Studio Legale Avv. Lara Invernizzi
04/05/2026
Non versare l’assegno divorzile è reato anche se l’ex coniuge ha una nuova relazione
le condizioni patrimoniali del beneficiario — ivi inclusa la disponibilità di redditi propri o di aiuti di terzi — così come una eventuale convivenmza stabile dell'ex coniuge sono del tutto irrilevanti ai fini della configurazione del reato.
si tratta infatti di circostanze che rilevano esclusivamente in sede civile, ai fini dell’eventuale modifica o revoca dell’assegno ai sensi della giurisprudenza di legittimità civile a sezioni unite, e come tali non possono essere dedotte in sede penale per escludere la responsabilità dell’obbligato.
Conseguentemente, finché il giudice civile non abbia modificato o revocato l’assegno, l’omissione è penalmente rilevante, indipendentemente da ogni valutazione sulla situazione del beneficiario.
Lo stabilisce la Cassazione penale, sez. VI, sentenza 13 aprile 2026, n. 13351.
Lo Studio rende consulenze personalizzate in materia di diritto all'assegno di mantenimento e all'assegno divorzile.
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16/04/2026
Affrontare una separazione o un divorzio è spesso doloroso e comunque rappresenta una tappa molto delicata nella vita di una persona.
Nel nostro Studio comprendiamo l'importanza di un supporto legale affidabile e sensibile alle tue esigenze. La nostra esperienza e competenza nell'ambito del diritto di famiglia ci permettono di offrirti una consulenza personalizzata e un'assistenza legale di alto livello, garantendoti serenità e protezione negli aspetti più complessi del processo.
Rivolgiti a noi per avere un partner fidato nel tuo percorso verso un nuovo inizio.
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21/11/2023
L'ASSIST DEL GIUDICE AGLI ECO-VANDALI. "IL BLITZ AGLI UFFIZI? NON È UN REATO"
Prosciolti tre attivisti di Ultima Generazione: si erano "incollati" a un Botticelli
Sappiatelo tutti: da oggi, anzi da ieri, incollare le proprie mani al vetro di uno dei quadri più famosi del mondo non è reato. Purché lo facciate nel nome della lotta al cambiamento climatico e dell'ecologismo più estremo e talebano, quello, per intenderci, alla Greta Thunberg o alla Ultima Generazione.
nel luglio del 2022 tre attivisti della sopraccitata associazione, in mancanza di idee migliori, decidono di andare agli Uffizi di Firenze e sigillare le loro mani alla teca che protegge da simili idiozie la Primavera di Botticelli.
A distanza di un anno e mezzo dai fatti il gup del tribunale di Firenze decide di non mandare i tre ragazzi a processo, perché il fatto non sussiste.
Praticamente: liberi tutti, liberi di insozzare i musei nel nome del cambiamento climatico.
Fonte: Il Giornale
26/10/2023
09/09/2023
-Lo sa che lei a volte mi sembra disumano?
- Perchè disumano?"
-Perchè il cervello degli uomini va sempre in cerca della vittoria, quasi mai della verità.
L'avvocato Scalici (Massimo Foschi) a Michele Grassadonia ( Luigi Lo Cascio)
La città ideale , di Luigi Lo Cascio ( 2012),
una miscellanea di registri, dal cupo polanskiano alla commedia grottesca che si amalgamano in arabeschi onirico-simbolici, attraverso cui il protagonista è trascinato in una avventura kafkiana, dove la verità è un retaggio già sconfitto da Pirandello.
Michele Grassadonia è innocente, lo spettatore ne è consapevole fin dal principio, ma la verità processuale, si sa (o forse no?), è ben altra cosa dalla verità storica.”
01/09/2023
Franco Coppi: l’avvocato per svolgere il suo mandato non ha bisogno di sapere se l’assistito sia colpevole o innocente, lo difende da un’accusa, punto (di Riccardo Radi)
Il professore Franco Coppi, in poche parole, tratteggia il ruolo e la figura del difensore e il rapporto tra avvocato e imputato dove spesso il non detto e molto più del detto ed è giusti che sia così.
Franco Coppi si sofferma sul processo in corte d’assise che è il proscenio ideale dove in pieno si svolge “il vero processo con lo scontro tra le tesi di accusa e difesa”.
“Sono un avvocato di vecchia scuola: reati societari e tributari possono essere interessantissimi ma un bell’omicidio rimane un bell’omicidio.
Lì si manifesta il problema della prova che richiede analisi psicologiche ed esame dei testi; lì si dispiega il vero processo con lo scontro tra le tesi di accusa e difesa; lì si cerca di costruire, quasi a colpo di pollice, come se si dovesse plasmare una creta, questa verità che affonda le radici nell’uomo e nelle sfaccettature del suo animo.
L’imputato di corte d’assise lo devi dapprima capire e comprendere, poi lo devi far capire e comprendere al giudice”.
Alla domanda se ha mai difeso un omicida pur essendo consapevole della sua colpevolezza, il professor Coppi risponde:
“In questi processi raramente l’imputato si confessa con il difensore né il difensore, per svolgere il proprio mandato, ha bisogno di sapere se egli sia colpevole o innocente.
Tu lo difendi da un’accusa, punto.
Il tuo dovere è trovare nel processo ogni elemento favorevole, anche perché un processo non sempre lo vinci con l’assoluzione: ottenere le attenuanti generiche, a volte, è un gran successo.
Non s’interpretano solo le norme ma anche i fatti, e questi vanno valutati secondo regole d’esperienza.
Se cammino per strada e qualcuno mi viene incontro, immagino che voglia festeggiarmi e non prendermi a schiaffi.
Il buon senso ti permette di individuare le regole d’esperienza da applicare al singolo caso per interpretarlo correttamente.
La logica serve a concatenare gli elementi raccolti secondo un principio razionale e coerente”.
Estratto intervista rilasciata al Foglio nel gennaio 2019
20/06/2023
EDITTO EGNAZIO
scolpito su questa lastra di marmo nero incisa in oro, che oggi si trova al Museo Correr, ma che al tempo della Serenissima era posta nella sede del Magistrato alle Acque.
Questa parole furono scritte nel 500 dall' umanista Giovanni Battista Cipelli:
" LA CITTÀ DEI VENETI,PER VOLERE DELLA DIVINA PROVVIDENZA FONDATA SULLE ACQUE,CIRCONDATE DALLE ACQUE E' PROTETTA DA ACQUE IN LUOGO DI MURA: CHIUNQUE PERTANTO OSERA' ARRECARE DANNO IN QUALSIASI MODO ALLE ACQUE PUBBLICHE SIA CONDANNATO COME NEMICO DELLA PATRIA E SIA PUNITO NON MENO GRAVEMENTE DI COLUI CHE ABBIA VIOLATO LE SANTE MURA DELLA PATRIA.IL DIRITTO DI QUESTO EDITTO SIA IMMUTABILE E PERPETUO!"
28/05/2023
“Mia madre aveva un sacco di problemi. Non dormiva, si sentiva esausta, era irritabile, scontrosa e acida. Sempre malata, finché un giorno, all’improvviso, lei cambiò.
La situazione era uguale, ma lei era diversa.
Un giorno, mio padre le disse:
– tesoro, sono tre mesi che cerco lavoro e non ho trovato niente, vado a prendermi un po’ di birre con gli amici.
Mia madre gli rispose:
– va bene.
Mio fratello le disse:
– mamma, vado male in tutte le materie dell’università.
Mia madre gli rispose:
– ok, ti riprenderai, e se non lo fai, allora ripeterai il semestre, ma tu pagherai le tasse.
Mia sorella le disse:
– mamma, ho urtato la macchina.
Mia madre le rispose:
– va bene figlia, portala in officina, cerca come pagare e mentre la riparano, muoviti in autobus o in metropolitana.
Sua nuora le disse:
– suocera, verrò a stare qualche mese con voi.
Mia madre le rispose:
– va bene, siediti sul divano e cerca delle coperte nell’armadio.
Tutti a casa di mia madre ci siamo riuniti, preoccupati di vedere queste reazioni. Sospettavamo che fosse andata dal dottore e che le prescrivesse delle pillole di "me ne frega un cavolo” da 1000 mg. Probabilmente sarebbe andata in overdose.
Abbiamo proposto di aiutare mia madre per allontanarla da ogni possibile dipendenza da qualche farmaco anti-Ira.
Ma la sorpresa è stata quando ci siamo riuniti tutti intorno e mia madre ci ha spiegato:
"Mi ci è voluto molto tempo per capire che ognuno è responsabile della sua vita, mi ci sono voluti anni per scoprire che la mia angoscia, la mia mortificazione, la mia depressione, il mio coraggio, la mia insonnia e il mio stress, non risolvevano i suoi problemi.
Io non sono responsabile delle azioni altrui, ma sono responsabile delle reazioni che ho espresso.
Sono quindi giunta alla conclusione che il mio dovere per me stessa è mantenere la calma e lasciare che ognuno risolva ciò che gli spetta.
Ho seguito corsi di yoga, di meditazione, di miracoli, di sviluppo umano, di igiene mentale, di vibrazione e di programmazione neurolinguistica, e in tutti loro, ho trovato un comune denominatore: alla fine tutti conducono allo stesso punto.
E io posso solo avere un’interferenza su me stessa, voi avete tutte le risorse necessarie per risolvere le vostre vite. Io posso darvi il mio consiglio solo se me lo chiedete e voi potete seguirlo o no.
Quindi, da oggi in poi, io smetto di essere: il ricettacolo delle sue responsabilità, il sacco delle sue colpe, la lavandaia dei suoi rimpianti, l’avvocato dei suoi errori, il muro dei suoi lamenti, la depositaria dei suoi doveri, chi risolve i vostri problemi o il vostro cerchio di ricambio per soddisfare le vostre responsabilità.
D’ora in poi vi dichiaro tutti adulti indipendenti e autosufficienti".
Da quel giorno la famiglia ha iniziato a funzionare meglio, perché tutti in casa sanno esattamente cosa spetta loro fare.
(Autore: Una donna felice!!!)”
Immagine di Bruce Weber, "The Duchess of Devonshire"
25/07/2021
“Quando il tempo diventa amore.
Presso il tribunale di Parma.”.
photo di Mauro Valla
29/05/2021
non è mai troppo tardi...
Arezzo, 93 anni si separa dalla moglie: "Ho un'altra, voglio rifarmi una vita" La separazione non è consensuale e la vicenda finisce in tribunale
01/05/2021
Affacciata su un piccolo canale dietro piazza San Marco a Venezia si trova una casa legata ad una leggenda piuttosto curiosa e a tratti anche un po’ inquietante. La casa, Ca’ Soranzo, è comunemente identificata come casa dell’Angelo perché sulla sua facciata è visibile (anche se non troppo riconoscibile se non ci si fa caso) una statua di un angelo con un foro sopra la testa. E qui comincia la leggenda.
Si narra che in tempi passati la casa fosse abitata da Iseppo Pasini, un avvocato molto devoto alla Vergine Maria ma che, sotto sotto, tanto onesto non era: pare avesse accumulato molte ricchezze lucrando sulle spalle della povera gente. Egli aveva in casa una scimmietta ammaestrata che si occupava delle faccende domestiche e di cui andava molto fiero. Ma era del tutto ignaro che la scimmia fosse il diavolo in persona, volenteroso di appropriarsi della sua anima. L’unico motivo per cui non l’avesse ancora fatto era la devozione del Pasini nei confronti della Madonna.
A scoprire la doppia identità della scimmia fu padreMatteo da Bascio quando si recò a Ca’ Soranzo per un pranzo. Il religioso ordinò alla scimmia di uscire subito dalla casa facendo un foro sul muro, buco che sarebbe servito come eterna testimonianza dell’accaduto.
Tornato a tavola padre Matteo rimproverò il Pasini per le sue malefatte, rendendo tutto più teatrale strizzando un lembo della tovaglia dal quale uscì del sangue, quello di tutte le persone vittime degli imbrogli dell’avvocato. Questi scoppiò in lacrime e promise che avrebbe restituito tutto il maltolto alle sue vittime.
Tuttavia rimaneva un buco alla parete della casa, dal quale il demonio poteva entrare da un momento all’altro. Padre Matteo suggerì al Pasini di difenderlo con l’immagine di un angelo ed è così che da più di 500 anni la figura di un angelo veglia su Ca’ Soranzo.
La cronacheta de Sior Antonio Rioba.
(E del RIOBA ve parlerò n'altra volta)
El ponte no xe dificile da trovàr, vegnindo da la piassa, fata quasi tuta la cale de la canonica, ti giri in ramo va a la canonica, po' ti traversi la cale larga Samarco e ti entri in cale che va al ponte de l'Anzolo; in fondo, co' ti xe rivà sòra el ponte, ti te fermi e ti giri la testa su la destra: de fassa ti vedi Ca' Soranzo e, in mezo ai do balconi del pian nobile, el capitèlo co' l'Anzolo.
La storia la gavè zà leta, la moral xe ciara: bisogna sempre star tenti a la bestia che ti far entrar in caxa, e no xe dito che gabia sempre da aver par forsa quatro gambe: xe più le volte che ghe ne basta anca do.
Ocio fioi! Ocio fie!
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