Espressione

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19/03/2026

Strappare lungo i bordi - 2021
La domanda più quotata alla fine del liceo, nel momento, si sa, più difficile della storia. Il secondo tempo della domanda: "Cosa vuoi fare da grande?". Non riusciamo a spiegarci come da piccoli, prima della domanda, sappiamo la risposta. Da giovani, invece, la devastazione. Non riusciamo a vedere dentro di noi ciò che spinge per uscire perché oscurati dalle aspettative che gli altri nutrono verso di noi. Non riusciamo a vedere che quelle aspettative sono la nostra stella polare, ma non il nostro cammino. Quelle aspettative possono orientarci, ma non definire necessariamente la forma che assumeremo un giorno. Lo spazio di terapia mette fuori momentaneamente i progetti degli altri e ciò che per convenzione dovremmo essere. Ciò che si vive in quella stanza è la possibilità unica di non rinunciare a "creare" piuttosto che accettare un progetto che non ci appartiene.

16/03/2026

Dammi un senso alla fine - Rose Villain ft Sally Cruz
La canzone è un grido e, al contempo un inno, per far si che il dolore per la fine, incontri, a sua volta una fine. Il Dottor Tempo promette, attraverso un rimedio naturale, una guarigione, sebbene non immediata. E spesso, non basta. La Signora Negazione garantisce una veloce ripresa, pagando il prezzo di non vedere ciò che accade e vivere una momentanea finzione. In terapia, la negazione dell'accadimento - perché non pronti a vedere la fine - incontra il tempo, medicina naturale che aiuta a dimenticare. Entrambi fanno esperienza del racconto e dell'ascolto perchè quella fine si riveli il pretesto per guardarsi dentro e rivedere il fuori tanto tempestoso in una nuova giornata di sole.

23/02/2026

Pathosfera - Caparezza
Sturm und drang. La tempesta adolescenziale: le fiamme della passione più sentita, la rabbia più esplosiva, la tristezza più rumorosa. La società talvolta si indigna e vorrebbe ridimensionarne la portata. Un'educazione degli affetti appare, allora, necessaria. Il rischio di un loro soffocamento, inevitabile. Spegnere quelle fiamme, sedare ogni conflitto minaccia la vita degli affetti. Resta però la paura che si traduce come testimonianza di essere vivi. Come Caparezza suggerisce, la paura ci salva perché, come il dolore, crea movimento e sentiamo di essere fuori dal pericolo di perire dentro. In terapia quella paura è la più genuina alleata. Quella paura - si comprenderà - paralizza e muove al contempo. Grazie ad essa mostriamo a chi sa ascoltare quella parte che reputiamo aliena e che altro non è che la lotta contro l'emotività più viva. Altro non è che la lotta contro la sofferenza che, laddove percepita, ci segnala di essere vivi.

16/02/2026

Gelosa cara - Lucio Battisti
"Chi c'è stato prima di me?!" chiede il partner, mettendo in difficoltà l'amato/a che vorrebbe spiegare le vele verso il futuro. Chi sta accanto chiede conferme, talvolta per confrontarsi con il partner che l'ha preceduto, pensando che non sia superato. E questa idea è sostenuta dal fatto che quel passato è una persona di bell'aspetto, oppure il destinatario di una proposta importante. Spesso, è l'insicurezza verso se stessi, che rende più precario il rapporto con il partner, insinuando dubbi in merito all'esclusività che l'altro gli restituisce. Quella domanda "Chi c'è stato prima di me" diventa il tormento di ogni uomo che smette di sentirsi all'altezza e colma di dubbi la relazione. Il dubbio ha una radice profonda nell'insoddisfazione che proviamo nei nostri confronti. Il lavoro personale, nella fattispecie, consente di esplorare le zone d'ombra che agitano l'animo ed esercitano negativi effetti nelle relazioni sociali. Un lavoro personale è la possibilità che ogni uomo si concede di liberarsi dalla schiavitù di certi schemi che se confermati, confortano; se sconfermati, arrecano profonda sofferenza.

12/02/2026

Stranger things - 2016
Quanto si legge è un testamento autentico di amore incondizionato, la dichiarazione accorata di un padre che non smette di voler bene a sua figlia soltanto perché la lascia andare nel buio. I genitori fanno quel che possono, munendo i figli di preziose parole che rischiarano, al momento opportuno, l'ombra nella quale brancolano. Ma in quell'ombra il giovane va incoraggiato. E si sa, non potrà che commettere errori, leggerezze non prive di conseguenze. Ma quegli errori sono un investimento per il futuro. Quegli errori rendono gli umani vivi, fuori dalla caverna in cui altrimenti restano intrappolati. Quella caverna è protezione e gabbia, al contempo. Amare è lasciare andare. Amare è lasciar sbagliare. In terapia, i genitori affrontano le incertezze della loro funzione, evitando che diventi l'insicurezza dei figli e l'impossibilità di accettare una solitudine di libertà e possibile indipendenza.

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