Alessandro Bonacchi

Alessandro Bonacchi

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06/05/2026

Sicurezza: perché aspettare 60 giorni se governate già a Roma?

Ho letto del programma dei "primi 60 giorni" lanciato dal centrodestra pratese sulla sicurezza. Nuovi patti, nuove strategie, nuove soluzioni. Mi sorge una domanda semplice: perché aspettare le elezioni?

Il centrodestra governa il Paese da oltre 1.200 giorni — il secondo governo più lungo della storia repubblicana, come Meloni stessa ha rivendicato sui social pochi giorni fa. Ha la maggioranza in Parlamento e il Ministro dell'Interno — lo stesso che a Ferragosto è venuto a Prato in visita ufficiale a fare promesse e farsi fotografare. Se avessero davvero a cuore la sicurezza di questa città, i finanziamenti sarebbero già arrivati. I rinforzi per Polizia e Carabinieri, il personale che manca in Tribunale, gli ispettori del lavoro per i controlli nei capannoni: tutto questo potevano mandarlo ieri. Invece lo tengono nel cassetto come una promessa elettorale da spendere al momento giusto.

La sicurezza dei pratesi non è un premio produzione se vince la destra. È un diritto che va garantito adesso.

La sicurezza non si fa con i patti dei 60 giorni.Si fa con i fatti. Risorse vere dal Ministero per la seconda città della Toscana. Legalità economica contro lo sfruttamento nel fast fashion, che è la radice del degrado. Luci accese, rigenerazione urbana e servizi nei quartieri.

Dove eravate mentre il Tribunale restava senza personale? Dov'erano i rinforzi mentre le periferie chiedevano aiuto?

Il 24 e 25 maggio non scegliete chi vi promette la sicurezza dopo. Scegliete chi pretende rispetto per Prato adesso.

Alessandro Bonacchi — Candidato Consigliere Comunale · Sinistra Italiana / AVS · Prato 2026

P.S. — La posizione in lista non decide niente. Decidono le preferenze. L'ultimo della lista può diventare il primo dei votati, ma solo se lo scrivi tu. Scrivi Bonacchi.

01/05/2026

1° maggio. Festa dei lavoratori.

Prato si è raccontata per anni una storia: che i diritti fossero un costo e lo sfruttamento un problema di altri. Il "distretto parallelo". Come se esistessero due città, una pulita e una no.

Il distretto è uno solo, ed è interconnesso. Dove c'erano i telai oggi c'è il fast fashion. E lo sfruttamento non è un mondo a parte: è un problema dentro la filiera, quella che permette la produzione a basso costo per tutta Europa, lasciando a Prato solo la ricchezza per pochi, lo sfruttamento per molti, i problemi di integrazione e di sicurezza per tutti. Le imprese oneste, quelle che rispettano i contratti, perdono contro chi non li rispetta.

Rovesciare questo meccanismo è possibile. Si comincia dando l'esempio, e si parte dal Comune.

Almeno 9 euro lordi l'ora in ogni appalto pubblico. Stop al massimo ribasso. Protezione per chi denuncia lo sfruttamento.

Tre cose che si tengono insieme. Senza un salario minimo negli appalti, il massimo ribasso continuerà a premiare chi paga meno. Senza protezione per chi denuncia, nessuno parlerà mai, e le regole resteranno sulla carta.

Non è una battaglia contro le imprese. È una battaglia per i lavoratori e con le imprese oneste, contro chi gioca sleale.

Buon primo maggio. Quello del lavoro dignitoso, pagato adeguatamente e sicuro.

Alessandro Bonacchi — Candidato Consigliere Comunale · Sinistra Italiana / AVS · Prato 2026

P.S. — La posizione in lista non decide niente. Decidono le preferenze. L'ultimo della lista può diventare il primo dei votati, ma solo se lo scrivi tu. Scrivi Bonacchi.

25/04/2026

La pace non è mai neutrale.
Non è voltarsi dall'altra parte mentre i diritti vengono calpestati o i conflitti si allargano.

La pace vera, quella scolpita nella nostra Costituzione, è profondamente e radicalmente antifascista.

Il fascismo ha sempre significato sopraffazione, disuguaglianza e guerra. L'antifascismo è l'architettura stessa della nostra convivenza civile. Eppure, chi ci governa oggi cerca di svuotare queste parole. Provano a convincerci che la Costituzione sia un ostacolo da aggirare, che i diritti sociali siano sacrificabili e che l'economia di guerra sia inevitabile.

A Prato sappiamo che non è così.

Lo sappiamo perché la nostra libertà è nata dalla scelta di chi ha detto "no". I partigiani non scelsero la lotta armata per esaltare la guerra, ma per farla finire per sempre. Volevano un Paese in cui combattevano loro ma dove i loro figli e nipoti non avrebbero più dovuto imbracciare un fucile .

Oggi la Resistenza ha volti nuovi, ma la stessa identica urgenza.

Lottare per la pace oggi significa fare una scelta di campo chiarissima. Significa pretendere che le risorse vadano a curare le persone nella sanità pubblica e a farle crescere nella scuola pubblica, non a gonfiare la spesa militare.
Significa scendere nelle fabbriche e combattere lo sfruttamento, perché non esiste pace laddove il lavoro diventa schiavitù e i lavoratori diventano invisibili.

La pace non è un compromesso al ribasso, è la più alta forma di giustizia.

Prato è una città che sa tessere il proprio futuro, senza lasciare indietro nessuno.

Il 25 Aprile è la nostra bussola, la pace il nostro traguardo.

Ora e sempre Resistenza.

Alessandro Bonacchi — Candidato Consigliere Comunale · Sinistra Italiana / AVS · Prato 2026

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