Colpa di Roma
09/04/2026
Sospiro,
un pò per noia
e un pò perché la monotonia ha il suo fascino.
Ci lamentiamo del fatto che tutto sembra uguale
ma alla fine non facciamo nulla per migliorare.
Siamo cosi Noi,
i primi critici della vita altrui
e i primi autolesionisti della vita propria.
Parliamo a gesti
perché conosciamo quanto può far male una parola
anche se sottovalutata.
Abbiamo incominciato ad amare la pioggia
quando da bambini capimmo che per essere ribelli non sarebbe bastato solo un ombrello per coprirci le spalle.
Nulla è semplice.
Fin da bambini,
dai primi passi fino a saper allacciarsi le scarpe.
Dal primo scusa fino al primo voto a scuola.
Dalla prima carezza al primo ti odio.
Niente è facile,
l’età non è facile,
il lavoro neanche a parlarne,
la scuola è il primo suicidio giornaliero.
Non è facile neanche una vacanza,
una canzone,
un piatto di pasta.
Figurarsi te,
me,
quanto non siamo facili.
Due mondi uguali
ma con diverse esperienze.
Stesso cielo
ma con diverse nuvole.
Non ci guardiamo mai negli occhi.
Tu mi guardi mentre io sono distratto
e io di conseguenza faccio lo stesso.
07/04/2026
Chiusi, dentro ad una stanza da soli. A fissare il muro con la paura di guardarsi dentro. Evitiamo il nostro riflesso come le pozzanghere sui sampietrini, mentre percorriamo in solitaria via del corso con piazza del popolo che passo dopo passo se ne va via dietro le nostre spalle. Chi sono? Me lo domando mentre il mio cuore è ormai rotto. Fisso il pavimento come se stessi guardando la fine dell’ultima puntata della mia serie tv preferita; in realtà sto guardando la mia, dimenticandomi che ne sono il protagonista. Non rispetto il copione del mio personaggio. Non esterno tutto, faccio confusione nelle risposte, mi pento di scelte che non avrei mai voluto fare. Solo, sempre solo dentro a questa stanza da ore con questa luce bianca che illumina le mie imperfezioni. Rovino tutto. Rovino me perché non mantengo i punti. Rovino noi perché sono cresciuto dentro l’unica fiaba dove una morale non esiste. O tutto, o niente. E mi prendo il niente da questo tutto. Gioco d’anticipo, per evitare di farmi male. Ma male già ci sto. Dentro ‘sta stanza, dentro la tua vita. Ora mi trovo al Colosseo. Sono sopravvissuto, mi dico. Poi riapro gli occhi. Di nuovo dentro ‘sta stanza. Di nuovo con il cuore a mille. Che sarà di me un giorno?
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