Napoli Guide Turistiche
04/03/2023
Negli anni '80 alcuni studiosi, esplorando la sacrestia di San Domenico Maggiore a Napoli, trovarono la mummia di un bambino di 2 anni con evidenti lesioni cutanee.
La datazione al radiocarbonio indicò che il bambino era morto nel 1569 (± 60 anni). In seguito era stato imbalsamato, vestito e depositato in una cassa vicina ad altre mummie di nobili e reali napoletani.
Inizialmente gli studiosi pensarono che il bambino fosse morto di vaiolo, ma successive analisi genetiche rivelarono il virus dell'epatite B.
Gli scienziati rimasero sorpresi, perché confrontando il virus sulla mummia a ceppi odierni di epatite B non videro mutazioni rilevanti.
Secondo il professor Gino Fornaciari, "la spiegazione potrebbe consistere nel fatto che essendo l’epatite B una malattia sessualmente trasmessa, e non tramite animali o insetti vettori, il virus non ha avuto la necessità di mutare almeno negli ultimi 5 secoli".
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*Dato che state chiedendo tutti come abbia fatto il bambino ad ammalarsi, aggiungo che probabilmente fu infettato dalla madre al momento del parto. Il sesso non è l'unico modo per trasmettere il virus.
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