Galdieri Rent
09/06/2026
Lo sapevate che...
Renault ‘14’, l’innovativa Hatchback dal designa ‘pera’ nata per sfidare la ‘Golf’
I Francesi sono maestri quando si tratta di arte, soprattutto il cinema.
Se la cavano anche con i vini, i formaggi e lo sport.
Quando si tratta invece di tecnica e, nella fattispecie di automobili, purtroppo abbiamo poche luci e tantissime ombre.
Gli ingegneri ‘Transalpini’, spesso spinti dalla voglia di innovare, prendono, a volte, delle cantonate ‘storiche’.
Spesso si tratta di auto bizzarre o, nel peggiore dei casi, di ‘disastri tecnici’ da antologia, vedi la ‘Citroen SM’ oppure, in epoca recente, il motore PSA ‘Puretech’.
La Renault ‘14’ nasceva per sfidare la ‘Golf’, innovando nel design e nella meccanica.
Rispetto alla ‘16’, che sembrava un ‘lampadario cromato’, lo stacco era enorme.
La ‘14’ faceva largo uso di paraurti in plastica, unito ad un design molto pulito che anticipava le linee degli anni ‘80.
Peccato che i clienti ‘Renault’, oltremodo conservatori, mal digerirono quella macchina che aveva la forma di una ‘Pera’.
Ad aggravare le cose ci si metteva anche il motore, chiamato ‘Douvrin’, sviluppato in collaborazione con Peugeot, che era ‘in blocco’ con il cambio.
Un propulsore oltremodo fragile e rumoroso, lontano anni luce dall’eccellenza motoristica della 'Régie'.
Con queste prospettive, quello che doveva essere un successo, si trasforma gradualmente in un ‘Flop’.
Clienti e concessionari non digeriscono il design ‘controverso‘, mentre l’affidabilità precaria del nuovo propulsore, unita ad una pericolosa tendenza alla ruggine della carrozzeria, pongono più di un interrogativo sulla qualità complessiva del mezzo.
La curata versione ‘GTL’ e la sportiva ‘GTS’ non migliorano la situazione di quella che doveva essere la sfidante ‘francese’ della teutonica Golf, ma che, in realtà, si stava trasformando in un oneroso calvario commerciale per Renault.
Era quindi tutto da buttare?
No, non proprio, poiché in strada la ‘14’ era abbastanza confortevole e sicura grazie alla trazione anteriore.
Ma non bastò.
L’agonia finisce nel 1983, con la nuova ‘11’ che si rivela un grande successo.
Nonostante la ‘14’ sia storicamente, assieme ad altre auto come la Austin Allegro e la Fiat ‘Duna’, l’esempio del classico ‘Bidone su ruote’, oggi ha comunque un suo ‘perché’, rappresentando la logica evoluzione del design della Renault ‘5’.
E poi, non sarà bellissima, ma la ‘Pera’, un po' come la Austin ‘Allegro’, fa tantissima simpatia e basta solo questo a renderla meritevole di essere ricordata e raccontata.
06/06/2026
Citroën 2CV torna nel 2028: sarà elettrica, accessibile e prodotta in Italia
Uno dei nomi più iconici della storia Citroën si prepara a tornare su strada. La Casa francese ha infatti confermato il ritorno della Citroën 2CV, reinterpretata in chiave moderna come citycar elettrica low-cost, con debutto previsto nel 2028.
Il progetto nasce con un obiettivo preciso: riportare sul mercato un’auto semplice, concreta ed accessibile, capace di rispondere alle esigenze della mobilità urbana contemporanea. Non una semplice operazione nostalgia, quindi, ma un modello pensato per rendere l’elettrico più democratico e più vicino agli automobilisti europei.
La nuova 2CV sarà prodotta nello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco. La base tecnica sarà condivisa con la futura Fiat Pandina, confermando la volontà del gruppo di puntare su vetture compatte, essenziali e dal costo competitivo.
Dal punto di vista stilistico, Citroën riprenderà alcuni elementi della 2CV originale del 1948, come le forme morbide, il profilo arcuato, l’impostazione semplice e funzionale. Il design sarà però reinterpretato con un linguaggio moderno, pensato per una nuova generazione di automobilisti.
Con questo ritorno, Citroën punta a recuperare lo spirito originario della 2CV: un’auto essenziale, intelligente, economica e popolare. Ma questa volta con una missione nuova: rendere la mobilità elettrica più semplice, accessibile e quotidiana.
30/05/2026
Fiat Ritmo, le serie speciali che raccontano un’epoca
La Fiat Ritmo è una di quelle auto che hanno saputo lasciare un segno preciso nella storia dell’automobile italiana. Presentata nel 1978, rappresentò per Fiat un cambio di passo importante: linea moderna, personalità forte e soluzioni innovative, tra cui i paraurti in plastica, una novità significativa per il marchio torinese.
Accanto alle versioni più diffuse, nel corso degli anni nacquero numerose serie speciali, pensate sia per il mercato italiano che per l’estero. Modelli spesso prodotti in pochi esemplari, oggi difficili da trovare e proprio per questo particolarmente interessanti per collezionisti ed appassionati.
La prima fu la Ritmo Targa Oro, arrivata già nel 1979. Disponibile in nero o marrone metallizzato, si distingueva per paraurti in tinta, fendinebbia, doppia striscia laterale dorata, cerchi bicolore argento/oro e interni sui toni del marrone. Montava il motore 1.301 cm³ da 65 CV.
Tra le più curiose c’è la versione svizzera ispirata a Star Trek, realizzata in blu metallizzato con adesivi dedicati e dotazioni molto particolari per l’epoca, tra cui autoradio Blaupunkt, televisore portatile JVC e persino la cassetta con la colonna sonora del film.
Per il mercato tedesco arrivò invece la Ritmo Sound, caratterizzata dal colore Orange Mexique, grafiche adesive dedicate, tergicristallo posteriore, fendinebbia e autoradio Blaupunkt con lettore cassette. In Francia fu proposta la Ritmo Special, con cerchi specifici, tetto apribile, decalcomanie laterali e motore 1.116 cm³ da 55 CV.
Un posto a parte merita la Ritmo Palinuro Cabriolet, prodotta nel 1982. Verniciatura bicolore, capote beige, logo Bertone e interni specifici la rendono una delle versioni più affascinanti. È anche la Ritmo entrata nell’immaginario cinematografico grazie al film Non ci resta che piangere, con Roberto Benigni e Massimo Troisi.
Negli ultimi anni di carriera arrivarono anche la Team, la Targa Bianca, la Targa Nera, la IN, la rara Silver olandese e la più ricca Super Team, dotata di accessori come chiusura centralizzata, vetri elettrici e volante regolabile.
Oggi queste versioni raccontano una Fiat creativa, capace di trasformare una compatta popolare in un piccolo oggetto di stile. La Ritmo, soprattutto nelle sue serie speciali, non è più soltanto un’auto da ricordare: è una testimonianza concreta di un periodo in cui anche i dettagli facevano identità.
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21/11/2024
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