Chiesa Riformata di Perugia

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26/04/2026

Servizio Divino di domenica 26 aprile 2026.

Lettura Biblica: : Salmi 5:1-12.

Soggetto : la nostra illusione del controllo e la preghiera del mattino.

Introduzione : ritorniamo a una domanda che ci siamo posti qualche tempo fa : perché – nel centro commerciale del mondo globalizzato – dovrebbe interessarci la preghiera ? Riflettiamo su questo interrogativo considerando la storia vera di un giovane carcerato – Gioacchino (nome fittizio) –, che in prigione praticava l’autolesionismo per attenuare la propria sofferenza interiore ed emotiva : “Fin dove posso tornare indietro con la memoria – racconta Gioacchino – ricordo di avere sempre provato questo profondo dolore dentro di me. Non potevo sfuggirgli e così iniziai a farmi dei tagli o delle bruciature così che il dolore che sentivo non fosse più dentro di me ma fuori di me”… A un certo punto, mentre era ancora in carcere, Gioacchino decise di frequentare un gruppo di preghiera : “Dopo circa un mese in cui ho praticato la meditazione e la preghiera per mezz’ora al mattino e mezz’ora alla sera, il dolore è diventato più sopportabile e per la prima volta nella mia vita vidi come una scintilla di qualcosa che possa piacermi dentro di me”…

Perché dovrebbe interessarci la preghiera ? Beh, perché – essendo stati creati per pregare – ci fa bene pregare e ci aiuta a sopportare le delusioni e i dolori e a diventare persone vere, umane… Vediamo dunque in che modo il salmo 5 ci aiuta a pregare secondo lo Spirito di Cristo per diventare persone più umane, un giorno alla volta…

1. Esposizione biblica: il nostro risveglio in un mondo che non possiamo controllare...

2. Interpretazione cristologica: il Figlio innocente si affida al controllo sovrano del Padre…

3. Applicazione ecclesiologica: la comunità dei credenti è per noi un luogo sicuro sotto il controllo del Dio trino...

04/04/2026

Cari Amici, ecco la sesta e ultima meditazione in occasione del ricordo della passione, della crocifissione e della risurrezione del Signore nostro Gesù Cristo.

Buona lettura oppure buon ascolto 🙂

Giovanni 19:38-42.

Oggi è il giorno del “Sabato Santo”, il giorno in cui ricordiamo che l’eterno Figlio di Dio fu abbandonato in potere della morte. Il nostro Catechismo Minore di Westminster si esprime così al riguardo: “Domanda 27. In cosa consistette l’umiliazione di Cristo? Risposta. L’umiliazione di Cristo consistette nella sua nascita, in un’umile condizione, sotto la legge subendo le miserie di questa vita, l’ira di Dio e la maledizione della morte in croce; nell’essere sepolto e tenuto sotto il potere della morte per un certo tempo”.

Dopo il dolore e il clamore dei giorni precedenti, oggi è il giorno del silenzio e dell’attesa. Dell’attesa di Dio. Dell’attesa che la luce della Risurrezione irrompa squarciando finalmente le tenebre del peccato e della morte. Ma fino a quel momento, siamo semplicemente invitati al silenzio e all’attesa di Dio.

Di fronte a questo silenzio dell’attesa, dell’attesa di Dio, Fedor Dostoevskij fu sconvolto dall’esperienza che suscitò in lui il crudo realismo del dipinto di “Cristo morto” di Hans Holbein il Giovane. Quando lo a Basilea nel 1867, ne fu talmente sopraffatto che, a quanto pare, sua moglie dovette allontanarlo, temendo che l'intensità del momento potesse scatenare una delle sue crisi epilettiche. Ciò che lo turbò fu il brutale realismo dell'immagine. Per Dostoevskij, il dipinto pone allo spettatore un interrogativo terrificante: se quello è davvero il Figlio di Dio, “tenuto sotto il potere della morte”, dov'è allora la vittoria di Dio? La pazzia e scandalo della croce e dell’abbondono del Figlio al potere della morte tormentò Dostoevskij, perché giungeva fino al fondo delle sue ansie spirituali. Nel romanzo L'idiota, Dostoevskij menziona ripetutamente il dipinto e uno dei personaggi principali del romanzo – il principe Myškin – vedendolo, esclama: "Quel quadro potrebbe anche far perdere la fede a qualcuno".

Che Dio ci aiuti affinché dinanzi al Cristo morto e sepolto possiamo attendere, nel silenzio e nell’attesa della fede, che la vita lucente della Risurrezione irrompa nei nostri cuori squarciando finalmente le tenebre del peccato e della morte. Amen !

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