Radicali Rimini
26/11/2025
🌹 Ieri le associazioni radicali territoriali si sono incontrate per una giornata di confronto aperto, analisi, dibattito.
Tre panel:
⛓️💥 Carcere e decreti sicurezza
🏠 Crisi abitativa
🔴 Sicurezza e zone rosse
Siamo convinti del valore del nostro attivismo, siamo orgogliosi della tradizione da cui proveniamo e siamo pronti a darle continuità e futuro ma questo sarà possibile soltanto se saremo in grado di capire il presente e problematizzarlo.
Dobbiamo avere il coraggio di agire nei territori, essere presidio di libertà e diritti nelle nostre città e presenza fastidiosa e urticante per quella politica vecchia e affamata di potere e di incarichi, di consenso e di ruoli di comando.
Siamo radicali, e forse questo è qualcosa. Agiremo nelle nostre città e attraverso di esse cambieremo il paese. Perché ne siamo convinti:
Radicali nei territori significa libertà nel paese!
14/11/2025
🌹 RADICALI NEI TERRITORI, LIBERTÀ NEL PAESE
Una giornata in cui alcune associazioni radicali territoriali si ritrovano per confrontarsi, condividere buone pratiche e progettare la prossima azione politica.
Parleremo di carcere, crisi abitativa e sicurezza: grandi questioni comuni ai nostri territori, alle quali può arrivare una risposta altrettanto comune e, soprattutto, radicale.
📅 DOMENICA 23 NOVEMBRE
🕥 DALLE ORE 10:30 ALLE 18:00
📍 ELF TEATRO – Milano, Via S. Gerolamo Emiliani, 1 (Metro: Porta Romana)
Ti aspettiamo, l’ingresso è libero! 📣
11/10/2025
+++PENA DI MORTE: NESSUNO TOCCHI CAINO, 10 OTTOBRE PORTI ATTENZIONE SU ESECUZIONI IN IRAN +++
ADN0688 7 EST 0 ADN EST NAZ Roma, 09 ott. - (Adnkronos) - L'associazione Nessuno tocchi Caino, in vista del 10 ottobre giornata mondiale contro la pena di morte, richiama l'attenzione sull'escalation di esecuzioni registrate in Iran. Sono infatti oltre 1200 le esecuzioni registrate da inizio anno secondo il monitoraggio quotidiano delle notizie da parte di Nessuno tocchi Caino. ''Un'ondata che non ha precedenti negli ultimi decenni- ha dichiarato Elisabetta Zamparutti, tesoriere di Nessuno tocchi Caino- con un'intensificazione dell'uso della pena di morte anche e soprattutto a fini repressivi di ogni forma di dissenso''. "Una pratica vergognosa per la stessa teocrazia che dà conto ufficialmente delle esecuzioni solo nel 10% dei casi - spiega l'associazione - Per il resto sono le organizzazioni non governative a rivelare le cifre della macchina della morte. A essere puniti sono innanzitutto comportamenti legati alla droga: il 50% dei giustiziati lo sono per questo tipo di reati, nonostante la pena di morte in questi casi debba essere esclusa secondo il diritto internazionale. Così come, nonostante il divieto assoluto di giustiziare chi era minorenne al momento del fatto, l'Iran a oggi ne ha impiccati almeno 5. Sono riprese le esecuzioni compiute in pubblico: almeno 8 da inizio anno. Le donne giustiziate sono state almeno 39. Ad essere maggiormente perseguitati sono i dissidenti politici, i manifestanti, le donne e le minoranze etniche (curdi, baluchi, afghani). Almeno 18 i giustiziati con l'accusa di collaborazionismo con Israele. Un ritmo di esecuzioni in costante crescita tanto tremendo quanto la recente rivendicazione e l'elogio da parte dei media e delle autorità iraniane del un massacro compiuto dai Mullah nel 1988 quando vennero giustiziati, in un breve lasso di tempo, oltre 30.000 oppositori politici. Esecuzioni e condanne a morte pronunciate da tribunali che procedono al di fuori dei principi del giusto processo, che ricorrono alla tortura per estorcere confessioni. Come iniqui sono i processi condotti dai tribunali rivoluzionari che dovrebbero occuparsi della sicurezza nazionale. Senza contare che in Iran, non c'è solo la pena di morte ma punizioni inumane e degradanti come l'amputazione delle mani o estrazione degli occhi". In questa notte dei tempi, si legge nella nota dell'associazione, emerge la coscienza orientata ai diritti umani con l'iniziativa nonviolenta dei detenuti nei bracci della morte iraniani che ogni martedì, da 88 settimane ormai conducono uno sciopero della fame, che si è esteso a 56 carceri del paese, per dire basta alla pena di morte e a cui ogni settimana partecipa dall'Italia Elisabetta Zamparutti che ha dichiarato: ''Non so se si debba dare per scontato che un regime sanguinario come quello iraniano ammazzi senza alcuna forma di contenimento o, peggio, ci sia una forma di accondiscendenza nei confronti del regime e di razzismo nei confronti dei 1000 giustiziati che non meritano una parola, una manifestazione, una mobilitazione''. (Red-Cro/Adnkronos)
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