Alessandro Perrotta
Chi ascolta il mio discorso poetico?
Chi c'è all'orizzonte?
Vedo ragazzi non ancora nati,
uomini liberi affrancati
dall'ideologia del successo,
menti senzienti e cuori pensanti,
non utopie ma anime viventi.
So vedere lontano, è la mia natura,
i miei occhi sono fanali
sempre accesi sul mondo,
chiedono al tempo lungimiranza.
A. P. dalla raccolta EFFEMERIDE (365 poesie), in corso d'opera.
Il riso è ciò che mi è mancato
per tanti, troppi anni,
come a un immenso deserto
manca l'acqua.
Ma il mio cuore non è una landa desolata,
un luogo da cui rifuggire,
ora è fertilizzato dalla consapevolezza,
dagli anni maturi come fiori.
A ridere, giocare,
s'impara ridendo e giocando,
usando la leggerezza
come strumento di vita,
avvertendo il riso
come valore creativo,
acqua per il deserto.
A. P. (Febbraio 2023 - dalla raccolta EFFEMERIDE, in corso d"opera)
Vaghe stelle dell'Orsa,
vi cercherò nella notte lucente,
per rimirare la vostra bellezza,
perché di voi conosco l'eternità,
la certezza di esserci
oltre i cambiamenti, le innovazioni,
e nel mio piccolo giardino
io scopro nuove gioie,
mai vissute da bambino
perché negato a voi.
La mia nuova vita
vi reclama.
A. P. (Febbraio 2023 - dalla raccolta EFFEMERIDE, in corso d"opera)
La mia poesia non è un pourparler,
ma un invito al silenzio,
una lunghissima presa di coscienza,
dove la vita è il campo di battaglia
privilegiato per sperimentare
se stessi nella dimensione interiore.
Non cerchiamo la parola per la parola,
ma la comprensione nell'osservazione muta,
lontana da ogni imposizione
sull'altro e viva nella libertà.
Siamo felici di parlare
solo quando sappiamo di donarci.
A. P. (gennaio 2023) dalla raccolta EFFEMERIDE, in corso d"opera.
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