Libreria Riminese
29/05/2026
Con parole semplici è molto più di un saggio: è una storia di vita, di scrittura, di amore per le parole. Attraverso ricordi, letture e incontri, Richard Ford ci racconta come si è avvicinato alla letteratura, i testi e i pensieri che l’hanno ispirato, a partire dal suo esordio, A Piece of My Heart, fino a Sportswriter, in cui compare Frank Bascombe, protagonista dei cinque libri che, come è stato scritto, “hanno cambiato la letteratura americana”. Da una giovanile diffidenza verso la politica intesa come schieramento manicheo, Ford giunge a riconoscere che ogni narrazione, anche la più privata, possiede inevitabilmente una dimensione politica, perché esamina il rapporto conflittuale tra individuo e comunità. In un viaggio illuminante attraverso alcuni episodi della sua vita e i primi passi come romanziere, Ford ci conduce dal Mississippi segregazionista e ipocrita, il luogo in cui è nato ma da cui ha voluto staccarsi, al Messico, all’America rurale del Wyoming e al New Jersey. Un percorso che è al tempo stesso esistenziale e letterario perché ricostruisce il legame tra vita personale e narrativa, indagando le modalità di espressione, le molte sfumature che si nascondono nelle singole parole, le “briciole sparse lungo il sentiero tracciato dagli scritti precedenti” e i “dati grezzi” immagazzinati come patrimonio da utilizzare nei suoi lavori futuri.
Con ironia e leggerezza, Ford ci racconta il senso di essere uno scrittore e ciò che il romanzo può e deve continuare a essere oggi: una forma di verità, di esplorazione del vivere, in cui il personale e il politico si intrecciano indissolubilmente. 📘📚📖❤️ ✨ .riminese
29/05/2026
Ci sono uomini che per tutta la vita non fanno altro che rincorrere se stessi. Convinti che il futuro, quando arriverà, potrà ricompensarli della fatica. Toschi è uno di loro: il suo mondo inizia e finisce nell'azienda di ceramiche di cui è proprietario. Ha poco tempo da dedicare alla famiglia, solo nei fine settimana riesce a caricare in macchina moglie e figlio per rifugiarsi nella casa in montagna. Le notti che passa tra quelle mura, però, anziché dargli un po' di tregua, lo proiettano in una dimensione dove ogni sua scelta sembra chiedergli il conto. Sarà proprio in quel limbo tra il sonno e la veglia, districandosi tra simboli e presagi, che si avvicinerà a un'imprevedibile rivelazione.
La casa del dormiveglia racconta di un lavoro che mangia l'anima, e che spinge a dubitare di qualsiasi cosa - anche della propria ombra. Perché quando tutto comincia ad andare a rotoli, le possibilità sono sempre e soltanto due: provare a reagire o abbandonarsi alla caduta. 📘📚📖❤️ ✨ Libreria Riminese
28/05/2026
«A piedi o a pedali, con il sole o con la pioggia, nel torrido dell'estate o nel gelo dell'inverno, nella luce della primavera o nella nebbia dell'autunno, vado per le città, le periferie, le campagne urbane, le colline e i monti. Vado incontro alle stagioni, pronto a rinnovare un'atavica curiosità alimentare. Noi, raccoglitori del XXI secolo, siamo capaci di trasformare una passeggiata o una pedalata vicino casa in un lungo viaggio alle origini della nostra natura nomade ed erbivora». Crespigno e cicoria, rosolaccio e malva; e poi rucola, parietaria, borragine, strigolo e farinello, portulaca e senape. Nomi antichi e insieme familiari, erbe comuni, ma non coltivate; cercate con pazienza e curiosità nei luoghi in cui crescono spontanee, inseguite in giro per l'Italia, e poi gustate con semplicità, ritrovando vecchie ricette e proponendone di nuove, recuperando e rinnovando una tradizione povera ma preziosa e insieme un modo particolare di guardare alla vita. Perché andare per erbe è un'arte, che ha bisogno di pratica e conoscenza, ma anche della giusta attitudine: aperta all'imprevisto, disponibile all'avventura. Con questo spirito intraprendiamo un viaggio alla scoperta delle erbe selvatiche e dei luoghi che occupano: saremo a Roma, dove i fiori bianchi della carota crescono attorno al Teatro Marcello; a Milano, dove le malve prorompono tra i cementi dei Navigli; a Napoli, dove i capperi punteggiano la discesa del Petraio; a Palermo, dove il fi*****io borda l'Acchianata di Monte Pellegrino. Ma più spesso questa viandanza ci porterà in periferia, ai margini degli abitati, nelle aree industriali dismesse, tra gli edifici abbandonati, in spazi che guardiamo di sfuggita, ma che nascondono tesori sorprendenti: qui le erbe bucano asfalti e cementi, si sporgono da grondaie e cornicioni, risalgono muri e recinzioni. Un collettivo vegetale: silenzioso, autarchico, ribelle e indomito. Perché la bellezza vegetale – scrive Fabio Fiori – è democratica, si regala nei parcheggi delle città padane come nei campi delle colline appenniniche, negli spiazzali dei paesi meridionali come nelle macchie delle coste mediterranee. 📘📚📖❤️ ✨ .riminese
27/05/2026
Venite a conoscere le sorelle Mikkola. Ina, ordinata, rigorosa, insomma una maniaca del controllo. Evelyn, che incanta tutti in un batter d'occhio, sicura di sé, ma sempre in fuga. Anastasia, lunatica, turbolenta, in testa fin troppe direzioni per sceglierne una. Vedrete poi Jonas che le segue da lontano. Come le sorelle, è svedese-tunisino, cresciuto a Stoccolma e alla ricerca di nuovi orizzonti. Le loro vite si intrecciano attraverso gli anni e i continenti, mentre tentano di sottrarsi a una misteriosa maledizione... Le sorelle Mikkola: Jonas le sente nominare per la prima volta dai suoi genitori mentre costruisce il suo castello di Lego, a cinque o sei anni. Il suono di quel cognome è strano, non gli sembra svedese, né francese, la lingua che i suoi usano per le faccende serie. Pare che le sorelle siano figlie di una vecchia amica del padre di Jonas, e che insieme a lei si trasferiscano di continuo per «allontanarsi», non si capisce bene da cosa. Sarà solo sette anni piú tardi che Jonas conoscerà le Mikkola, quando andranno a vivere nel suo quartiere di Stoccolma. Svedesi-tunisine proprio come lui, da ragazzine Ina, Evelyn e Anastasia sono un mondo intero da scoprire. Parlano inglese tra di loro, sono dirompenti, inarrivabili per i coetanei - quindi vittime delle dicerie piú disparate - e tutto tranne che ordinarie: Ina è una fuoriclasse del basket seria e rigorosa, Evelyn una sognatrice che distribuisce aneddoti ipnotici, Anastasia una presenza vulcanica e confusionaria. Le sorelle Mikkola esercitano un fascino irresistibile su Jonas che, a parte alcuni brevi e mai dimenticati momenti, si accontenta di seguirle da lontano fin dal primo incontro, e per i decenni a ve**re, rincorrendo le loro tracce tra feste di Capodanno, corsi di arabo, crisi esistenziali, amicizie perdute e amori ritrovati, dalla Svezia alla Germania, dalla Tunisia agli Stati Uniti. Mentre cerca di diventare adulto tra un'ingombrante figura genitoriale e mille difficoltà, Jonas si tiene stretta una certezza: qualcosa di molto profondo lo lega alle sorelle Mikkola, forse un'eredità culturale, un percorso comune, un destino. O magari una misteriosa maledizione. 📘📚📖❤️ ✨ .riminese
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