Nik Funeral Manager

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30/01/2026

Tutto quello che non sapete del settore funebre italiano.
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Palermo, muore ma per un problema burocratico non viene cremata: salma da 9 giorni abbandonata in casa 11/01/2026

Questa vicenda non è una “fatalità burocratica”, ma il risultato di gravi disfunzioni nell’applicazione della normativa funeraria.

Il DPR 285/1990 è chiaro: una salma non può rimanere per giorni in un’abitazione privata per problemi amministrativi. La custodia deve avvenire in locali idonei (obitorio o camera mortuaria) e le autorizzazioni al trasporto e alla cremazione devono essere rilasciate con urgenza, perché qui non parliamo di pratiche qualunque, ma di sanità pubblica e dignità del defunto.

Non esiste alcuna norma che giustifichi ritardi di giorni per la cremazione a causa di inefficienze comunali, carenze organizzative o rimpalli di competenze Se l’amministrazione non funziona, non può essere il ca****re a pagare il prezzo.

Quando una salma resta “abbandonata” per giorni, il problema non è la legge, ma chi non la conosce, non la applica o la usa male.
Ed è esattamente per evitare questi abusi che fare divulgazione normativa non è un vezzo, ma una necessità civile.

Per questo la mia pagina ,Nik Funeral Manager, spiega e semplifica la normativa funebre.

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PalermoToday

Palermo, muore ma per un problema burocratico non viene cremata: salma da 9 giorni abbandonata in casa Una donna anziana è morta per cause naturali a Palermo, ma un cavillo burocratico ne blocca la cremazione

11/10/2025

Pensiero personale e senza riferimenti a nessuno.

Negli ultimi tempi si parla molto di innovazione nel settore funebre, spesso in termini entusiastici e quasi salvifici. Si promettono rivoluzioni digitali, servizi commemorativi virtuali, QR code da applicare ai monumenti, spazi online dedicati ai defunti. Tutto molto suggestivo, ma dietro a certi discorsi si nasconde spesso una visione più commerciale che realmente utile per le famiglie o per le imprese del settore.
La digitalizzazione non è, di per sé, un male. Può essere un supporto importante se usata con intelligenza e misura. Tuttavia, si sta diffondendo la tendenza a presentare strumenti elementari come grandi innovazioni, spacciando per progresso ciò che in realtà chiunque può realizzare in autonomia e gratuitamente. Un QR code, ad esempio, si genera in pochi secondi con servizi gratuiti online; un memoriale digitale si può creare con una pagina web o un profilo social dedicato, senza costi né intermediari. Eppure c’è chi li propone come funzioni esclusive, costruendo attorno a queste banalità un linguaggio patinato e modernista.
La verità è che il valore di un servizio funebre non si misura con la quantità di tecnologie integrate, ma con la qualità umana di chi lo offre. La vera innovazione, nel nostro mestiere, non consiste nel moltiplicare strumenti digitali, ma nel riuscire a usare ogni mezzo per rendere il servizio più empatico, più trasparente, più vicino alle persone. La tecnologia deve essere un mezzo, non un fine.
Chi opera davvero nel campo sa bene che la morte non è un mercato come gli altri. È un ambito in cui la fiducia, la presenza e il rispetto contano più di qualsiasi effetto scenico o trovata tecnologica. Pensare che un codice o un link possano sostituire la competenza, la voce o la guida di un professionista è un errore di prospettiva. Il dolore non si gestisce con una piattaforma, ma con l’esperienza e la sensibilità di chi accompagna.
Serve quindi un approccio realistico. Innovare non significa aderire a ogni novità che viene proposta, ma saper scegliere ciò che realmente migliora il servizio e scartare ciò che serve solo a far apparire “moderni”. Prima di adottare una nuova soluzione, ogni imprenditore del settore dovrebbe chiedersi: porta valore concreto alle famiglie? È economicamente sostenibile? Migliora davvero il modo in cui il lutto viene vissuto e accompagnato?
Il futuro delle onoranze funebri non passerà da slogan o da servizi digitali di facciata. Si costruirà, come sempre, sulla professionalità, sulla credibilità e sul rispetto. Perché nel nostro lavoro, a differenza di tanti altri, la vera modernità è restare umani.

Nik

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