Zugzwang Notes
Dentro a un cielo nato grigio si infilzano le gru
Ricoperte dalle case, le colline non si vedon più
Sulle antenne conficcate nella crosta della terra
Corron nuvole frustate, come va un esercito alla guerra
E la voce che mi esce, si, si disperde tra le case
È sempre più lontana, e se non la conosci, è l'angoscia metropolitana
Le baracche hanno lanciato, il loro urlo di dolore
Circondando la città, con grosse tenaglie di vergogna
Ma il rumore delle auto, ha già asfissiato ogni rimorso
Giace morto sul selciato, un bimbo che faceva il muratore
E la voce che mi esce, si, si disperde tra le case
È sempre più lontana, se non la conosci, è l'angoscia metropolitana
Nelle case dei signori, la tristezza ha messo piede
Dietro gli squallidi amori, l'usura delle corde ormai si vede
Come pere ormai marcite, dal sedere troppo tondo
Le fortune ricucite, mostrano i loro vermi al mondo
E la voce che mi esce, si, si disperde tra le case, ed è
È sempre più lontana, e se non la conosci, è l'angoscia metropolitana
Fai un salto alla stazione, per cercare il tuo treno
Troverai disperazione, che per ve**re qui lascia il sereno
Fai un salto alla partita, troverai mille persone
Che si calciano la vita, fissi dietro a un unico pallone
E la voce che mi esce, si, si disperde tra le case
Sempre più lontana, e se non la conosci, è l'angoscia metropolitana
La campagna circostante, triste aspetta di morire
Per le strade quanta gente, è in fila per entrare o per uscire
Chiude l'ultima serranda e poi, poi la luce dice addio
La città si raccomanda, la sua sporca anima a Dio
E la voce che mi esce, si disperde tra le case ed è
È sempre più lontana, e se non la conosci, è l'angoscia metropolitana
Claudio lolli
Angoscia metropolitana
Io ti racconto lo squallore di una vita vissuta a ore
Di gente che non sa più far l'amore
Ti dico la malinconia di vivere in periferia
Del tempo grigio che ci porta via
Io ti racconto la mia vita, il mio passato e il mio presente
E anche se a te, lo so, non importa niente
Io ti racconto settimane fatte di angosce sovraumane
Vita e tormenti di persone strane
E di domeniche feroci passate ad ascoltar le voci
Di amici reclutati in pizzeria
Io ti racconto tanta gente che vive e non capisce niente
Alla ricerca di un po' d'allegria
Io ti racconto il Carnevale, la festa che finisce male
Le falsità di una città industriale
Io ti racconto il sogno strano di inseguire con la mano
Un orizzonte sempre più lontano
Io ti racconto la nevrosi di vivere con gli occhi chiusi
Alla ricerca di una compagnia
Ti dico la disperazione di chi non trova l'occasione
Per consumare un giorno da leone
Di chi trascina la sua vita, in una mediocrità infinita
Con quattro soldi stretti tra le dita
Io ti racconto la pazzia che si compra in chiesa o in drogheria
Un po' di vino, un po' di religione
Ma tu che ascolti una canzone
Lo sai che cos'è una prigione?
Lo sai a che cosa serve una stazione?
Lo sai che cosa è una guerra?
E quante ce ne sono in terra?
A cosa può servire una chitarra?
Lo sai che siamo tutti morti e non ce ne siamo neanche accorti
E continuiamo a dire, "Così sia"
Lo sai che siamo tutti morti e non ce ne siamo neanche accorti
E continuiamo a dire, "Così sia"
Io ti racconto - Un'uomo in crisi (Canzoni di morte, Canzoni di vita)
Claudio lolli
ہو، میں نے تجھے دیکھا ہنستے ہوۓ گالوں میں
بے زر خیالوں میں، حسن کے حوالوں میں
سوہݨی کے بالوں میں، مورنی کی چالوں میں
مٹی کے پیالوں میں، پیتل کے تھالوں میں
جتنی تو ملتی جاۓ اُتنی لگے تھوڑی تھوڑی
جب بھی تو لے انگڑائی آ کہ میرے اوری
تو دل جھوم جھوم چلے، جھوم جھوم چلے، سوہݨیاں، سوہݨیاں
دل جھوم جھوم چلے، جھوم جھوم چلے، سوہݨیاں، سوہݨیاں
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