Prof. Francesco Peverini - Medicina Interna
02/04/2023
LA MALNUTRIZIONE NEL PAZIENTE CRONICO O ONCOLOGICO – LA CACHESSIA
Prof. Dott. Francesco Peverini
03.04.2023
La è una condizione comune, poco riconosciuta e insufficientemente trattata nei pazienti affetti da croniche e , sia ricoverati che al proprio domicilio.
La malnutrizione correlata alle varie patologie si manifesta a causa di un ridotto apporto dietetico, , aumento delle perdite di nutrienti o richieste metaboliche alterate.
Uno screening nutrizionale di routine dovrebbe essere effettuato in tutti i pazienti cronici e oncologici.
A seconda della e dello stadio di una malattia oncologica, la malnutrizione è stata stimata in circa il 30-50% dei pazienti ed è associata ad aumento della mortalità e dell’incidenza di .
I pazienti a rischio sono in particolare quelli affetti da malattia neoplastica del (77%), ed (69%), (62%), dell’apparato (60%) e del distretto testa-collo (48%).
La malnutrizione avanzata nei malati oncologici può essere definita con il termine .
Questo termine significa che l’individuo si trova in una condizione di profondo , consistente in perdita di peso e inappropriata nutrizione (malnutrizione).
Questo è il risultato di più cause che agiscono in una complessa interazione tra la malattia di base, le alterazioni metaboliche correlate alla malattia stessa e la concreta ridotta disponibilità di per l’organismo.
Importante l’apporto idrico ( del paziente).
Le cause sono fondamentalmente una ridotta assunzione di cibo per o difficoltà digestive (ad esempio per effetti delle terapie) o un alterato degli o un aumento delle perdite di nutrienti (in caso di prolungata diarrea o aumentata perdita delle masse muscolari); spesso assistiamo alla combinazione di tutti questi fattori.
La Cachessia (cancer-related anorexia-cachexia syndrome o ), è una complessa che accompagna una malattia primaria cronica quale la malattia oncologica ed emato-oncologica, alcune malattie croniche internistiche ( , cronica, ), malattie infettive croniche quali l’AIDS ed è caratterizzata da progressiva perdita della massa muscolare e/o di massa grassa.
L’aspetto clinico preminente è la perdita di peso. Uno stato di cronica, resistenza all’insulina e aumentato delle del tessuto sono condizioni frequentemente associate.
Importante: la cachessia non è la perdita di tessuto muscolare correlata all’età ( ) o il deficit nutrizionale associato alla , alla sindrome da malassorbimento, all’ .
La definizione “cachessia neoplastica” comprende sia i veri casi di deperimento organico oncologico che i casi di carenza nutrizionale da cause specifiche, ancorché oncologiche, come l’ostruzione del tubo digerente, la tossicità di un trattamento o , oppure un malassorbimento intestinale (in questo caso si parla di cachessia secondaria). Tale differenza contempla un atteggiamento terapeutico differenziato.
Nella malnutrizione in corso di patologia oncologica, una carenza, un eccesso o uno sbilanciamento di apporto energetico e assunzione di corrette quantità di proteine e altri nutrienti, provoca effetti sfavorevoli misurabili direttamente con il danneggiamento dei singoli tessuti tessuto o del corpo (forma, dimensione e composizione del corpo), con esiti importanti anche sulla funzione organica generale.
L’European Society for Clinical Nutrition and Metabolism ha pubblicato linee guida che raccomandano lo screening nutrizionale in tutti i malati di cancro.
Più recentemente, anche il Ministero della Salute ha pubblicato Linee guida ufficiali per i percorsi nutrizionali per i malati oncologici.
Tuttavia, nonostante queste raccomandazioni, la malnutrizione rimane spesso trascurata e anche se diagnosticata non viene trattata in circa il 50% dei casi.
La nutrizione è un fattore centrale nel paziente oncologico: influenza l’andamento della , può condizionare i , contribuisce a migliorare la risposta e il dopo il trattamento antineoplastico, mostrando quindi un forte impatto sulla qualità della vita e sulla della malattia.
Una delle principali caratteristiche degli effetti di una alterazione nutrizionale in corso di patologia oncologica è rappresentato dalla riduzione delle masse muscolari, definita inizialmente come sarcopenia (termine che deriva dal greco e significa: mancanza di carne ed è intesa come mancanza o perdita di muscolo), fortemente associata a ridotta capacità funzionale, totale dell’individuo, maggiore incidenza di ̀ per la , aumento dei ricoveri e del tasso di complicanze, nonché incremento della mortalità.
Lo e la valutazione del , da attuare fin dalle prime visite oncologiche, consentono la diagnosi precoce di una eventuale malnutrizione o evidenziano il rischio di modificazioni patologiche di parametri metabolici come la o il quadro lipidico a causa di determinati farmaci che si rendono necessari alle cure, spesso associati ad un indesiderato aumento del grasso corporeo o alla comparsa – aggravamento di patologie come il Diabete.
Un pronto intervento nutrizionale volto a prevenire il deterioramento muscolare o l’aumento patologico di tessuto adiposo, richiede una valutazione proattiva delle alterazioni cliniche che si verificano prima della diagnosi, durante i trattamenti e nel decorso della malattia ed è essenziale per selezionare un adeguato intervento specialistico, che non è quindi solo nutrizionale ma clinico, per ottenere in sintesi un miglior impatto sui risultati dei pazienti.
L’intervento precoce personalizzato di tipo Internistico ha il potenziale per migliorare la composizione corporea e l’efficacia del trattamento e come risulta da numerose prove scientifiche è un intervento adiuvante fondamentale, con la probabilità di migliorare la prognosi della malattia stessa.
Il 20% dei pazienti oncologici rischia severe complicanze o la vita stessa per le conseguenze della protratta malnutrizione ed anche una volta chiuso il programma oncologico di terapia e , i pazienti dovrebbero sforzarsi di mantenere un peso sano ed evitare un eccessivo aumento di peso per tutta la vita, bilanciando l'apporto calorico con .
I soggetti o in devono sforzarsi di ridurre progressivamente il peso e di conseguenza raggiungere un equilibrio sano. L'obesità e la sindrome metabolica potrebbero essere fattori di rischio indipendenti per la recidiva e per la riduzione della in pazienti con alcune tipologie di , come quella mammaria e gastrica. L'elevato consumo di carne rossa è esso stesso associato a un aumento del rischio di cancro mentre è sempre suggerito un corretto apporto di e .
Nonostante l’intervento in ambito metabolico e nutrizionale sia ampiamente riconosciuto come essenziale, questo processo diagnostico terapeutico in affiancamento all’azione dell’Oncologo non è facilmente accessibile a tutti i pazienti.
Nutrizione e svolgono un ruolo cruciale nella cura multimodale di molte patologie croniche e oncologiche.
Solide evidenze indicano che gli aspetti nutrizionali dovrebbero essere presi in considerazione sin dal momento della diagnosi, all'interno di un percorso diagnostico e terapeutico e dovrebbero essere gestiti parallelamente ai trattamenti medici e .
Tuttavia, in tutto il mondo, la malnutrizione legata alle più diffuse e alle patologie oncologiche è ancora largamente sottovalutata e sottostimata nella pratica clinica quotidiana.
Data l’incidenza del rischio di carenze nutrizionali, di sarcopenia e di cachessia, di alterazioni metaboliche e disordini alimentari nel paziente cronico e in particolare nel paziente oncologico, un approccio di tipo Internistico in collaborazione integrata con l’equipe oncologica, con azioni mirate e sull’alimentazione e sulle eventuali , appare oggi vitale per migliorare la qualità dell’assistenza in , l’efficacia del trattamento e infine ridurre le complicanze e migliorare la sopravvivenza e la qualità della vita.
BIBLIOGRAFIA
ESPEN practical guideline: Clinical Nutrition in cancer. M. Muscaritoli et al. Clinical Nutrition (2021) Vol. 40 - 2898
From guidelines to clinical practice: a roadmap for oncologists for nutrition therapy for cancer patients. M. Muscaritoli et al. Ther Adv Med Oncol (2019) Vol. 11: 1–14
Prof. Dott. Francesco Peverini
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