Dialogues
Cari amici, in questa puntata dei “Maestri in 60 secondi” vi raccontiamo un capolavoro dell’umanità: parliamo della canestra di frutta, un dipinto realizzato da Caravaggio tra il 1597 e il 1600; è conservato nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano. È considerato uno dei primi dipinti del genere della natura morta. L'opera sintetizza diverse esperienze, quella tardo manierista interessata ai grandi apparati naturali e dall'altro lato, nell'assolutezza della figura che il cesto colmo determina e nell'insolito punto di vista equatoriale, in cui il Merisi afferma un interesse per il soggetto inanimato non più periferico e complementare alla figura umana, ma centrale ed esauriente. I Maestri in 60 secondi è condotto da Claudio Strinati ed è un’idea di Federico Strinati photography , produzione Dialogues. Buona visione! e ricordate di iscrivevi al nostro canale https://www.youtube.com/dialoguesraccontarelarte per gustarvi il nostro fiume di video d'arte e cultura dal divano, dal letto....o da dove volete!
Il Novecento è appena iniziato in Giappone, e l’era Meiji sta per concludersi dopo aver realizzato il suo compito: restituire onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna. Il potere feudale dei daimyo è un pallido ricordo del passato, così come i giorni della rivolta dei samurai a Satsuma, e l’esercito nipponico contende vittoriosamente alla Russia il dominio nel Continente asiatico. Per Nero, il grosso gatto di un vetturino che spadroneggia nel quartiere in cui si svolge questo romanzo, i frutti dell’epoca moderna non sono per niente malvagi: ha un pelo lucido e un’aria spavalda impensabili fino a qualche tempo fa per un felino di così umile condizione. Per il protagonista di queste pagine, invece, un gatto dal pelo giallo e grigio, che i suoi simili sbeffeggiano chiamandolo «Senza nome», le cose non stanno così: dinanzi ai suoi occhi si dispiega tutta l’oscura follia che aleggia in Giappone all’alba del xx secolo. Il nostro eroe vive a casa di un professore che si atteggia a grande studioso e che, quando torna a casa, si chiude nello studio fino a sera e ne esce raramente. Di tanto in tanto il gatto, a passi felpati, va a sbirciarlo e puntualmente lo vede dormire: il colorito giallognolo, la pelle spenta, una bava che gli cola sul libro che tiene davanti a sé. Certo, il luminare a volte non dorme, e allora si cimenta in bizzarre imprese. Compone haiku, scrive prosa inglese infarcita di errori, si esercita maldestramente nel tiro con l’arco, recita canti no¯ nel gabinetto, tanto che i vicini lo hanno soprannominato il «maestro delle latrine», accoglie esteti con gli occhiali cerchiati d’oro che si dilettano a farsi gioco di tutto e di tutti raccontando ogni genere di panzane, spettegola della vita dissoluta di libertini e debosciati… Insomma, mostra a quale grado di insensatezza può giungere il genere umano in epoca moderna… Questo l’incipit di “Io sono una gatto” di Natsune Soseki, per i tipi di Neri Pozza , questa settimana sotto la lente di “Giovedì, un libro”. Buona visione! E soprattutto buona lettura! ricordate di iscrivervi al nostro canale YouTube e di attivare le notifiche cliccando sulla campanella a destra del pulsante “iscritto” per essere sempre aggiornati sulle pubblicazioni dei nostri nuovi video d’arte e cultura!
Cari amici, buona domenica! quest'oggi vi propongo un docufilm dedicato a due artisti straordinari di cui è in corso una bella Mostra al Casino dei Principi curata da me e da Strinati: Manlio Amodeo e Savina Tavano, coppia nella vita e nell'arte. In questo film dal titolo "Il secondo sguardo" raccontiamo la parabola umana ed artistica di due grandi maestri che vi invito a scoprire. Buona visione! regia Federico Strinati photography produzione esecutiva Maria Grazia Londrino Arte produzione generale Dialogues
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