Tlon
25/05/2026
Il Vaticano ha capito l’intelligenza artificiale meglio di molti tecnologi.
Nella sua prima enciclica, Leone XIV scrive che le IA sono più “coltivate” che “costruite”. È una frase enorme: sposta l’IA dal mondo degli strumenti a quello delle cose che crescono, ci modificano e chiedono una responsabilità nuova.
Il problema, allora, non è solo che cosa sappia fare una macchina. È chi possiede il campo, chi la addestra, chi viene sfruttato per nutrirla, chi ne raccoglie i frutti, chi viene trasformato dal suo uso quotidiano.
Ho scritto perché Magnifica humanitas mi sembra un testo storico, e perché forse la vera domanda sull’IA oggi è agricola, politica e spirituale: che cosa stiamo coltivando?
La magnifica enciclica del Papa sull'intelligenza "coltivata" Leone XIV legge l’intelligenza artificiale come una nuova questione sociale: qualcosa che cresce tra noi e ci modifica, e che dobbiamo disarmare
Siamo esposti a più storie di qualsiasi generazione venuta prima di noi. Eppure ci sentiamo meno raccontati, e più ne consumiamo più restiamo affamati.
In “Animali narrativi” ho scritto di neuroscienze e di miti, della filosofia dell’identità e della teoria dei dati, ho raccontato l’Odissea e la fantascienza di Asimov, gli algoritmi predittivi e il Libro rosso di Jung, Ursula Le Guin e María Zambrano, il cinema di Tarkovskij e la Medea di Pasolini, Adriana Cavarero e Edward Said, per cercare di capire cosa stiamo cercando in tutte queste storie senza trovarlo.
“Animali narrativi. Perché non possiamo smettere di credere alle storie” esce il 12 maggio per
Chi lo preordina su .it riceve in regalo una video-lezione extra che descrive il modo in cui la nostra identità narrativa si formi prima ancora che impariamo a parlare.
Da adesso in preorder in tutte le librerie fisiche e digitali.
La pace è un campo di riconoscimento reciproco di misteri. La guerra è quando quel riconoscimento salta. E noi, nel frattempo, abitiamo una colonia cognitiva degli USA senza accorgercene.
Un estratto dall’intervista di Valerio Nicolosi ad Andrea su Scanner Live, per Fanpage.
Bisogna tornare nei territori e dare un’alternativa. Questo referendum ha dato un segnale chiaro rispetto ai giovani, che di solito sono ignorati dalla politica. I giovani hanno rinunciato a tornare a casa perché hanno preferito votare per il referendum. È un segnale di democrazia e di voglia di partecipazione fondamentale.
Maura da Agorà, Rai3.
14/03/2026
Pensavamo di pensare.
Poi è arrivata l’IA e ci ha mostrato quanto del nostro pensare “umano” non fosse pensiero ma pattern-matching: riconoscimento di schemi già incontrati applicati a situazioni nuove.
Era coerenza superficiale, ovvero frasi che si reggono in piedi perché rispettano la forma di ciò che siamo abituati a considerare vero. Ed era ripetizione di formule che scambiavamo per ragionamento, ossia modi di dire travestiti da modi di pensare e argomentazioni che non argomentavano nulla ma suonavano come se lo facessero.
Era il Festival di Sanremo, in sostanza. Parlare per frasi fatte e per sentito dire.
Se un modello statistico che per struttura non comprende nulla di ciò che produce genera testi che milioni di persone non sanno distinguere da testi scritti da esseri umani, la domanda non è quanto sia intelligente la macchina. La domanda è cosa facevamo noi che credevamo fosse pensare e invece era qualcos’altro.
Ecco, facevamo esattamente quello che fa la macchina: combinavamo frammenti già detti in configurazioni abbastanza plausibili da passare per originali. Riproducevamo opinioni assorbite dall'ambiente presentandole come nostre. Costruivamo argomentazioni che non verificavamo, perché la loro struttura formale bastava a convincerci della loro solidità. Rispondevamo a domande senza averle davvero pensate, perché il tempo di formulare una risposta era più breve del tempo necessario per capire la domanda.
Non tutto il pensiero umano è questo ma una parte enorme lo è, e quella parte è esattamente ciò che l'IA replica. La macchina ha colonizzato il territorio dell'automatismo, e nel farlo ha reso evidente quanto fosse vasto.
Se il tuo pensiero è indistinguibile da quello di un modello statistico, non è il modello che deve preoccuparti. Sei tu.
Pensavamo di pensare. Poi è arrivata l'IA Cosa facevamo noi, che credevamo fosse pensare e invece era qualcos'altro
01/03/2026
Siamo stati ospiti a Brooklyn del Salotto, ed è stato veramente un gran piacere: grazie all’invito del grande illustratore Emiliano Ponzi abbiamo raccontato questi dieci anni di Tlon a tantissimi nuovi amici newyorkesi, e sviluppato insieme una versione in inglese del nostro Botanica della Meraviglia.
Ma eccoci con i nostri consigli della settimana, stavolta a tema gotico tra Fisher, Fellini, Charli xcx e i Gorillaz.
Consigli di lettura, visione e ascolto Il gotico tra Fisher, Fellini, Charli xcx e i Gorillaz
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