Neurochirurgo Raffaelino Roperto

Neurochirurgo Raffaelino Roperto

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28/05/2026

🚑TRAUMI DERIVANTI DA INCIDENTI - QUANDO INTERVIENE IL NEUROCHIRURGO

🚨Il neurochirurgo interviene in urgenza per trattare i traumi del sistema nervoso centrale e periferico causati da incidenti, che comprendono:
>Traumi Cranici - gestione di ematomi ed emorragie cerebrali, riduzione della pressione intracranica e riparazione delle fratture craniche esposte o depresse.
>Traumi Vertebrali e Midollari - stabilizzazione chirurgica di fratture e lussazioni della colonna vertebrale e decompressione del midollo spinale per prevenire o limitare danni neurologici permanenti.
>Lesioni Nervose - riparazione chirurgica di lesioni o lacerazioni dei nervi periferici, che possono derivare da tagli profondi o forti impatti (ad esempio in un incidente stradale).

📝L'intervento del neurochirurgo diventa un'emergenza salvavita in presenza di emorragie interne, ematomi (es. epidurale o subdurale), fratture craniche esposte o lesioni vertebrali che comprimono le strutture nervose e midollari.

🔬La sua valutazione e l'eventuale ricorso immediato ad un intervento di chirurgia sono necessarie quando gli esami diagnostici (TC o Risonanza Magnetica) evidenziano una situazione estremamente preoccupante.

👉Il ruolo del neurochirurgo è pertanto fondamentale nella diagnosi tempestiva, negli interventi chirurgici salvavita (come la decompressione o la rimozione di ematomi) e nel trattamento delle lesioni spinali per ridurre al minimo le disabilità permanenti.

19/05/2026

👉MAV CEREBRALI: QUALE E' IL RISCHIO DI SANGUINAMENTO?

💬Le MAV (Malformazioni Artero-Venose ) sono rare anomalie vascolari congenite, solitamente non ereditarie - a carico del sistema nervoso centrale, encefalo e midollo spinale - consistenti in un’anomala connessione tra vasi arteriosi e venosi senza la interposizione del sistema capillare.

📊Il rischio annuo di sanguinamento (rottura) di una MAV cerebrale non trattata si aggira solitamente tra il 2% ed il 4%.

🔃Possono aumentare o diminuire questo rischio, i seguenti fattori:
➡Se la MAV ha già causato un'emorragia, il rischio di un nuovo sanguinamento nei primi anni successivi aumenta notevolmente.
➡Le MAV di piccole dimensioni sembrano avere un rischio di rottura leggermente superiore rispetto a quelle grandi, poiché i vasi sono sottoposti ad una pressione maggiore.
➡La posizione precisa della malformazione può comportare un rischio maggiore di rottura o rendere più pericolose le conseguenze dell'emorragia.
➡Il modo in cui il sangue esce dal "nido" della MAV (il groviglio di vasi) influisce sulla stabilità della struttura.

🧠Quali sono i sintomi, in caso di sanguinamento, delle MAV cerebrali?
📝I sintomi più comuni includono: mal di testa improvviso e molto forte, nausea, vomito, confusione o improvvisi deficit neurologici (come debolezza, problemi alla vista o difficoltà nel parlare).

👨‍⚕️La gestione di una MAV cerebrale, in caso di sanguinamento, deve essere discussa attentamente con un team di specialisti. A tal proposito, è fondamentale rivolgersi ad un neurochirurgo per una valutazione personalizzata del rischio.

☑La prima fase prevede la stabilizzazione clinica; successivamente l'obiettivo primario diventa l'eliminazione totale della MAV per prevenire recidive.

🔬Le strategie di intervento includono tre approcci principali, spesso combinati tra loro:
➡Microchirurgia - Rimozione diretta della MAV, specialmente se localizzata in aree non critiche del cervello.
➡Embolizzazione endovascolare - inserimento di un catetere (di solito dall'arteria femorale) fino al cervello, per iniettare sostanze o spirali che bloccano il flusso sanguigno nei vasi anomali. Spesso precede l'intervento chirurgico per ridurre il rischio di sanguinamento durante l'operazione.
➡Radiochirurgia stereotassica (es. Gamma Knife) - utilizzo di fasci di radiazioni ad altissima precisione diretti sulla MAV per distruggere i vasi malati e far formare del tessuto cicatriziale negli anni successivi. Viene impiegata per MAV piccole o situate in aree cerebrali profonde e difficilmente operabili.

04/05/2026

☑️Il torcicollo spastico (o distonia cervicale) è un disturbo neurologico cronico caratterizzato da contrazioni muscolari involontarie e sostenute dei muscoli del collo. Dal punto di vista clinico può manifestarsi con rotazione (torticollis), inclinazione laterale (laterocollis), flessione anteriore (anterocollis) o estensione (retrocollis) del capo, spesso in combinazione tra loro. A questi movimenti si associano frequentemente dolore intenso, rigidità nucale e, nei casi più avanzati, una significativa compromissione della qualità di vita. Non è raro osservare anche tremore distonico e la presenza di “gesti antagonisti” (sensory tricks) che temporaneamente riducono la postura anomala.

📋Il trattamento di prima linea è rappresentato dall’iniezione di tossina botulinica nei muscoli coinvolti, generalmente ogni 3-4 mesi, con l’obiettivo di ridurre l’iperattività muscolare ed il dolore. A questo si associano fisioterapia mirata e, in casi selezionati, terapia farmacologica sistemica.

🔬Nei pazienti in cui la terapia conservativa perde efficacia o diventa insufficiente, si può ricorrere alla chirurgia. Tra le opzioni disponibili, la rizotomia intradurale selettiva rappresenta una tecnica mirata che agisce direttamente sull’output motorio patologico. L’intervento prevede un accesso alla giunzione cranio-cervicale con apertura della dura madre e l’identificazione delle radici nervose cervicali (principalmente C1–C3) e delle componenti del nervo accessorio coinvolte nell’innervazione dei muscoli distonici.

👉Mediante monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio, le singole rootlets vengono stimolate per individuare quelle responsabili delle contrazioni anomale; queste vengono quindi sezionate in modo selettivo. L’obiettivo è interrompere i circuiti efferenti patologici preservando quanto più possibile la funzione motoria fisiologica. Si tratta di una chirurgia fine, che richiede un equilibrio tra efficacia clinica e prevenzione di deficit, e che viene riservata a casi accuratamente selezionati.

📉Quando la terapia medica non è più in grado di controllare i sintomi, la soluzione chirurgica diventa quindi un’opzione concreta per migliorare dolore, postura e qualità di vita.

🔹Il caso di questa mia paziente (riportato nell'infografica) è emblematico: la terapia prescritta non risultava più sufficiente ad evitarle dolore e problemi di postura. Pertanto si è deciso di procedere chirurgicamente.
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https://dottorroperto.com/torcicollo-spastico-casi-clinici/

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