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04/02/2026
Indossata dai piloti americani durante la Seconda Guerra Mondiale, la giacca da bombardiere è un capo d’abbigliamento carico di storia e significato.
I Boeing B-17 e B-24 impiegati dalle United States Army Air Forces nelle campagne di bombardamento strategico diurno contro obiettivi industriali, civili e militari tedeschi volavano a quote superiori ai 7.000 metri. Gli aerei non erano pressurizzati né riscaldati e le temperature potevano scendere ben al di sotto dei –30°C.
Per resistere a condizioni così estreme, i piloti avevano bisogno di una giacca estremamente calda, robusta e funzionale: nasce così questo tipo di giacca in shearling (pelle di montone o agnello tosato da poco), diventata poi un’icona senza tempo, ancora oggi amatissima.
La B-9, rispetto ai modelli precedenti, rappresentava un’evoluzione tecnica: più leggera, più confortevole e pensata per offrire maggiore libertà di movimento negli spazi ristretti delle cabine di pilotaggio. I grandi colli in shearling non erano solo estetici: potevano essere sollevati per proteggere il volto dal gelo durante le missioni più dure.
Curiosità interessante: durante la Seconda guerra mondiale queste giacche non furono indossate esclusivamente dagli equipaggi dei bombardieri ad alta quota. La loro eccezionale protezione contro freddo, vento e umidità le rese presto apprezzate anche da ufficiali e personale operativo a terra. Nate come puro strumento funzionale, le shearling jacket finirono per incarnare l’immagine stessa dell’aviatore: pratiche, robuste e cariche di carattere.
Oggi, la Schott-NYC B-9 Made in USA riprende fedelmente quello spirito: un capo nato per la guerra, diventato leggenda, e arrivato fino a noi senza perdere un grammo del suo carattere originale.
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