SC360
17/10/2019
Il complesso residenziale incaico di Paredones risale al XV sec. d.C., quando gli Incas conquistarono pacificamente questa regione di pianura, nel 1476, anche se lo avrebbero governato per soli 60 anni, prima dell’arrivo dei conquistatori spagnoli.
Come in tutti i luoghi conquistati dagli Incas, il principe Tupac Inca Yupanqui (9° imperatore) ordinò di costruire qui due grandi Unità di Controllo Amministrativo: Caxamarca (nella Valle di Nasca) e Tambo del Collao (nella Valle de El Ingenio).
Ognuno di essi venne fatto costruire secondo rigidi schemi tipologici, urbanistici e culturali, che avessero l’impronta imperiale di Cusco, e l’imperatore lasciò il loro comando a un Governatore della élite Reale di Cusco.
Per questo Caxamarca, conosciuta come Paredones, è un complesso residenziale incaico composto da una serie di edifici di mattoni, un palazzo in pietra e un corridoio che conduce a dei gradini di pietra che portano fino a quello che una volta era un tempio dedicato al sole.
Le colline circostanti sono coperte con i resti di case di qualità inferiore, tombe e tonnellate di resti di ceramiche rotte.
Le costruzioni sono costituite di un solo piano di forma rettangolare, in adobe e pietra, suddiviso in due settori, all’uso incaico, secondo la divisione dell’universo in due metà.
Il centro dell’universo incaico era demarcato da un torrione, quindi nella parte destra di Paredones si trova la zona residenziale del governatorato e dell’élite amministrativa incaica. I tetti, oggi scomparsi, erano elaborati con paglia, pali di huarango e canne.
L'intero sito copre circa 2km² . (https://www.progettonasca.org/sito-di-paredones)
10/10/2019
Moray è un sito archeologico situato in Perù, nei pressi della località di Maras, nella Valle Sacra degli Incas, a circa 36 km da Cuzco.[1] Il sito contiene una serie di terrazzamenti circolari concentrici, che formano una sorta di anfiteatro.
Il sito fu fotografato per la prima volta nel 1931 da due piloti della marina militare degli Stati Uniti d'America, Robert Shippee e George Johnson;[2] nel 1944 l'archeologo statunitense John Rowe iniziò ad esplorare scientificamente il luogo.[3]
La più diffusa delle ipotesi formulate per spiegare la funzione dell'artefatto indica nel sito un laboratorio per l'adattamento delle diverse specie agricole coltivate a differenti quote di altitudine. Altre ipotesi suppongono si trattasse di un sito per cerimonie e funzioni religiose. (wiki)
09/10/2019
Il Vinicunca (chiamata anche Montaña de Siete Colores e Montaña Arcoíris) è una montagna delle Ande alta 5.200 m s.l.m. Si trova a sud-est della città di Cusco, tra le province di Quispicanchi e Canchis, nella regione di Cusco, in Perù.
È caratterizzata dalla presenza di striature verticali parallele di 7 colori diversi, che fanno in modo che la montagna assomigli a un arcobaleno.
I diversi colori sono dovuti ai diversi minerali, che nel corso di milioni di anni si sono depositati e sovrapposti. Il fatto che oggi i diversi strati siano in strisce verticali si può spiegare con la tettonica delle placche: la collisione fra la placca di Nazca e la placca sudamericana ha spinto la crosta terrestre verso l’alto (generando la catena montuosa delle Ande).
I diversi colori sono dati dai seguenti minerali:
Il rosso è dato dall'ossido di ferro;
Il rosa è dato dal manganese;
Il giallo deriva dallo zolfo;
Il biancastro deriva dalla marna (carbonato di calcio);
L'ossidazione del rame per reazione con acqua e ossigeno ha portato alla colorazione blu-verde;
Il marrone è composto da un fanglomerato di roccia e magnesio;
Le strisce nere sono date dal granito. (Wiki)
Link Google: https://goo.gl/maps/BKXW9LyXKzWASiJT8
link 360cities: https://www.360cities.net/image/rainbow-mountain-vinicunca-peru
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