Federico Pizzarotti
09/07/2026
Sono tornati i nani a casola e vi aspettano per una foto. :)
04/06/2026
Fine vita. Due parole che fanno paura, che molti preferiscono non pronunciare, e che invece dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia.
In queste ore circola sui social una frase di una deputata di Fratelli d'Italia: "Il compito della politica non è facilitare la morte, ma accompagnare, assistere, difendere la persona, soprattutto quando è più debole. È curare, non abbandonare."
Chi potrebbe essere in disaccordo? Nessuno. È sacrosanto.
Eppure quella frase nasconde una confusione enorme, che in Italia facciamo finta di non vedere.
Perché il fine vita non riguarda chi viene abbandonato. Riguarda chi ha già ricevuto tutto: cure, assistenza, amore, accompagnamento e che nonostante tutto si trova in una sofferenza irreversibile, senza via d'uscita, e chiede di poter scegliere.
E che lo chiede con la sua testa. Con la sua coscienza.
A quel punto la politica ha un solo compito: stabilire procedure serie, accertamenti medici rigorosi, garanzie reali. E poi farsi da parte.
Perché impedire quella scelta non è proteggere la dignità. È violarla.
E a chi dice che prima bisogna investire nelle cure palliative, giusto, sacrosanto anche questo, chiedo: quanti soldi ha stanziato questo governo per gli hospice, per gli operatori, per le strutture? Perché la morale senza i soldi è solo propaganda.
Io spero che nessuno di quelli che fanno la morale si trovi mai a soffrire ogni giorno senza poter vedere una fine. Ma se mai dovesse succedere, voglio che abbiano il diritto di scegliere.
Il corpo non può diventare una prigione.
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