Pointernet srl
15/10/2021
Dopo Microsoft, anche SISTEMI decreta il pensionamento di Windows 7 (a decorrere dal 01/01/22)
La fine del supporto SISTEMI a Windows 7 decorrerà dal 01/01/2022 e comporta che, da quella data, ...
Sistemi non svolgerà più test di compatibilità delle sue procedure con Windows 7;
qualora emergano malfunzionamenti durante l'utilizzo dei prodotti Sistemi con Windows 7, lo sviluppo Sistemi non interverrà per correggerli.
Per questi motivi, CONSIGLIAMO di attivarvi per aggiornare i computer che ancora utilizzano Windows 7.
Per ulteriori informazioni..
CONTATTATECI
15/10/2021
Dopo Microsoft, anche SISTEMI decreta il pensionamento di Windows Server 2008 R2 (a decorrere dal 01/01/22)
La fine del supporto SISTEMI a Windows Server 2008 R2 decorrerà dal 01/01/2022 e comporta che, da quella data, ...
Sistemi non svolgerà più test di compatibilità delle sue procedure con Windows Server 2008 R2;
Qualora emergano malfunzionamenti durante l'utilizzo dei prodotti Sistemi con Windows Server 2008 R2, lo sviluppo Sistemi non interverrà per correggerli.
Per questi motivi, CONSIGLIAMO di attivarvi per aggiornare i computer che ancora utilizzano Windows Server2008 / 2008 R2.
Per ulteriori informazioni..
CONTATTATECI
DS1844 - Comunicazione del 18/11/2019
Notizia importante!
Venerdì 22 novembre aggiorniamo il sistema di login a nuovi standard di sicurezza.
Stiamo adeguando il sistema di autenticazione ai nostri servizi web a nuovi standard di sicurezza.
Le principali applicazioni interessate da questa novità sono: Portale Servizi, Assistenza on line (AOL), Servizi INFO di prodotto (InfoPROFIS, InfoJOB, InfoSTUDIO, InfoeSOLVER, Info SPRING),
Centro di Supporto, SPORTELLO.cloud, DOCUMENTI/web, accesso alle procedure in SIR, PROFIS/az, JOB/Risorse, ecc.
Questo primo aggiornamento prevede alcuni cambiamenti nelle abitudini di accesso, quello più evidente riguarda il fatto che l'inserimento del nome utente e della password avverranno in due passaggi distinti
(come ad es. già avviene sui servizi on line di Google o di Microsoft).
L'inserimento delle credenziali in due passaggi determina che chi accede dovrà necessariamente reinserire la password senza potersi avvalere di quella salvata nel browser (almeno al primo accesso; per i successivi, dipende dal browser).
Consigliamo di verificare subito di essere in possesso delle corrette credenziali di accesso per avere il tempo di recuperare tutti i dati prima dell'entrate in vigore delle variazioni del 22 novembre.
Nel tutorial che segue, disponibile anche dall'attuale pagina di login, potete verificare nel dettaglio come cambierà la vostra operatività e gli strumenti per recuperare la password eventualmente smarrita.
https://profilo.sistemi.com/Tutorial/tutorial.html
DS1715 - Segnalazione del 8/10/2019
SCADENZA 31/10/2019
Adesione al servizio di consultazione ed acquisizione delle fatture elettroniche.
Si ricorda che dal 1° luglio 2019 è possibile manifestare l'adesione al servizio di consultazione ed acquisizione delle fatture e dei loro duplicati informatici.
L'adesione per accedere al servizio potrà essere manifestata fino al 31 ottobre 2019.
Dopo questa data, in caso di mancata adesione, le fatture elettroniche non saranno più consultabili ed entro il 30 dicembre 2019, l'Agenzia delle Entrate provvederà a cancellare i file xml, in linea con le soluzioni individuate con il garante della privacy.
L'apertura del nuovo servizio è stata disciplinato dal provvedimento dell'Agenzia delle Entrate n.164664/2019 del 30 maggio 2019, differendo i tempi a sua volta previsti dal provvedimento n.107524 del 29/04/2019.
LE AZIENDE CHE SI AVVALGONO DI UN INTERMEDIARIO (ES.: COMMERCIALISTA) POSSONO RIVOLGERSI AD ESSO PER L'ATTIVAZIONE DEL SERVIZIO.
LE AZIENDE CHE OPERANO IN AUTONOMIA POSSONO ESPRIMERE LA PROPRIA ADESIONE AL SERVIZIO NELL'AREA RISERVATA GIÀ IN USO.
Per i dettagli è possibile fare riferimento al portale dell'Agenzia delle Entrate.
12/07/2019
Lavoro: prorogata al 31 dicembre 2019 la scadenza del CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi Confesercenti | Confesercenti Nazionale Confesercenti Angri: nasce Cambridge Preparation Centre Indagine Confesercenti sul primo week-end di saldi estivi in Emilia-Romagna: discreto inizio ma ancora tanti prodotti disponibili Lavoro: prorogata al 31 dicembre 2019 la scadenza del CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi Confesercenti luglio...
03/07/2019
ransomware colpisce anche la posta elettronica certificata
Tutti sappiamo, che la Posta Elettronica Certificata (PEC) è un sistema che consente di inviare email con valore legale equiparato a una raccomandata con ricevuta di ritorno, come stabilito dalla normativa in vigore.
Tutti consideravamo la PEC più sicura di un normale messaggio di posta elettronica, e a ragione. Il suo scopo principale è di fornire la certezza dell’invio e della consegna (o della mancata ricezione) di una email al destinatario. Il termine “certificata” significa che il gestore del servizio rilascia al mittente una ricevuta che costituisce prova legale dell’avvenuta spedizione del messaggio (ed eventuali allegati), esattamente come il gestore della casella PEC del destinatario invia al mittente la ricevuta di avvenuta consegna con riferimento temporale che certifica data e ora di ognuna delle operazioni descritte.
Ma c’è di più. La PEC garantisce, grazie ai protocolli utilizzati, la sicurezza degli allegati impedendone qualsiasi manomissione. Com’è possibile che un ransomware sia riuscito a rendere l’intero sistema “insicuro”?
Problema PEC
Il sistema PEC, evidentemente, non è perfetto come credevamo. La Posta Elettronica Certificata ha un obiettivo: garantire il contenuto e la data d’invio di un messaggio – tramite protocollo SMTP – usando le credenziali assegnate al mittente. Il punto debole dell’intero sistema è che non esiste né una firma digitale né un’identificazione certa del mittente (solo quella dei gestori), quindi, potenzialmente chiunque, tra cui malware e hacker, che entra in possesso delle credenziali di un utente può inviare PEC al posto suo.
Come funziona il virus ransomware
Massima attenzione quindi, a tutto, inclusa la posta certificata. Gli indizi che si tratta di un ransomware sono i seguenti in base all’analisi dei casi fin qui esaminati. I messaggi, innanzitutto, arrivano da indirizzi tipo [email protected] o [email protected], ma anche da domini diversi inviati tramite [email protected] oppure [email protected]. Il testo dei messaggi PEC che “ospita” il ransomware è il seguente: «In allegato originale del documento in oggetto, non sarà effettuato alcun invio postale, se non specificatamente richiesto. Il documento dovrà essere stampato su formato cartaceo e avrà piena validità fiscale e, come tale, soggetto alle previste norme di utilizzo e conservazione». I messaggi di posta PEC hanno come oggetto “Invio fattura n. # # # # # #” – in numeri cambiano per ogni vittima e contengono un allegato in formato ZIP, di solito, “fattura_ # # # # # #.zip”. Anche in questo caso può cambiare in base all’utente.
Attenzione ai file zip
L’allegato ZIP contiene un file nel formato javascript che riporta il nome dell’archivio. Quando ci accingiamo ad aprire l’archivio, si attiva il “downloader”, non sempre prontamente rilevato dagli antivirus – che consente al malware di scaricare il ransomware da siti remoti per installarlo sul computer della vittima. E il guaio è fatto! Il virus del ricatto inizia a criptare i file e lascia alla vittima un messaggio con le istruzioni su come rientrare in possesso dei documenti: pagando.
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