FreudAsana

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24/02/2026

La Corteccia Insulare: la Sede del Sé Incarnato

Dove nasce biologicamente la sensazione di "esistere" e che impatto può avere lo yoga su questo?

Dove risiede la sensazione di essere "noi stessi"?

Una parte fondamentale della risposta si trova nella Corteccia Insulare, l'area del cervello che integra i segnali sensoriali provenienti dall'interno del corpo.

Nelle persone che hanno vissuto eventi traumatici o periodi di forte ansia, l'attività dell'insula può risultare alterata: il corpo diventa un estraneo o una fonte di minaccia. Lo yoga interocettivo agisce direttamente su quest'area, riattivando il dialogo tra i visceri e la corteccia.

Recuperare la precisione dei segnali interocettivi (sentire il battito, il respiro, la pressione interna) significa ricostruire i confini del Sé.

Non è solo esercizio fisico, è un processo di riappropriazione del proprio spazio soggettivo attraverso la biologia.

Prova a chiudere gli occhi e a sentire il peso del tuo corpo sul suolo. Quella sensazione di "esserci" è il lavoro della tua corteccia insulare.

18/02/2026

Oltre il Conflitto: GABA e l'Equilibrio tra Eccitazione e Inibizione

L'equilibrio psichico richiede un equilibrio biochimico tra stimoli eccitatori e inibitori. Il glutammato spinge all'azione, mentre il GABA (acido gamma-amminobutirrico) invita alla calma e all'integrazione. Uno squilibrio verso l'eccitazione si traduce spesso in stati di ansia cronica e tensione muscolare costante.

La ricerca clinica mostra che le pratiche che uniscono movimento consapevole e respirazione diaframmatica aumentano la sintesi di GABA. Questo non cancella i conflitti interni, ma fornisce al cervello il "supporto chimico" necessario per non esserne sopraffatti.

In altre parole lo yoga, soprattutto se utilizzato in un percorso con finalità terapeutiche aiuta a rinforzare la funzione di contenimento dell'Io: un sistema nervoso ben regolato permette di osservare i propri contenuti profondi senza esserne invasi.

La pratica è un atto di regolazione biologica. Come si sente la tua mente dopo aver lavorato sul ritmo del respiro?

28/01/2026

La Chimica della Calma: Yoga e GABA

Perché dopo una pratica di yoga o una sessione di respirazione consapevole ci sentiamo "diversi"? La scienza ci dice che non è una suggestione.

Studi di neuroimaging hanno dimostrato che la pratica costante aumenta i livelli di GABA (acido gamma-amminobutirrico) nel talamo. Il GABA è il principale neurotrasmettitore inibitorio del nostro sistema nervoso: agisce come un freno naturale contro l'ansia e l'iper-eccitazione dei circuiti della paura (come l'amigdala).

Mentre lavoriamo sul tappetino con la presenza mentale, stiamo letteralmente cambiando la nostra chimica cerebrale. Non stiamo solo muovendo il corpo; stiamo fornendo alla psiche le molecole necessarie per elaborare le tensioni profonde. È una forma di farmacia endogena che sostiene il nostro equilibrio emotivo.

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