ReCommon
18/05/2026
L’ultima lite temeraria (SLAPP) è arrivata poche settimane fa, e ne abbiamo parlato di recente.
Ma sono anni che ENI fa quasi un’azione legale all’anno nei nostri confronti. Cambiano i pretesti, cambiano gli strumenti, ma la logica è sempre la stessa: intralciare, intimidire e mettere a tacere chi indaga.
Cosa è successo?
Dicembre 2021. Pochi giorni prima di una puntata di Report sul caso OPL245, il responsabile legale di ENI scrive alla Rai. L’obiettivo è bloccare l’intervista ad Antonio Tricarico e mettere in dubbio la sua “autorevolezza”. La Rai va avanti e manda in onda il servizio.
Maggio 2023. ReCommon e Greenpeace fanno causa a ENI per stabilirne le responsabilità climatiche e accertare eventuali violazioni dei diritti umani fondamentaliÈ la prima causa climatica contro un’azienda privata in Italia. Due mesi dopo, ENI reagisce: convoca le due organizzazioni in mediazione e chiede di non usare più parole come “crimine climatico”.
Ottobre 2024. Dopo il rifiuto della mediazione, ENI cita in giudizio ReCommon, Greenpeace Italia e Greenpeace Paesi Bassi. Vuole che un giudice vieti di associare il suo nome a parole come “crimine” o “omicidio”, addirittura “responsabilità”. Il processo è ancora in corso per Greenpeace Italia e Greenpeace Paesi Bassi.
Ottobre 2024. Antonio riceve una notifica di indagine per diffamazione. Il motivo? Un’intervista del maggio 2024 a Report sul caso Regeni e sui rapporti tra ENI e il governo egiziano di Al-Sisi. Antonio riporta la sovrapposizione temporale tra due eventi. . Per ENI, è abbastanza per chiedere un’indagine penale.
Settembre 2025. Sempre Antonio viene citato ad una mediazione obbligatoria per presunta diffamazione - Il motivo sono altre due interviste rilasciate a Report sugli affari di ENI in Egitto e in Repubblica del Congo. Si raggiunge un accordo: ENI rinuncia ad ogni richiesta di danni da Antonio e ReCommon e ritira anche la denuncia penale.
Gennaio 2026. Eva Pastorelli riceve una diffida, per rettificare informazioni corrette fornite durante la puntata di Report del 14 dicembre 2025. Nella puntata abbiamo parlato dei punti di contatto tra ENI e società o istituzioni Israeliane. Come sempre, abbiamo dato informazioni corrette e documentate. Ma ENI ha comunque scatenato i suoi legali con un’altra mediazione obbligatoria.
Quando una multinazionale usa i tribunali in modo temerario per silenziare il dissenso, non è solo un problema di ReCommon. Riguarda il diritto di tutte e tutti a informare, denunciare e protestare.
Siamo milioni di Davide contro pochi Golia. Uniamo le forze!
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15/05/2026
Sono passati tre anni dalle alluvioni in Romagna e, mentre i luoghi e le persone restano segnati nel profondo, la politica e le istituzioni lontane dai territori agiscono come se nulla fosse accaduto.
Eppure, come abbiamo ricordato qualche mese fa insieme alle attiviste delle Brigate Climatiche, c’è un prima, un durante e un dopo nei territori colpiti da eventi meteorologici estremi come quelli registrati in Emilia-Romagna nel 2023 e 2024.
E soprattutto ci sono anche delle responsabilità, per quanto il tema sia complicato da affrontare.
Ne parliamo nella sezione “Un futuro per niente remoto”, un approfondimento dettagliato su alcuni dei territori colpiti dalle alluvioni del 2023 e 2024. Il tutto è stato sviluppato col contributo di Placemarks, team di esperti nell’analisi di dati e immagini satellitari, ed è completo di documenti originali, video e elaborazioni grafiche create ad hoc.
La sintesi?
I progetti CCS pensati per questi territori sono caratterizzati da sicurezza a rischio, efficacia incerta e grande impatto ambientale. In particolareper il rischio posto dall’interazione con un territorio fragile, già caratterizzato da subsidenza, il processo di abbassamento del suolo (e dunque di innalzamento dei mari) che molti esperti ritengono abbia peggiorato i danni delle alluvioni in Romagna.
Insomma, non possiamo fidarci delle promesse delle corporation fossili.
Noi crediamo che serva di più, e che le persone e i territori debbano essere messi nelle condizioni di confrontarsi sul futuro di questi luoghi che sono un avamposto dei cambiamenti climatici nel nostro Paese.
Esplora la sezione "Un futuro per niente remoto" (link nel primo commento).
11/05/2026
✨ Una newsletter dedicata a una giornata speciale, in occasione di una riccorrenza a cui teniamo davvero molto.
Riflessioni e domande dal palco dell'Uno Maggio Libero e Pensante, a Taranto, insieme a attivistə, giornalistə e artistə che scelgono di restituire alla festa dei lavoratori il suo significato di lotta e di libertà.
In più, segnalazioni di alcune notizie interessanti condivise nei giorni scorsi.
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