LMO
03/11/2025
Spiegato in pochi minuti la riforma della giustizia. Vogliono il controllo su chi dovrebbe indagare. Vergogna
02/11/2025
Il settore automobilistico italiano è in coma. Il governo Meloni rimane in silenzio.
Verso la conclusione del mese sembra ormai chiaramente irrealizzabile il piano del ministero delle imprese per la realizzazione del milione di veicoli entro il 2030; il settore auto e l’apparato industriale associato sono da mesi in un accelerato declino causato da una politica di disinteresse e tacito favoreggiamento alla delocalizzazione delle imprese, come conferma il recente approccio al laissez-faire del governo.
La politica economica attuale sta portando silenziosamente una emorragia sempre più allarmante in uno dei punti di forza dell’industria del nostro paese che rischia sempre più seriamente di uscire dalla competizione europea; ad oggi con un crollo del 31,5% della produzione complessiva di auto entro la fine dell’anno è il peggior risultato di sempre prodotto dal settore Italiano.
Intanto Meloni tace e soprattutto non si muove, senza stanziare fondi o prendere alcun tipo di iniziativa contro un approccio economico liberale senza limiti che potrebbe compromettere uno dei rami di produzione più simbolici dal punto di vista storico e importanti dal punto di vista produttivo per l’Italia.
delocalizzazione
12/09/2025
🔴STELLANTIS REPORTAGE:
-La crisi di un sistema-
La produzione nazionale di Stellantis in Italia, è critica, Pomigliano, nonostante fosse il sito produttivo trainante con il 64% della produzione nazionale, continua la rincorsa agli ammortizzatori sociali ininterrottamente sin dal lontano 2008.
Nonostante i vari piani industriali che prevedevano il rilancio occupazione dello stabilimento e produzioni enormi, mai nessuno di questi si è concluso positivamente.
Pomigliano Nel primo semestre del 2025 ha prodotto 78.975 vetture. Lontanissimo da quanto rivendicato dai piani produttivi annunciati dai vari amministratori delegati.
L’unica certezza è che tutti i siti produttivi si mantengono grazie al continuo e costante ricorso agli ammortizzatori sociali.
A Pomigliano d’Arco è stato infatti firmato, pochi giorni fa, un pre-accordo tra l’azienda e le sigle sindacali che estende di un ulteriore anno, fino all’8 settembre 2026, la cassa integrazione in regime di solidarietà in deroga per 3.750 lavoratori. La misura, che prevede una riduzione media dell’orario di lavoro fino al 75%, arriva dopo il biennio concesso dalla cassa integrazione ordinaria, ormai esaurito.
Inoltre, Stellantis ha comunicato ai sindacati la necessità di prolungare la durata della solidarietà per 2.297 lavoratori dello stabilimento di Mirafiori (Torino) fino al 31 gennaio. La produttività dell’azienda è in calo in tutti gli stabilimenti italiani, con flessioni fino al 72% rispetto all’anno scorso.
Lo stabilimento di Melfi è quello che ha subito il calo più drastico. Nei primi sei mesi del 2025 la produzione è scesa del 59,4%, con sole 19.070 vetture prodotte. Qui gli ammortizzatori sociali sono stati rinnovati per 4.860 metalmeccanici, ma i lavoratori guardano al futuro con grande incertezza.
Lo stabilimento di Termoli rappresenta uno dei casi più emblematici della crisi Stellantis.
Dopo la chiusura della produzione del motore Fire, le linee attive sono ormai limitate ai V6, 2.0 T4 e Gse. A
peggiorare il quadro, il progetto della gigafactory per le batterie non è mai realmente partito, lasciando i lavoratori nell’incertezza. Per i 1.823 dipendenti è stato firmato un accordo di solidarietà
fino al 31 agosto 2026. Nel mentre, l’azienda sta delocalizzando la produzione in Paesi africani come in Marocco e Algeria.
In sostanza Stellantis, ricordiamolo, società privata, in Italia continua a mantenere aperti i siti produttivi solo grazie al sovvenzionamento statale, e ciò sta garantendo disoccupazione, riduzione
di personale, crisi e riduzione dei salari per i lavoratori e nel contempo, enormi profitti per gli azionisti il CDA e il CEO.
A tutto ciò le richieste delle O.S. e partiti di opposizione si limitano a chiedere l’intervento dello stato, Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, « È necessario che il governo chiami
Stellantis alle proprie responsabilità per definire un vero piano di ricerca, sviluppo e produzione». Anche la Fim-Cisl, attraverso il segretario generale Ferdinando Uliano, chiede un incontro urgente con il nuovo CEO e con l’esecutivo per discutere un piano industriale credibile per l’Italia, capace di garantire nuove produzioni e consolidare gli investimenti. Sulla stessa linea Rocco Palombella, leader della Uilm, che sollecita il governo a convocare rapidamente il Tavolo Stellantis.
14/06/2025
Netta condanna dell’attacco terrorista di Israele all’Iran
Le dichiarazioni del governo italiano, dell’opposizione tutta, dei presidenti: Usa, Francia, Inghilterra, sono tutte subalterne ad un obiettivo imperialista.
Si nascondono dietro falsi pretesti e non affrontano in modo univoco l’attacco e l’invasione di uno stato sovrano da parte di Israele.
● L'attacco aereo e missilistico, da tempo pianificato e mirato di Israele contro l'Iran, che ha causato la morte di funzionari iraniani, scienziati nucleari e centinaia di civili, alimenta il fuoco della guerra in Medio Oriente e minaccia la distruzione dei popoli dell'intera regione.
L'attacco è stato compiuto con il pretesto del programma nucleare iraniano, ma il vero obiettivo è l'imposizione dei piani imperialisti di Israele e degli Stati Uniti nella regione. Anche perché ora si è concesso un pretesto giuridicamente corretto all’Iran per uscire dal trattato nucleare TNP e quindi, di sviluppare e produrre armamenti nucleari in totale legalità e indipendenza.
Le minacce di Trump all’Iran di firmare un accordo sul nucleare, svelano inoltre la strategia brutale e demenziale di USA-ISRAELE, ossia cercare di costringere l’Iran a firmare un accordo, mettendolo però in condizione di non poterlo firmare.
Infatti, se ora l’Iran firmasse, si scatenerebbe un precedente agghiacciante in diritto internazionale: ogni Stato potrà bombardare il proprio vicino senza essere condannato, qualora si senta in diritto di farlo per ragioni territoriali.
Lo Stato di Israele, che uccide in massa il popolo palestinese, commette genocidio e impone la fame, che bombarda il Libano, la Siria, lo Yemen e che ora sta intensificando l'attacco contro l'Iran, è sostenuto militarmente, politicamente ed economicamente dagli USA e dall'UE, che sono complici e corresponsabili.
Grande è la responsabilità del governo Meloni, ma anche dei partiti della falsa sx di opposizione, che coprono il ruolo criminale dello Stato di Israele in nome del diritto all'autodifesa, mentre sostengono da tempo la cooperazione militare del nostro Paese con uno Stato terrorista.
E’ compito nostro, di chi si ritiene libero, democratico e sovrano, privo di ogni subalternità ideologica, ed economica, dei lavoratori, intensificare la lotta, soprattutto ora che si moltiplica il rischio di coinvolgimento del nostro paese in avventure belliche.
Dobbiamo esigere l'immediata interruzione delle relazioni militari, politiche ed economiche del governo Italiano con lo Stato di Israele, il riconoscimento dello Stato palestinese ed esprimere in modo ancora più massiccio la solidarietà al popolo palestinese, ai popoli dell'Iran, del Libano, della Siria, dello Yemen e a tutti i popoli del Medioriente .
https://www.sindacatogeneralediclasse.it/?p=2624
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.
Digitare
Squadra culinaria
Abbigliamento
Indirizzo
Naples
03/11/2025