NuvolaProject

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21/04/2026

è una installazione unica nel suo genere. Non per gli strumenti e le tecnologie utilizzate ma per la visione, il linguaggio e la complessità del lavoro. Non è una “experience”, non è un chatbot per “parlare con i quadri” o una guida museale senza anima.

Vi aspettiamo a Palazzo Merulana.

08/04/2026

Dal 9 aprile al 25 ottobre 2026, a Palazzo Merulana si terrà un ciclo di 12 incontri gratuiti, ibridi tra esperienza artistica e scoperta sensibile, centrato su teatro, poesia, narrazione e performance, un’occasione preziosa di esplorazione, memoria, relazione e meraviglia destinata al pubblico over 60.

Un format modulare, non un corso, ma una serie di appuntamenti tematici da “assaporare” uno per uno.

Gli appuntamenti, condotti da Gaia Riposati, attrice e artista, sono progettati come incontri in equilibrio tra happening e laboratorio, piccole lezioni-spettacolo che aprono uno spazio di scoperta, esperienza, ascolto e gioco creativo.

Attraverso la parola, il gesto, l’azione, la memoria e la relazione con lo spazio, si offre ai partecipanti un tempo di qualità in cui esplorare, assaporare e (se lo desiderano) sperimentare nuove forme di espressione.

Ogni incontro è aperto, accogliente.
I partecipanti potranno decidere liberamente quanto desiderano essere coinvolti nella sperimentazione attiva e quanto invece restare in ascolto o osservazione, lasciandosi toccare dalla parola, dalla voce, dal gesto, dalla relazione.

L’approccio è quello di un’arte relazionale che valorizza l’unicità di ciascuno, stimola la curiosità e crea condizioni per l’emergere di immagini interiori, ricordi, visioni, parole da condividere o custodire.

Per informazioni e il calendario degli incontri:

https://www.palazzomerulana.it/events/interazioni-incontri-tra-presenza-gesto-e-parola/

MuseiEmotivi | Settima Edizione 02/04/2026

Quest'anno saremo tra i relatori di Musei Emotivi, il percorso formativo promosso da NEMECH che mette al centro il rapporto tra emozioni, interazioni, spazio museale e intelligenza artificiale.

Con Gaia Riposati Massimo Di Leo porteremo una riflessione sul museo come spazio ibrido, dove corpi, immagini, presenza e algoritmi entrano in relazione e aprono nuove possibilità per l’esperienza del pubblico.

Per noi sarà un’occasione utile per condividere una parte del lavoro che portiamo avanti con NuvolaProject, in dialogo con chi si occupa di musei, ricerca e pratiche contemporanee.

Qui tutte le informazioni sull’iniziativa: https://www.nemech.unifi.it/portfolio-posts/museiemotivi7/

MuseiEmotivi | Settima Edizione Scopri e iscriviti alla Settima Edizione di MuseiEmotivi percorso formativo NEMECH "Emozioni, interazioni e spazi museali ai tempi dell’AI" -

09/02/2026

ANSIA: quella vera (o almeno: la sua impronta nel linguaggio)

Nel laboratorio di NuvolaProject, io e Gaia continuiamo a fare esperimenti con l’AI.

Stiamo lavorando su activation steering: invece di chiedere un comportamento nel prompt, applichiamo una spinta interna al modello mentre genera testo.

In questi giorni abbiamo testato una cosa molto specifica. Abbiamo costruito la “spinta” usando soltanto descrizioni somatiche: battito accelerato, tensione muscolare, pupille dilatate, sensazioni termiche. Nel dataset non compaiono parole come “ansia”, “paura”, “stress”. L’idea era vedere se, senza nominarlo, potesse emergere comunque un profilo riconoscibile.

È emerso. In diversi compiti, il modo in cui il modello costruisce le risposte cambia in modo consistente: ritmo, densità, focalizzazione. In alcune prove resta più agganciato a ciò che sta succedendo “adesso” e porta dentro meno contesto laterale.

C’è un controllo che per noi conta molto: abbiamo ripetuto i test chiedendo al modello di evitare parole legate ai sintomi fisici. Se fosse solo imitazione del vocabolario, l’effetto si sgonfierebbe. Il segnale principale resta visibile anche così.

Qui serve una frase chiara per evitare equivoci: un modello non prova ansia. Però può mostrare un profilo di scrittura che assomiglia a quello che, nelle persone, accompagna stati di allerta e tensione. E in questo esperimento quella trasformazione viene attivata da descrizioni del corpo, non da istruzioni psicologiche.

Questo è il punto che ci sembra interessante: non stiamo “suggerendo” uno stato con le parole giuste. Stiamo attivando dall’interno una traccia latente che collega corpo e modo di parlare, e poi osserviamo cosa cambia nel discorso.

Su questo taglio c’è poca strada tracciata. Lo steering di solito viene raccontato come una tecnica; noi lo stiamo usando come uno strumento di indagine. E questa differenza, nei risultati, si sente.

Se vi interessa la parte tecnica, nel paper ci sono setup, metriche, controlli e limiti. Nel repository ci sono codice e dati open source.

Trovate tutto qui:
https://synthbody.nuvproj.org

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