Tre Editori
02/05/2026
ELFI FRATTALI
Gli esseri fatati sono così piccoli che hanno spazio per un solo sentimento alla volta.
--- J.M. Barrie, 'Peter Pan'
Guarda l'albero laggiù, c'è forse da vedere di più? Con la mente osserva e trova, è la stessa prova.
--- Ben Heinz, 'Universo frattale'
'Frattale' è un termine coniato dal matematico Benoît Mandelbrot per descrivere una forma geometrica, in natura o in arte, che può essere separata in parti anche infinitesimali, ciascuna delle quali è una versione a scala ridotta dell’intero. Insomma, guardando bene da vicino, magari con l'aiuto di una grande lente, possiamo spalancare la porta di uno straordinario mondo sinora invisibile, la cui conoscenza totale è razionalmente irragiungibile. Ma la semplice vista dalla soglia è già un miracolo che trasforma l'esistente, e conferma il detto di Ermete Trismegisto: "Quello che sta sopra è uguale a quello che sta sotto."
In ‘Reami degli Elfi’ di Sylvia T. Warner l’immagine frattale dell’Altro Mondo appare in tutta la sua smagliante realtà attraverso regni fatati che sono tanto numerosi come quelli umani nel XIX secolo, e altrettanto diversi. Ognuno con infinite storie da raccontare...
http://treditori.com/reami.htm
(L'immagine è un’opera di Arthur Rackham)
27/04/2026
LE PRIMAVERE DI STRAVINSKIJ
‘A te, Venezia,
l’ultimo canto,
l’ultimo bacio,
l’ultimo pianto!’
--- ‘L’ultima ora di Venezia’, di Arnaldo Fusinato
"Un giorno, in modo assolutamente inatteso (...) intravidi nell'immaginazione lo spettacolo di un grande rito sacro pagano: i vecchi saggi, seduti in cerchio, osservano la danza di morte di una vergine che essi stanno sacrificando per propiziarsi il Dio della Primavera."
--- I. Stravinskij spiega come gli venne l'idea del balletto 'La sagra di Primavera'
"Questa sinfonia è composta per la gloria di Dio".
--- dedica di Stravinskij nella 'Sinfonia dei Salmi'
Si tramanda che l'ottantanovenne Igor Stravinskij - morto cinquantacinque anni fa a New York, e sepolto nell'amata Venezia cui dedicò un appassionato 'Canticum' - poco prima della fine raccontasse un sogno che aveva fatto e del quale ricordava solo che a un certo punto aveva esclamato: "Ho fede nella Resurrezione dei corpi!". Frase che l'artista che accese lo spirito del Novecento non sapeva del tutto spiegarsi, malgrado fosse rinato al cristianesimo molti anni prima, e dalla Russia pagana della 'Sagra di Primavera' (1913) fosse approdato alla 'Messa' (1944), una delle pochissime opere che non gli vennero commissionate ma frutto di una vera esigenza spirituale - Un'altra primavera.
E' stato recentemente ritrovato al conservatorio di San Pietroburgo lo spartito del 'Canto funebre' del grande compositore russo, scritto nel 1908 in memoria del suo maestro Rimsky-Korsakov il quale gli ispirerà, due anni dopo, il rivoluzionario 'Uc***lo di fuoco', il magico volatile che torna per salvare il mondo dal Male: La Fenice pagana, che nel pensiero cristiano è divenuta il simbolo della Resurrezione.
www.treditori.com/casanova-ultimo.htm
(L'immagine: Sandro Botticelli, particolare della 'Primavera', e un'opera di Deborah Turbeville)
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