Ethyca Digital Company
13/09/2022
Il ruolo della User Research è fondamentale all’interno di ogni processo di User Experience, la maggior parte delle aziende però capisce di averne bisogno solo dopo aver concluso lo sviluppo della User Interface.
Questa scelta rende il lavoro di ricerca molto più complicato e può influire sulla qualità del risultato finale.
Uno degli strumenti più utilizzati al fine di testare un prodotto, prima che venga sviluppato in maniera dettagliata, è il prototipo.
Di solito si tende a dividere i prototipi in due tipi, ognuno dei quali possiede diversi vantaggi e svantaggi:
- Low-Fidelity Prototype: rappresentazione di uno o più wireframe (screen o pagina di un’interfaccia di design) su carta che permette di raccogliere rapidamente feedback e suggerimenti da parte degli utenti.
I vantaggi sono sicuramente il costo molto basso, la velocità di produzione e di modifica e la possibilità di somministrarlo in qualsiasi luogo.
- High-fidelity Prototype: consiste nella rappresentazione di un’interfaccia utente direttamente su un dispositivo digitale che permette di raccogliere dei feedback accurati e di migliorare, attraverso dei cicli di feedback, la progettazione del design.
I vantaggi di questo sistema sono sicuramente la grande somiglianza con il sistema reale di utilizzo e la possibilità di poter migliorare attraverso piccoli progressi ogni problema che viene riscontrato dall’utente.
Per la riuscita ottimale di un processo di valutazione della UX i due sistemi possono essere utilizzati insieme.
Per saperne di più scrivete a [email protected] - www.ethycadigital.com
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08/09/2022
Un pulsante può apparire come se fosse necessario ruotarlo o spingerlo.
Le caratteristiche del pulsante che fanno sembrare che questo si possa “ruotare” o “premere” formano insieme le sue affordances.
Questo concetto è valido anche nel digitale, sia in un sito che in un app o device.
I DIVERSI TIPI DI AFFORDANCE:
Affordance esplicita: l’affordance esplicita consiste nei suggerimenti forniti dal linguaggio o dall’aspetto fisico dell’oggetto. Un pulsante in rilievo con scritto “Premi” è un ottimo esempio.
Pattern affordance: stabilita dalle convenzioni. Un esempio è la funzione “cerca” di un sito web che si trova nell’angolo in alto a destra della pagina. È un modello ripetuto costantemente e ci aspettiamo di trovarlo li.
Affordance nascosta: volendo fare un esempio con un oggetto fisico potremmo ad un accendino. Guardandolo non saremmo in grado di dire che potrebbe essere usato per aprire una bottiglia di birra. Nel mondo digitale un esempio possono essere i menu a discesa, in cui non viene visualizzato il menu a meno che non si passa il mouse o si fa clic sulla voce dell’elenco principale.
Falsa affordance: Un esempio di affordance falsa possiamo trovarlo nel testo di un articolo sottolineato in blu. Gli utenti che leggono il testo possono pensare che sia cliccabile anche se in realtà non lo è.
Affordance metaforica: lo Scheumorfismo si basava molto sulle affordance metaforiche, utilizzando le imitazioni di oggetti reali per comunicare. Le icone, che spesso abbiamo visto nella UI di iOS ne sono esempi lampanti. Ad esempio l’applicazione delle note o del registratore vocale che esprimevano al meglio l’aspetto dei rispettivi oggetti reali.
Affordance negativa: lo scopo delle affordance negative è quello di far capire agli utenti che alcuni azioni non sono eseguibili al momento. Ad esempio, l’interfaccia di una applicazione che mostra che un pulsante inattivo.
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06/09/2022
Cos’è il Watchbait e perché se fai video dovresti stare attento?
In molte comunicazioni, tipo quella di Facebook, notiamo che si accende l’interesse per il Watchbait. Vale a dire la tendenza dei produttori di contenuti video a creare delle esperienze che puntano ad attirare l’attenzione e non a dare qualcosa di realmente utile. In passato si parlava spesso di clickbaiting.
Ovvero articoli condivisi sui social network con titoli acchiappa-click altisonanti – spesso con CAPS LOCK ed eccesso di punteggiatura – e preview immagine in grado di fare da esca per i curiosi di passaggio.
Il sapiente uso di headline ammiccanti ad esempio"Fan scatenata sale sul palco di Vasco Rossi, la sua reazione è incredibile" e immagine decontestualizzata, può dare una spinta importante alle visite e una viralità immotivata al link.
Il tutto si basa su una logica chiara: le persone condividono senza leggere, si fermano alla preview. Lo stesso accade con il Watchbait.
PERCHÉ IL WATCHBAIT PUÒ FUNZIONARE?
Il meccanismo del watchbaiting – estremizzare la pubblicazione dei video con preview acchiappa-click per aumentare le view – sembra premiare chi pubblica video brevi, d’impatto e con un alto tasso di discussione.
Se non altro perché è lo stesso algoritmo di Facebook a premiare questo tipo di contenuto.
Per saperne di più scrivete a [email protected]
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04/09/2022
Sono chiamati “ibridi”, razza strana, nel senso buono della parola, e forse lo sono: è questo il loro punto di forza.
Il Creative Strategist è una risorsa di Marketing.
Questa figura professionale è un pensatore di idee basate su ricerche e numeri, con una grande dedizione all’aggiornamento costante, al crocevia tra un Planner e un Creative Director.
Del Planner ha la competenza strategica basata sui numeri, sulla costante ricerca e aggiornamento in campo digitale e marketing, sulla propensione nel trovare soluzioni e sperimentare sempre.
Del Creative Director ha la competenza più creativa, una forma mentis in grado di semplificare processi e stimolare dinamiche creative e innovative.
A differenza di altre figure professionali più verticalizzate, il Creative Strategist non ha un vero e proprio perimetro, ma può essere integrato in diversi team di lavoro in modalità cross: il suo background eterogeneo può offrire supporto creativo e strategico in molte situazioni.
Un esempio concreto?
“Vogliamo una nuova campagna di comunicazione omnichannel per la nostra azienda X per il lancio di un nuovo prodotto Y per target GenZ. Obiettivo primario: incrementare le vendite nel periodo estivo”.
Da dove iniziamo? Per farla “semplice” e “semplificare” ecco 7 punti.
1. Analisi e DNA dell’azienda
Dobbiamo avere una buona conoscenza della marca, tono di voce, con quale target comunicano e come sono percepiti realmente. La ricerca si esegue in modo qualitativo a mano e quantitativo con diversi tools.
2. Analisi e Ascolto del Target
Una volta che possediamo una conoscenza adeguata della marca, cerchiamo di capire da chi è composto il target, sue abitudini digitali e quali touch point iniziare a identificare.
3. Analisi Competitor e Comparable
Andiamo ad analizzare quali attività hanno svolto i competitor e i comparable, ovvero aziende che lavorano in territori affini al nostro cliente senza essere competitor diretti.
4. Definizione di un Creative Concept
Per creare attività che funzionino, molto spesso è necessario avere a monte un collante, un’idea creativa, un concetto originale e vero, che faccia da guida a tutto il progetto di comunicazione. Identificarlo ci permetterà di avere una strada ben delineata nella quale guidare la comunicazione in modo pertinente e con focus.
5. Scelta dei Touch Point da attivare
Una volta definito il Creative Concept andiamo a scegliere quali siano i touch-point migliori da attivare in base al Target e agli obiettivi distribuito tra Digitale, Territorio, Punto Vendita, Televisione. La scelta si baserà sulle analisi fatte in precedenza.
6. Definizione di una Strategia Digitale
Per amplificare la nostra attività scegliamo con cura quali attività digitali attivare, canali social da utilizzare, tecnologia, tono di voce, formati, e processi correlati da integrare nel piano di comunicazione e media plan.
7. Analisi e Report
Terminata l’attività bisogna analizzare i risultati ottenuti e produrre una reportistica con dati e obiettivi raggiunti.
Come si diventa un Creative Strategist?
Bisogna avere un background di almeno 15 anni nel mondo della comunicazione, per iniziare, ed una conoscenza del mercato in tutte, o quasi, le sue categorie merceologiche.
Rivolgetevi agli specialisti, ci occupiamo di comunicazione digitale dal lontano 1999.
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