PONTIFESS

PONTIFESS

Condividi

05/06/2026

La musica e lo sport condividono lo stesso nucleo pulsante: una ricerca ostinata dell’assoluto condotta attraverso il corpo, il ritmo e la disciplina. Non è un caso che la canzone d'autore abbia trovato nei campi da gioco una delle sue fonti di ispirazione più feconde e autentiche.

Uomini e campioni: il gesto sportivo da Bob Dylan a Lucio Dalla, da Paul Simon a Manu Chao.

Link nel primo commento: 👇

04/06/2026

RELIGIONE. Dalla più spassosa alla più permalosa, perché qualcuno doveva pur dirlo!

Questa è la nostra classifica definitiva delle religioni per senso dell’umorismo. Link nel primo commento. 👇

Saved (1980) 04/06/2026

Nel 1980 la critica dava per finito un Bob Dylan non ancora quarantenne, shockata dal radicalismo gospel di Saved.
Oggi, a distanza di decenni, quel disco si rivela per ciò che è sempre stato: solido blues rock, fuoco sacro e canzoni straordinarie come "What Can I Do for You?".
I miti cambiano pelle, ma il vecchio Bob resta saldamente in sella.

Questo è il nostro pezzo sulla redenzione musicale di Dylan: 👇

Saved (1980) Secondo capitolo gospel di Bob Dylan Nessuno può salvare Dylan da sé stesso, nemmeno Dylan stesso. Il problema è che il cantautore ame...

31/05/2026

Pè Provocà Music Club

Chi accusa di “ignavia” Francesco De Gregori forse abbozza qualche vaghissima reminiscenza della Divina Commedia scritta dal boss Dante Alighieri, peraltro autore del De Monarchia, non certo un pamphlet rivoluzionario o in favore degli oppressi, ma la domanda che rimane sospesa ed inevasa è un’altra. Ma chi mi**a vi credete di essere, la Santa Inquisizione? In tal caso ci vorrebbe ben altro per argomentare, dovreste scomodare la teologia, che tutto il resto include, la morale non è più sufficiente. Ma lasciate perdere i massimi sistemi e andatevene un po’ tutti a quel paese. “Saranno c**i di Bob Dylan” passerà alla storia come il più grosso vaff**o a tutti quei moralisti che pretendono opinioni e sensibilizzazione da chi evidentemente non ha voglia di riempirsi la bocca di parole vuote, ma piene di retorica. “Sono solo canzonette” di Bennato ve la ricordate? Andatevela a riascoltare e tentate di comprenderne il senso. Perché un personaggio pubblico che nulla ha a che fare con la politica deve assumersi responsabilità di una guerra che non ha scatenato lui?

Perché la poesia non militante, non politica, dovrebbe essere minore rispetto a quella impegnata? Perché forse non gode del plauso della politica? Forse perché di quell’applauso proverebbe solo un grande disprezzo, una grande nausea. E badate, non è anti-politica, ma impolitica. Nausea per l’ipocrisia e, sopra a tutto, per la retorica di cui, chi nasce con il gene della militanza, per horror vacui colma i silenzi che lo imbarazzano, risponde a domande di cui non conosce la risposta vera, ma quella giusta. Dimenticate che Pascoli venne criticato per la sua lontananza da temi politici, dimenticate la critica ai poeti impegnati di Pasolini. Il poeta non ha bisogno di decidere, non è un politico né necessariamente un militante che per raggiungere il proprio scopo sospende la ragione e getta il suo corpo oltre la decisione, sospendendo anche il libero arbitrio. Il poeta non deve nulla, può. Punto. (Continua)

Vuoi che la tua azienda sia il Azienda più quotato a Rome?
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Telefono

Sito Web

Indirizzo


Rome
00135