare il dito su qualche vetrina rotta alla stazione di Milano, a fronte delle 60 mila vittime di Gaza, delle quali 20 mila bambini, oltreché ignobile, è stato ritenuto inaccettabile anche da gran parte della base dei partiti.

Aderire alla manifestazione del 4 Ottobre per continuare ed aumentare la pressione per porre fine allo sterminio deliberato di un popolo, travalica qualsiasi valutazione politica, si pone oltre qualsivoglia analisi possibile, ma rientra in una semplice, ma oramai non scontata, visione di umanità contro la barbarie più atroce.

Per questo il 4 Ottobre scenderemo in piazza come realtà di Sport Popolare, per chiedere l’immediato cessate il fuoco ed il ritiro dell’IDF dalla striscia di Gaza, per pretendere lo stop alla vendita di armi da parte del nostro governo e di tutti i governi occidentali allo stato di Israele, per gridare che la Global Sumud Flotilla rappresenta la maggioranza della popolazione mondiale e gli infami attacchi portati avanti dallo stato sionista non possono essere tollerati, per ribadire che con chiunque rappresenti uno stato genocida non si possono intrattenere rapporti commerciali, accademici o di alcun tipo.
Per ribadire inoltre che lo Sport è politica, che lo sport è un diritto del popolo e che non si può e non si deve fare Sport con chi non condanna le atrocità che stanno avvenendo, per chiedere l’esclusione immediata da tutte le competizioni internazionali delle nazionali e delle atlete e atleti Israeliani che non prendano pubblicamente parola contro la strage portata avanti dal proprio governo.

Il 4 Ottobre scenderemo in piazza per restare umani, e la storia non assolverà gli indifferenti che si gireranno dall’altra parte.

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